"L'uomo è come un pescatore saggio che gettò la rete in mare e la ritirò piena di piccoli pesci. Tra quelli il pescatore saggio scoprì un ottimo pesce grosso. Rigettò tutti gli altri pesci in mare, e poté scegliere il pesce grosso con facilità. Chiunque qui abbia due buone orecchie ascolti!"
* * *

Questi filosofi sciagurati...

Ateismo e religione
Già gli antichi non ignoravano che vi erano popoli i quali vivevano senza Dio e non avevano mai avuto una religione. Le relazioni di viaggiatori di questi ultimi tempi ci offrono una quantità di altri esempi.
La religione è una cosa che, una volta stabilitasi in un paese, deve durarvi in eterno. Vi si è legati per motivi di interesse, per la felicità temporale e per quella eterna. Ci si aspetta dagli dei la fertilità dei raccolti, il successo delle iniziative: si teme che essi possano mandare la sterilità, le pestilenze, le tempeste e varie altre calamità, e di conseguenza si osservano i culti pubblici della religione, indotti sia dalla paura che dalla speranza, e ci si da premura di cominciare di qui l'educazione dei bambini e di raccomandare loro la religione come cosa di fondamentale importanza, fonte di ogni felicità o sciagura a seconda che gli onori che spettano agli dei siano resi loro con diligenza o con negligenza.
Sentimenti di tal sorta, succhiati insieme col latte, non si cancellano dallo spirito di una nazione; possono modificarsi in diversi modi, si possono cioè mutare cerimonie e dogmi, ma quei sentimenti non spariranno mai del tutto, tenuto conto soprattutto del fatto che chi vuoi costringere un popolo in materia di religione non lo fa mai per condurlo all'ateismo, bensì sempre per sostituire ai formulari che non piacciono, nel culto e nella credenza, formulari diversi.
Poiché dunque vi sono popoli che non ammettono nessuna divinità, bisogna concludere che si sono trovati in quello stato fino dalle origini e fino a che la provvidenza non ha promosso persone singolari che hanno formato le repubbliche, le hanno stabilite e le hanno adornate di belle leggi.
L'opera di queste persone ha civilizzato gli uomini selvaggi e ha dato loro un gusto nuovo con l'introduzione delle arti e delle scienze, e soprattutto del culto degli dei; ma qualche popolo è rimasto privo di questo vantaggio.
Può davvero la voce della natura farsi sentire sotto questo grosso cumulo di arti e di scienze, di leggi e di mode, di statuti e di costumi, e di cento altre invenzioni dello spirito umano? Non c'è forse da temere che una voce che deve passare attraverso tanti canali sia piuttosto la voce dell'artificio che non quella della natura? Non vi è forse motivo di sospettare che lo stesso legislatore abbia cominciato a insegnare il culto degli dei?
(P. Bayle, Pensées sur la comète de 1680, in A. Minerbi Belgrado, Materialismo e origine della religione nel '700.)


Gli inganni dei sacerdoti
Io cerco di parlare in modo molto comprensibile, e oso sperare che le mie affermazioni porteranno con sé la loro luce. Questo lavoro, lo ammetto, non è di alcuna utilità per i filosofi, ma costituisce un vantaggio considerevole per la gente comune, che io sono ben lontano dal trascurare, come fanno coloro che in ogni prefazione dicono di non cercare il suo favore e di non preoccuparsene. Mi chiedo come chiunque possa parlare in questo modo, specialmente fra coloro il cui compito è di essere al servizio del popolo e risparmiargli la fatica di uno studio lungo e difficile, che le sue comuni occupazioni non consentono. I laici pagano per i libri e il mantenimento degli ecclesiastici a questo scopo.
E nessuno può dedurre, da questo compito del clero, che il popolo debba accettare implicitamente le sue imposizioni arbitrarie, così come io non sono obbligato a cedere la mia ragione a colui che impiego per leggere, trascrivere o raccogliere per me. Il sapiente non crederà alla bontà del pane o della birra in base alla parola del fornaio o del birraio, se essa è in contrasto con l'esperienza del proprio gusto, per quanto sia ignorante del loro mestiere.
E perché la gente comune non può in modo analogo giudicare circa il vero significato delle cose religiose, anche se non comprende le lingue dalle quali sono tradotte per il suo uso? La verità è sempre e dovunque la stessa: e un'affermazione incomprensibile o assurda non deve essere rispettata solo per la sua antichità e stravaganza, per essere stata originariamente scritta in latino, in greco o in ebraico.
I poveri, che si ritiene non comprendano i sistemi filosofici, presto colsero la differenza tra i semplici e convincenti insegnamenti di Cristo e gli intricati e inutili discorsi degli scribi. I rabbini ebrei, divisi in quell'epoca in sette stoiche, platoniche e pitagoriche, ecc, con la libertà folle delle loro interpretazioni
allegoriche adattavano infatti la Scrittura alle speculazioni sfrenate dei loro numerosi maestri. Facevano credere al popolo, che non capiva nulla delle loro osservazioni cabalistiche, che questi fossero tutti profondi misteri; e così gli insegnavano la sottomissione a riti paganeggianti, mentre riducevano a nulla la legge di Dio. Nessuna meraviglia, dunque, se le persone disinteressate e i più onesti tra i governanti rifiutarono queste superstizioni assurde per una religione adatta alle capacità di tutti, delineata e predetta dai profeti e rivelata da Cristo.
Ma, come ho detto sopra, la sola rivelazione non è un motivo che renda necessario un consenso, ma è un mezzo d'informazione. Non dovremmo confondere il modo in cui veniamo a conoscenza di una cosa con le ragioni che abbiamo per credervi. Una persona può informarmi su mille cose di cui non ho mai sentito parlare prima, a cui non penserei affatto se non mi fossero state dette; tuttavia non credo a nulla in base alla sua sola parola, se manca la evidenza delle cose stesse.
Invece i teologi antichi, come molti dei loro successori moderni, amavano troppo i loro ridicoli sistemi di avvolgere ogni frase nel mistero e adornarla con qualche figura retorica, non considerando che solo le argomentazioni false e insulse hanno bisogno dell'aiuto di discorsi attraenti per confondere o divertire. Essi si vantavano della loro abilità nel persuadere pro o contro ogni cosa. E come era stimato miglior oratore colui che faceva apparire giusta ai giudici la causa peggiore, così il miglior filosofo era colui che riusciva a far passare per dimostrazione il più stravagante paradosso.
Essi si occupavano solo della propria fama e del guadagno, che non potevano assicurarsi se non ingannando il popolo con la loro autorità e abilità sofistica: e con la scusa di istruire, lo mantenevano abilmente nella più grossolana ignoranza.
(Q. Toland, Christianity not Mysterious.)

Trattato dei tre impostori
Tutti quelli che ignorano le cause fisiche sono naturalmente in preda alla paura che procede dall'inquietudine e dal dubbio circa l'esistenza di un Essere o di una potenza che abbia il potere di nuocere loro o di conservarli. E qui l'inclinazione a immaginarsi cause invisibili, che non sono null'altro che i fantasmi della loro immaginazione, invocati nell'avversità e lodati nella prosperità. Alla fine se ne fanno degli dei, e questa chimerica paura delle potenze invisibili è l'origine delle religioni che ciascuno si plasma a suo modo.Coloro che avevano interesse a che il popolo fosse contenuto e frenato da simili fantasticherie hanno coltivato questo germe della religione, ne hanno fatto una legge, e alla fine, grazie al terrore del futuro, hanno ridotto i popoli ad obbedire ciecamente.
I fondatori delle religioni, rendendosi conto chiaramente che la base delle loro imposture era l'ignoranza dei popoli, pensarono di mantenerveli attraverso l'adorazione delle immagini, fingendo che gli dei vi risiedessero; e questo fece cadere sui loro preti una pioggia d'oro e di benefici, ritenute cose sacre, perché destinate all'uso dei ministri consacrati.
Per meglio ingannare il popolo, i preti si presentarono come profeti, indovini, ispirati capaci di penetrare il futuro, si vantarono di intrattenere rapporti con gli dei; e poiché è naturale che si desideri conoscere il proprio destino, quegli impostori si fecero premura di non trascurare una circostanza così favorevole al loro progetto.
(Traité des trois imposteurs, in A. Minerbi Belgrado - Materialismo e origine dello religione nel '700)

L'origine della religione, secondo Hume
La credenza in un potere invisibile e intelligente è stata sempre diffusa largamente nella razza umana, in tutti i luoghi e in tutte le età, ma non è mai stata così universale da non ammettere eccezioni, né ha suggerito idee del tutto uniformi. Si è scoperto qualche popolo privo di sentimenti religiosi, se c'è da credere a quel che dicono i viaggiatori e gli storici; e non esistono due popoli, e nemmeno due uomini qualsiasi, che siano perfettamente convinti della medesima opinione. Sembra dunque che questi preconcetti non sorgano da un istinto o da un impulso spontaneo della natura, come quello donde nascono l'amor proprio, l'affezione tra i due sessi, l'amore dei figli, la gratitudine, il risentimento: giacché ogni istinto di questo genere risulta per esperienza assolutamente universale in tutti i popoli e in tutte le età. I primi principi religiosi debbono essere secondari, poiché varie cause e accidenti possono pervertirli, e anche i loro effetti, in alcuni casi - per un concorso straordinario di circostanze - possono essere totalmente pervertiti.

Quali siano i principi che danno luogo alla credenza originaria, e quali le cause e gli accidenti che ne guidano le manifestazioni, sarà argomento di questa nostra indagine.
Considerando il progresso della società umana dalle sue rozze origini ad oggi condizione di maggior perfezione, ne deduco che il politeismo e l'idolatria fu, e necessariamente dovette essere, la prima e la più antica religione del genere umano. Atteniamoci alla chiara testimonianza della storia.
Quanto più rimontiamo verso l'antichità, tanto più troviamo il genere umano immerso nei politeismo. Nessun sogno, nessun sintomo di una religione più perfetta. Sembra certo, secondo il progresso naturale del pensiero umano, che il volgo ignorante debba avere nozioni elementari circa le potenze supreme, prima di elevare i suoi concetti all'essere perfetto che ordinò tutta la struttura del mondo. Immaginare che l'uomo abbia abitato palazzi prima di abitare capanne, oppure che abbia studiato la geometria prima dell'agricoltura, sarebbe altrettanto ragionevole quanto pensare che la divinità gli sia apparsa come uno spirito puro, onnisciente, onnipotente e onnipresente, prima che come un essere potentissimo, anche se limitato, fornito di passioni, appetiti, membra e organi umani.

La mente risale gradualmente dal basso verso l'alto. Operando astrazioni su ciò che è imperfetto, si forma un'idea di perfezione. Un animale barbaro e bisognoso, qual è l'uomo all'origine della società, pressato da bisogni e da passioni molteplici, non ha agio di ammirare l'ordinato assetto della natura e di far ricerche sulla causa degli oggetti cui si è gradualmente assuefatto fin dall'infanzia. Quanto più la natura sarà regolare e uniforme, tanto più egli si famigliarizzerà con essa, e sarà meno incline a scrutarla e a esaminarla. Un parto mostruoso eccita la sua curiosità e gli appare un prodigio. Lo allarma la sua novità, e subito si da a tremare, a far sacrifici, a pregare.
Possiamo quindi concludere che in ogni nazione che abbia abbracciato il politeismo le prime idee religiose non nacquero dalla contemplazione della natura, ma dall'interesse per gli eventi della vita, dalle speranze e dai timori incessanti che assediavano lo spirito umano. Non si può supporre che agisse su tali barbari alcunché di diverso da una passione corrente nella vita umana: l'ansiosa brama di felicità, il timore della miseria futura, il terrore della morte, gli appetiti naturali che inducono a ricercare il cibo e le altre cose necessarie.
Agitato da speranze e timori di questa natura - specialmente dai timori - l'uomo scruta con curiosità tremebonda il corso delle cause future, ed esanima gli eventi vari e contraddittori della vita. E in questa scena confusa scorge, con occhi ancor più confusi e attoniti, le prime oscure tracce della divinità.
La religione primitiva del genere umano nasce dunque anzitutto dall'ansia riguardo agli eventi futuri. È facile immaginare quale idea l'uomo si possa fare dei poteri invisibili e ignoti, quando sia soggiogato da ogni sorta di cupi terrori. Immagini di vendetta, severità, crudeltà, malizia d'ogni genere si impongono e accrescono l'orrore che opprime e sbigottisce il devoto. Una volta che il panico ha invaso la sua mente, la fertile fantasia moltiplica sempre più i motivi di terrore; mentre l'oscurità profonda, o ancor peggio la luce incerta che lo circonda, gli rappresentano gli spettri della divinità sotto le più spaventose sembianze immaginabili. E non ci sarà abbietta perversità che il devoto terrorizzato non possa attribuire, senza scrupolo, al suo Dio.
Tale, da un primo punto di vista, lo stato naturale della religione. Ma se si considera d'altra parte lo spirito apologetico e propiziatorio inevitabilmente presente in tutte le religioni, tipica conseguenza di tali terrori, dovremo attenderci che abbia il sopravvento un sistema teologico assolutamente diverso.
Ogni virtù, ogni eccellenza sarà attribuita alla divinità, e nessuna esagerazione sarà giudicata degna delle perfezioni di cui appare dotata. Qualunque esaltato panegirico di essa sarà immediatamente accolto, senza alcuna verifica empirica o razionale. V'è dunque contraddizione tra i diversi principi della natura umana che si combinano nella religione. I terrori naturali ci presentano l'idea di una divinità diabolica e malvagia. La tendenza all'adulazione ce ne fa concepire una eccellente e divina.
[D. Hume, The Naturai History of Religion, in A. Minerbi Belgrado - Materialismo e origine della religione nel '700)

Come dovrebbe essere la religione
Dopo la nostra santa religione, che senza dubbio è la sola buona, quale sarebbe la meno cattiva? Non sarebbe forse la più semplice? Non sarebbe quella che insegnasse molta morale e pochissimi dogmi? Che tendesse a rendere giusti gli uomini senza obbligarli a credenze assurde? che non ordinasse di credere a cose impossibili, contraddittorie, ingiuriose per la divinità e dannose al genere umano, e non osasse minacciare di pene eterne chiunque preferisce tenersi al senso comune? Non sarebbe forse una religione che non sostenesse con la sua influenza dei sanguinari tiranni, e che non inondasse la terra di sangue a causa di sofismi incomprensibili? Una religione nella quale un equivoco, un gioco di parole e due o tre documenti falsificati non potessero eguagliare a un sovrano e a un Dio un prete magari incestuoso, omicida e avvelenatore? Una religione che non pretendesse di sottomettere i governi a questo prete? Che insegnasse soltanto ad adorare Iddio, e la giustizia, la tolleranza e l'umanità? Tutto ciò che va oltre l'adorazione di un Essere Supremo e la sottomissione del cuore ai suoi ordini eterni, è superstizione.
Noi rimproveriamo agli antichi i loro oracoli e i loro troppi prodigi: se essi ritornassero al mondo, e riuscissero a contare i miracoli della Madonna di Loreto per paragonarli a quelli della loro Madonna d'Efeso, in favore di chi penderebbe la bilancia?
Così, i sacrifici umani sono stati nel rito di quasi tutti i popoli antichi, ma molto rari nell'uso: fra gli Ebrei abbiamo soltanto la figlia di Jefte e il re Agag, perché Isacco e Gionata non furono mai immolati; tra i Greci la storia di Ifigenia non è neppure certa; e tali sacrifici risultano rarissimi tra i Romani.

In sostanza, la religione pagana è costata pochissimo sangue, mentre la nostra ne ha fatti versare dei fiumi. La nostra è senza dubbio la sola buona/la sola vera; ma noi abbiamo fatto tanto male per mezzo suo, che, quando parliamo delle altre religioni, ci converrebbe osservar la modestia.
Alla Borsa di Amsterdam, di Londra, di Surat, o di Bassora, il guebro, il baniano, l'ebreo, il maomettano, il deista cinese, il bramino, il cristiano greco, il cristiano romano, il cristiano protestante, il cristiano quacchero, trafficano tutto il giorno assieme: e nessuno leverà mai il pugnale sull'altro per guadagnare un'anima alla sua religione. E perché allora noi ci siamo scannati quasi senza interruzione a partire dal primo Concilio di Nicea? Costantino cominciò col dare un editto che permetteva tutte le religioni, e finì persecutore religioso. Prima di lui ci si scagliò contro i cristiani solo perché essi cominciavano a comporre una specie di stato nello Stato.
I Romani permettevano tutti i culti, persino quello degli Ebrei e quello degli Egizi, che pure avevano il loro disprezzo. Ma gli Egizi, e gli stessi Giudei, non cercavano di distruggere l'antica religione dell'Impero, non correvano per terra e per mare allo scopo di fare dei proseliti: pensavano solo a guadagnar denaro. Invece i cristiani volevano che la loro religione fosse la dominante.

San Tommaso ebbe la lealtà di confessare che, se i cristiani non detronizzarono gli imperatori, è perché non lo poterono. La loro opinione era che tutta la terra deve essere cristiana: essi erano dunque necessariamente nemici di tutta la terra, fino a che non riuscissero a convertirla. Essi erano poi nemici fra di loro, su tutti i punti controversi della loro religione.
Bisogna cominciare a considerare Gesù come un Dio? Quelli che dicono di no, sono anatemizzati. Alcuni di loro vogliono che tutti i beni siano in comune, come si sostiene che fossero ai tempi degli apostoli? I loro avversari li chiamano "nicolaiti", e li accusano dei delitti più infami. Altri tendono ad una devozione mistica? Vengono chiamati "gnostici" e perseguitati con furore. Insensati, che non avete mai saputo adorare con purezza d'animo il Dio che vi ha creati! San Paolo ha avuto ragione quando ha detto che la carità val meglio della fede e della speranza.
[Voltaire, Dictionaire philosophique.]

La bibbia del materialismo ateo
Se non fosse esistito alcun male al mondo, l'uomo non avrebbe mai pensato alla divinità. Se la natura gli avesse concesso di soddisfare facilmente tutti i suoi bisogni, e di provare soltanto sensazioni piacevoli, i suoi giorni sarebbero trascorsi in una perpetua uniformità e non avrebbe avuto nessun motivo di ricercare le cause ignote delle cose.
Se l'uomo fosse sempre pago si preoccuperebbe solo di godere del presente, di percepire gli oggetti che di continuo lo farebbero consapevole della sua esistenza, in un modo cui egli necessariamente assentirebbe. Niente metterebbe il suo cuore in apprensione. Invece, indipendentemente dai bisogni che ad ogni istante si rinnovano nell'uomo e che spesso non può soddisfare, ciascuno ha provato una quantità di guai; ha sofferto per l'inclemenza delle stagioni, le carestie, le epidemie, gli incidenti, le malattie ecc.
Perciò tutti gli uomini sono paurosi e diffidenti. L'esperienza del dolore ci rende apprensivi di fronte a tutte le cause ignote, di cui cioè non si sono ancora provati gli effetti. E quanto più l'uomo è ignorante, o privo di esperienza, tanto più soggiace al terrore. Tale ignoranza era certo più grande ancora nelle epoche remote, quando lo spirito umano, nella sua infanzia, non aveva ancora compiuto le esperienze e i progressi che oggi vediamo. Tutte le cause dovettero quindi essere misteri per i nostri selvaggi antenati; tutto ciò che videro dovette apparire loro inusitato, strano, spaventoso.
Alle origini, vedendosi spesso afflitti e maltrattati dalla natura, gli uomini supposero negli elementi o negli agenti celati che li regolavano volontà, intenzioni, bisogni, desideri analoghi a quelli dell'uomo. Di qui i sacrifici immaginati per nutrirli, le libagioni per abbeverarli, fumo e incenso per pascerne l'odorato. Dapprima si offrirono i frutti della terra, in seguito si servirono carni, si immolarono agnelli, giovenche, tori. Vedendoli quasi sempre irritati contro l'uomo, si passò, a poco a poco, a sacrificare loro bambini, uomini.

Alla fine il delirio dell'immaginazione fece credere che l'agente sovrano che presiede alla natura disdegnasse le offerte tratte dalla terra e potesse essere placato solo dal sacrificio di un Dio.
L'idea di un Dio unico nacque in conseguenza dell'opinione che faceva di questo Dio l'anima dell'universo, e tuttavia non poté essere che il frutto tardivo delle meditazioni umane. Lo spettacolo degli effetti diversi e spesso contraddittori che si operavano nel mondo dovette creare la convinzione che vi fossero un gran numero di potenze o di cause distinte e reciprocamente indipendenti: ammisero dunque molteplici cause o molteplici dei agenti in base a principi diversi, e videro negli uni potenze amiche, negli altri potenze nemiche del genere umano. Tale l'origine del dogma così antico e universale che suppone nella natura due principi o potenze mossi da interessi opposti e in perpetua guerra, con cui si credette di spiegare la mescolanza costante di beni e di mali, di prosperità e di sciagure, le vicissitudini insomma cui il genere umano soggiace in questo mondo.
Tuttavia, a forza di meditare, alcuni pensatori sono giunti a non ammettere nell'universo che una sola divinità, la cui potenza e saggezza bastassero a governarlo. Ciononostante, fin dai primi passi, il loro spirito dovette cadere nel più grande imbarazzo per le contraddizioni di cui si dovette supporre che questo Dio fosse autore, si fu quindi costretti ad ammettere in questo Dio monarca qualità contraddittorie, incompatibili, disparate. Nel supporre un Dio unico autore di tutte le cose non si poté fare a meno di attribuirgli una bontà,una saggezza, un potere illimitato, ma d'altro canto, come non attribuirgli malizia, imprudenza, capriccio, nel vedere i frequenti disordini e i mali innumerevoli di cui il genere umano è così spesso vittima e il mondo teatro? Perciò vediamo gli adoratori di un Dio indicato sempre come il modello della bontà, dell'equità e di tutte le perfezioni, abbandonarsi alle stravaganze più crudeli.
Tutti i sistemi religiosi degli uomini, i sacrifici, le preghiere, le pratiche e le cerimonie non hanno mai avuto altro scopo che quello di stornare il furore della divinità, prevenirne i capricci e stimolare in lei il sentimento della bontà da cui la si vedeva allontanarsi ad ogni momento. Tutti gli sforzi, tutte le sottigliezze della teologia non hanno avuto altro scopo che quello di conciliare, nel sovrano della natura, le idee discordi che essa stessa aveva fatto sorgere nello spirito dei mortali. In una parola la teologia include tra le qualità di Dio il privilegio di agire contro tutte le leggi della natura e della ragione, mentre proprio sulla ragione si dovrebbe fondare il culto che gli dobbiamo e la morale.
[P.H. d'Holbach, Syistème de la nature, in A. Minerbi Belgrado, Materialismo e origine della religione nel 700, pp. 73-74, 79 e 85.]


Questi filosofi sciagurati...Qualcosa di molto grave esige un Nostro discorso o piuttosto rivendica le Nostre lacrime più abbondanti, e cioè quel morbo pestilenziale, che la malvagità dei nostri tempi ha dato alla luce; affinchè unanimemente, e riunendo tutte le nostre forze, apprestiamo la medicina necessaria, perché per nostra negligenza tale peste non si conservi e non cresca nella Chiesa fino a divenire incurabile. Sembra infatti in questi giorni che sovrastino quei "tempi pericolosi", che profetizzò l'apostolo Paolo, nei quali gli uomini ameranno se stessi, saranno tronfi di superbia, bestemmiatori, traditori, amanti dei piaceri più che di Dio, sempre in atto d'imparare e non mai in grado di possedere la conoscenza della verità, non privi di una specie di religione, ma rifiutando di riconoscerne il valore.
Questi si erigono a maestri "quanto mai menzogneri", come li chiama il primo apostolo Pietro, e diffondono dottrine di perdizione; e negano quel Dio che li riscattò, attirandosi una rapida rovina. Dicono di essere sapienti, e sono invece divenuti stolti, e oscurato è il loro pazzo arzigogolare. Voi stessi [i vescovi] che siete posti come vedette nella casa del Signore, vedete bene quanti trionfi può vantare quella filosofia piena d'inganni, cioè quella filosofia che nasconde la propria empietà sotto la grande onestà di questo nome, e con quanta facilità attragga a sé e inviti i popoli in folla. Chi potrà dire o immaginare la malvagità dei dogmi e le perfide stravaganze che va mettendo di moda?
Tali uomini, mentre vogliono far mostra di cercare la sapienza, "poiché non la cercano devotamente, cadono in errori così grandi che non conservano neppure più la sapienza comune". E arrivano fino al punto d'inventare, con la massima empietà, o che Dio non esiste, o che è ozioso e sfaccendato, che non si prende per nulla cura delle cose nostre e che non rivela nulla agli uomini; e perché non ci sia da meravigliarsi se qualcosa è santo o divino, blaterano che è stato inventato ed escogitato dalla mente degli uomini inesperti, sbigottiti da futile timore dell'avvenire, e allettati da una vana speranza di immortalità.
E questi filosofi sciagurati, spargendo queste tenebre e strappando dal cuore la religione, aspirano anche a questo: che gli uomini sciolgano tutti quei legami dai quali sono uniti fra loro e ai loro superiori, e sono vincolati al loro dovere; essi vanno gridando e imprecando fino alla nausea che l'uomo nasce libero e non è soggetto a nessuno; e che quindi la società è una folla di uomini inetti, che stupidamente si prosternano dinanzi ai sacerdoti, dai quali sono ingannati e dinanzi ai re, dai quali sono oppressi, tanto è vero che l'accordo tra i sacerdoti e i monarchi non è altro che una gigantesca cospirazione a danno della libera natura dell'uomo.
Chi non vede che tali follie, e altre consimili, coperte da molti strati di menzogne, apportano tanto maggior pericolo alla tranquillità e alla quiete pubblica, quanto più si tarda a reprimere l'empietà di coloro che ne sono autori; e che tanto più danneggiano le anime redente dal sangue di Cristo, quanto più si diffonde la loro parola subdola, simile al cancro, e si introduce nelle pubbliche accademie, nelle case dei principali personaggi, nei palazzi dei re, e si insinua, cosa mostruosa, persino nei luoghi sacri?
[Pio VI, Inscrutabili divinae sapientiae consilio (25 dicembre 1775), in C Falconi, Storia delle encicliche]
Documenti estratti da: L'Eresia dagli gnostici a Lefebvre, il lato oscuro del cristianesimo" di Marcello Craveri

La spaventosa politica della Geoingegneria

di Clive Hamilton ourworld.unu.edu

Nell'agosto del 1883 il pittore Edvard Munch assistette ad un insolito tramonto rosso sangue su Oslo. Scosso da questo, scrisse nel suo diario di aver "sentito un grande, infinito urlo lacerante attraverso la natura". L'episodio lo ispirò nella ceazione della sua opera più celebre, The Scream.

Il tramonto che vide quella sera seguì all'eruzione del Krakatoa al largo della costa di Giava. L'esplosione, una delle più violente nella storia, inviò una enorme pennacchio di cenere nella stratosfera, dando luogo a tramonti rossi in tutto il mondo. I gas emessi causarono anche il raffreddamento della Terra di più di un grado e l'interruzione dell'andamento meteo per diversi anni.

L'effetto di raffreddamento delle grandi eruzioni vulcaniche è noto da qualche tempo. Il biossido di zolfo spinto nell'atmosfera superiore forma un velo che riduce la quantità di radiazione solare che raggiunge la Terra. Si stima che l'eruzione del Monte Pinatubo nelle Filippine nel 1991 - la più grande da quella del Krakatoa - abbia raffreddato la Terra di circa
0.5 ° C per un anno o più.

Ora, una potente coalizione di forze si sta tranquillamente aggregando intorno all'idea di trasformare l'atmosfera terrestre mediante la simulazione di eruzioni vulcaniche per contrastare gli effetti riscaldanti dell'inquinamento da carbonio. L'ingegnerizzazione del sistema climatico del pianeta sta attirando l'attenzione di ricercatori, società scientifiche, affaristi e think tanks conservatori. Nonostante l'enormità di ciò che viene proposto - niente di meno che prendere il controllo del sistema climatico terrestre - il pubblico è stato quasi completamente escluso dal processo di pianificazione.

La
Royal Society definisce la Geoingegneria come la "deliberata manipolazione su vasta scala dell'ambiente planetario per contrastare il cambiamento climatico di origine antropica" e i metodi si dividono in due tipi: rimozione del biossido di carbonio dall'atmosfera e gestione della radiazione solare per ridurre il calore che entra in atmosfera o per rifletterne di più verso l'esterno.

Tecniche che variano da quelle intriganti a quelle strambe sono state proposte per rimuovere il carbonio dall'atmosfera, tra queste la fertilizzazione degli oceani con limatura di ferro per favorire la crescita di piccole piante marine che assorbono l'anidride carbonica, l'installazione nel mare di un vasto numero di imbuti galleggianti che raccolgono acqua fredda ricca di nutrienti dal fondo per favorire fioriture algali che succhierebbero il biossido di carbonio dall'aria, e la costruzione di migliaia di 'alberi di silicato di sodio' che estraggono l'anidride carbonica direttamente dall'aria e la trasformano in bicarbonato di sodio.

Alcune delle idee proposte per bloccare il calore del Sole sarebbero inverosimili, anche in un romanzo di fantascienza. Una è quella di inviare miliardi di dischi riflettenti in un punto dello spazio conosciuto come L1 e che si trova tra la Terra e il sole. Un'altra è quella di varare centinaia di speciali navi senza pilota che solcano gli oceani e che lanciano verso l'alto pennacchi di vapore acqueo per aumentare la copertura nuvolosa. Oppure foreste di colore scuro potrebbero essere convertite in pascoli di colore chiaro che riflettono più luce solare.

Aumentare l'oscuramento

Ma l'opzione che viene presa più sul serio è senz'altro la più grandiosa per concezione e scala. Lo schema propone niente meno che la trasformazione della composizione chimica dell'atmosfera terrestre, in modo che gli esseri umani possano essere in grado di regolare la temperatura del pianeta, come desiderano. Come per le eruzioni vulcaniche, si tratta di iniezioni di diossido di zolfo nella stratosfera per circondare la terra con minuscole particelle che riflettono la radiazione solare.

Vari schemi sono stati proposti, il più promettente è l'adattamento di aerei ad alta quota dotati di serbatoi supplementari e ugelli per spruzzare sostanze chimiche. Una flotta di aerei 747 potrebbe fare fare questo lavoro.Per avere l'effetto desiderato avremmo bisogno dell'equivalente di un'eruzione Pinatubo, ogni tre o quattro anni. Le emissioni provenienti dall'eruzione in aprile del 'Monte impronunciabile' islandese erano meno di un centesimo di quelle del monte Pinatubo, e così per ingegnerizzare il clima ci vorrebbe l'equivalente di uno di questi ogni settimana, ogni anno, per decenni.

Gli scienziati più cauti riconoscono che il tentativo di regolare il clima della Terra attraverso l'aumento dell'oscuramento globale è irto di pericoli. I più preoccupanti, gli oceani assorbono circa un terzo del diossido di carbonio in eccesso pompato nell'atmosfera dall'uomo, cosa che sta alzando il tenore di acidità, dissolvendo coralli e inibendo la formazione di conchiglie di organismi marini. Girare l'interruttore per oscurare può ridurre la radiazione solare in arrivo, ma non servirebbe a rallentare l'acidificazione degli oceani. Il sistema climatico è estremamente complicato e armeggiare con esso sarebbe come introdurre
rospi delle canne per il controllo dei coleotteri della canna da zucchero.

Pericoli morali

Anche se le idee per l'ingegneria del clima circolano da almeno venti anni, fino all'ultimo dibattito pubblico sono state scoraggiate dalla comunità scientifica. Gli ambientalisti e i governi sono restii a parlarne troppo. La ragione è semplice: a parte gli effetti collaterali sconosciuti, la Geoingegneria indebolirebbe la volontà di ridurre
le emissioni di carbonio .

Economicamente è un sostituto molto interessante perché il suo costo è stimato come "senza importanza" rispetto a quello per ridurre l'inquinamento da carbonio. Mentre la comunità internazionale ha trovato difficoltà a convenire su forti misure collettive per ridurre le emissioni di anidride carbonica, l'ingegneria del clima è economica, immediatamente efficace e, soprattutto, a disposizione di ogni singola nazione.

Tra i
contendenti probabili per un intervento unilaterale, un esperto fa i nomi di Cina, Stati Uniti, Unione europea, Russia, India, Giappone e Australia. Potrebbero mettersi d'accordo? Sarebbero come sette persone che vivono insieme in una casa con riscaldamento centralizzato, ognuna con il proprio termostato e con una diversa temperatura ideale. La Cina sarà gravemente colpita dal riscaldamento, ma la Russia potrebbe preferire che il mondo fosse di un paio di gradi più caldo.

Se non vi è accordo internazionale, una nazione impaziente che soffre gli effetti della perturbazione climatica può decidere di agire da sola. Non è da escludere che in tre decenni, il clima della Terra potrebbe essere determinato da una manciata di funzionari del Partito comunista di Pechino. O il governo di un'Australia paralizzata dalla siccità permanente, dal collasso dell'agricoltura e da feroci incendi boschivi potrebbe rischiare l'ira del mondo impegnandosi in un progetto di controllo del clima.

Ad oggi, i governi hanno evitato la discussione sulla Geoingegneria per paura di essere accusati di voler evitare le proprie responsabilità con soluzioni da fantascienza. L'argomento non viene menzionato nel rapporto Stern e gli si dedica solo una pagina nel rapporto Garnaut dell'Australia (vedi
Sez. 2.4.2 ). Come segno della sua continua sensibilità politica, quando nell'aprile 2009 è stato divulgato che il nuovo consigliere scientifico del Presidente Obama John Holdren aveva detto che è in corso una vigorosa discussione sulla Geoingegneria alla Casa Bianca come opzione di emergenza, ha subito sentito il bisogno di pubblicare un "chiarimento", sostenendo che stava solo esprimendo le sue opinioni personali.

Holdren è una delle menti più acute nel settore e non prenderebbe in considerazione quello che oggi è conosciuto come 'Piano B'-ingegnerizzare il pianeta per scongiurare un riscaldamento catastrofico - a meno che non fosse abbastanza sicuro che il piano A è fallito.

Giocherellare con l'interruttore dell'oscuramento potrebbe rivelarsi un aggiustamento politico quasi irresistibile per i governi. Toglie dalle spalle potenti lobbies, dà il via libera a bruciare più carbone, evita la necessità di aumentare le tasse sul carburante, permette la crescita senza limiti e non è una minaccia per lo stile di vita dei consumatori.

In breve, rispetto al taglio delle emissioni di gas a effetto serra, la Geoingegneria tirerebbe tutti fuori dai guai. Nessun governo è ancora disposto a dare sostegno pubblico alla Geoingegneria. Tuttavia, la pressione sta crescendo e il giorno in cui il governo di un grande paese come gli Stati Uniti, la Russia o la Cina appoggerà pubblicamente il piano B non può essere lontana. Poi si apriranno le cateratte.

Anche ora, sotto controllo, la Russia ha già iniziato a testare. Yuri Izrael, uno scienziato russo che è al tempo stesso uno scettico sul riscaldamento globale e un consulente senior del Primo Ministro Putin, ha testato gli effetti di spruzzare aerosol da un elicottero sulla radiazione solare che raggiunge il suolo. Adesso sta pianificando un
esperimento su vasta scala.

Stranamore e figlio

Due dei primi e più aggressivi sostenitori dell'ingegneria planetaria furono Edward Teller e Lowell Wood. Teller, che morì nel 2003, è stato il co-fondatore e direttore del Lawrence Livermore National Laboratory vicino a San Francisco, descritto dall'autore americano Jeff Goodell come caratterizzato da uno "status quasi mitologico essendo il centro oscuro della ricerca sulle armi". Teller viene spesso descritto come il "padre della bomba a idrogeno" ed è stato l'ispirazione per il dottor Stranamore, lo scienziato pazzo sulla sedia a rotelle incline ai saluti nazisti di Stanley Kubrick nel film del 1964 con quel nome.

Lowell Wood fu assunto da Teller al Lawrence Livermore National Laboratory e divenne il suo protetto. Per decenni Wood è stato uno dei primi "progettisti di armi" del Pentagono, che lo portò ad essere battezzato dalla critica come "Dr. Evil". Guidò il gruppo incaricato da Ronald Reagan di sviluppare lo sfortunato scudo missilistico Guerre Stellari che includeva i piani per una serie di orbitanti lasers a raggi X alimentati da reattori nucleari.

Fin dal 1998 Wood e Teller hanno promosso irrorazioni di aerosol nella stratosfera come un semplice ed economico contrasto al riscaldamento globale. Riflettendo l'opinione dominante degli anni '50, credono che sia dovere del genere umano esercitare una supremazia sulla natura. E' forse per questa ragione che essi sono stati a lungo associati ai think tank conservatori che negano l'esistenza di origine antropica del riscaldamento globale. Entrambi sono stati associati alla Hoover Institution, un'organizzazione scettica sul clima in parte finanziata dalla ExxonMobil, e Wood è incluso nell'elenco come un esperto del C. George Marshall Institute, un think tank di Washington, che divenne uno dei centri principali della negazione dei cambiamenti climatici negli anni '90.

It is strange that geoengineering is being promoted enthusiastically by a number of right-wing think tanks that are active in climate denialism. E 'strano che la Geoingegneria venga promossa con entusiasmo da think tanks di destra che sono attivi negazionisti dei cambiamenti climatici. L'
American Enterprise Institute , un influente think tank anche in parte finanziato da ExxonMobil, che ha offerto 10.000 dollari agli accademici per relazioni utili a sfatare le relazioni del Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici, ha lanciato un progetto di alto profilo per la promozione della Geoingegneria.

Naturalmente, la Geoingegneria è a favore dei suoi sostenitori e dei finanziatori delle industrie fossili perché può essere un sostituto per le riduzioni di carbonio e giustificare il ritardo. Ma una spiegazione più profonda sta nelle loro convinzioni sul rapporto dell'uomo con il mondo naturale.

Perseguire la riduzione è un'ammissione del fatto che la società industriale ha danneggiato la natura, mentre l'ingegneria del clima terrestre sarebbe la conferma del nostro dominio su di essa - la prova finale che, a prescindere da errori secondari commessi lungo la strada, l'ingegnosità umana e la fede nelle nostre capacità trionferanno sempre. La Geoingegneria promette di trasformare un fallimento in trionfo.

Lowell Wood ritiene che l'ingegneria del clima è inevitabile, è una questione di tempo prima che le 'elites politiche' cedano alla sua economicità ed efficacia. In una dichiarazione che potrebbe servire da epitaffio per la Terra, ha dichiarato: "Abbiamo progettato ogni altro ambiente in cui viviamo, perché non il pianeta?"

Wood è sprezzante nei confronti della capacità dei leaders mondiali di ridurre le emissioni (che chiama "la soppressione burocratica della CO2") e della loro capacità di raggiungere un consenso sulla sperimentazione della Geoingegneria. Egli prevede che la necessità supererà la resistenza popolare all'idea di armeggiare con l'atmosfera.

Di fronte a questa resistenza, Wood fa congetture su come ottenere un finanziamento privato da un miliardario per un esperimento. "Per quanto mi risulta, non esiste una legge che proibisce di fare una cosa come questa". Wood ha ragione: non c'è legge contro un privato che tenti di prendere il controllo del clima della Terra.

Disciplinare la regolazione del clima

Questo va al cuore della spinta a sviluppare strumenti per la manipolazione climatica. Il dibattito sull'ingegneria del clima è attualmente limitato prevalentemente ad un gruppo affiatato di scienziati, alcuni dei quali vogliono tenere il pubblico all'oscuro e respingere la regolazione della loro attività.Nel suo libro, Come raffreddare il pianeta , Goodell descrive una serie di tre banchetti privati agli inizi del 2009 che videro riuniti i principali attori. Organizzati da due dei principali sostenitori, Ken Caldeira della Stanford University e David Keith dell'Università di Calgary, costituivano "un punto di svolta nell'evoluzione della Geoingegneria come strumento politico".

Nel marzo di quest'anno una
riunione privata di ingegneri climatici leaders, tenutasi ad Asilomar, in California, ha mirato a sviluppare linee guida per disciplinare la ricerca e la sperimentazione. Gli invitati chiedevano un codice di condotta volontario che avrebbe evitato la regolamentazione da parte dei governi e della comunità internazionale, in modo che gli esperti potessero lavorare senza ostacoli al loro compito di capire come controllare il sistema climatico della Terra.

David Keith sostiene che un trattato internazionale può essere necessario in quanto l'uso della gestione della radiazione solare potrebbe essere regolata da "norme" non scritte. Questo nonostante il suo riconoscimento del fatto che la minaccia di un'azione unilaterale è molto reale, ognuno di una dozzina di paesi potrebbe avviarla entro pochi anni. In realtà, un solo ricco individuo potrebbe trasformare l'atmosfera e, con determinazione sufficiente, portarci in un'era glaciale.

Forse il ricco individuo che ha in mente è
Bill Gates , che ha velatamente finanziato la ricerca sulla Geoingegneria per tre anni con la consulenza di Keith e Caldeira. Essi ora controllano il fondo per la ricerca di Gates, che ha speso circa 4,5 milioni di dollari fino ad oggi, compreso il finanziamento dei tre banchetti privati. Keith non rivelerà per cosa è stato speso il denaro, sminuendola come "una piccola agenzia di finanziamenti privati". Giusto-l'uomo più ricco del mondo ha "una piccola agenzia di finanziamenti privati" destinati alla ricerca di modi per manipolare il sistema climatico della Terra. Tutte teorie del complotto?

Gates è anche un investitore in una società chiamata Intellectual Ventures che promuove un programma chiamato "
StratoShield", che prevede il pompaggio di biossido di zolfo nell'atmosfera superiore attraverso un tubo di 30 chilometri, tenuto a galla da dirigibili a forma di V. Intellectual Ventures è gestita da Nathan Myhrvold, ex Capo Fuzionario Tecnico della Microsoft, e include Lowell Wood tra i suoi associati.

Gates non è l'unico ranger solitario miliardario che vuole salvare il pianeta. Richard Branson ha creato la propria "war room" per dare battaglia al riscaldamento globale. I battaglioni che vuole mobilitare sul "percorso verso la vittoria" sono imprenditori di successo-come lui-e le loro armi sono "soluzioni al cambiamento climatico orientate al mercato", compresa la Geoingegneria.

La
Carbon War Room - dove le citazioni ispirate da Branson si mescolano con quelle di altri Titani come Churchill, Roosevelt e Einstein - rappresenta il tipo di follia dell'uomo ricco comune tra i moderni imprenditori con il complesso del Messia.

Il sito War Room promuove un documento di cui è co-autore Lee Lane dell'American Enterprise Institute e pubblicato come punto centrale dall'"ambientalista scettico" Bjorn Lomborg. Esso sostiene che i benefici della Geoingegneria sono enormemente superiori ai costi e mostra come impostare una temperatura ottimale per la Terra per i prossimi duecento anni.

Gli autori temono che le obiezioni etiche dei gruppi di difesa dell'ambiente possano bloccare l'inizio della gestione della radiazione solare, prima di rilevare con sollievo che "in realtà, importanti economie rimangono in gran parte al di là dell'influenza dei gruppi di difesa ambientale". Si aspettano che l'adozione della gestione della radiazione solare sarà guidata da nazioni con deboli gruppi ambientalisti-che naturalmente significa dittatura.

Sognare il Cielo Blue

Tramonti più vividi come quello che Edvard Munch ha visto, nel 1883, sarebbero una delle conseguenze dell'utilizzo di aerosol di solfato per progettare il clima, ma un effetto più inquietante dell'aumento dell'oscuramento sarebbe la sbiancamento permanente del cielo diurno. Un cielo slavato sarebbe la norma.

Se le nazioni del mondo ricorressero all'ingegneria del clima, e in tal modo si allentasse la pressione per ridurre le emissioni di carbonio, la concentrazione di biossido di carbonio nell'atmosfera continuerebbe a salire e quindi sarebbe il riscaldamento latente che bisognerebbe arrestare. Diventerebbe poi impossibile porre fine alle iniezioni di zolfo nella stratosfera, anche per un anno o due, senza un immediato salto di temperatura.

Si stima che, se chi controlla il progetto decidesse di fermarsi, l'accumulo dei gas serra potrebbe vedere un rimbalzo del riscaldamento a una velocità 10-20 volte più alta che nel recente passato, un fenomeno che viene visto, apparentemente senza ironia, come il "
problema da interruzione".

Una volta che si iniziasse a manipolare l'atmosfera potremmo essere in trappola, sempre dipendenti da un programma di iniezioni di zolfo nella stratosfera. In tal caso, gli esseri umani non rivedebbero mai più un cielo blu.

Tratto dal blog
i lupi di einstein

Fonte:ourworld.unu.edu, 13 Settembre 2010
Traduzione:Dakota Jones

Educazione, Individualità e Coraggio

L’ideologia propria dei Globalisti del Nuovo Ordine Mondiale è un miscuglio del peggiore Comunismo e del Nazismo, tutti e due frutti sperimentali delle loro paranoie. Il Nazional-Socialismo infatti è stato, in un primo momento, lautamente appoggiato (oramai è un fatto assodato) dai circoli Globalisti Anglosassoni e Statunitensi. Questi due esperimenti sono serviti, oltre che per testare l’applicabilità di questi modelli sociali, per ottenere un sistema di controllo efficiente della popolazione e della situazione geopolitica prima, durante e dopo tali nefaste applicazioni di ingegneria sociale. Questi due sistemi dittatoriali infatti si assomigliano terribilmente. Entrambi avevano come obiettivo la gestione integrale della gioventù e la sostituzione dei genitori naturali con apparati creati ad hoc dallo stato per inculcare la “buona” educazione alla prole novella. Entrambi i regimi disponevano di una rete attiva di propaganda dentro e fuori i loro confini con l’intento di allargare la falsa contrapposizione di queste “diverse” visioni del mondo nei paesi non direttamente coinvolti da questi esperimenti. Le rivoluzioni moderne, da quella francese illuministica in poi, hanno spesso agito per decapitare (letteralmente!) le elite governanti ponendo fine così a linee di sangue ritenute evidentemente di ostacolo per il presente e per il futuro. Un discorso simile, potrebbe essere sicuramente intrapreso a riguardo della eliminazione di molti membri della casata Kennedy negli USA. Anche per l’Olocausto degli Ebrei, oltre che di zingari ed altre minoranze, possiamo ipotizzare un fine similare? Una longa manus gestisce quindi la storia recente provando sempre ad imporre un sistema di controllo e gestione della popolazione con l’intento di selezionare il genere umano ed assoggettarlo ad una struttura piramidale ben organizzata, divisa in caste e governata per finalità non solo oscure ma anche non conoscibili da parte della popolazione. Al vertice, una cupola di eletti ed illuminati, detentori del grande segreto. Oggi la tendenza delle elite globaliste è cambiata solo in apparenza: le imposizioni non si fanno infatti solo attraverso l’uso della forza bruta ma anche in modo assai più subdolo, riuscendo spesso a convincere gli sfruttati della bontà e necessità di queste novità legislative ed organizzative. Quello che abbiamo visto a seguito della presunta diffusione di un virus della cosiddetta influenza suina, potrebbe essere un’avvisaglia di ciò che potrebbe ripetersi presto a seguito di altri, forse differenti come cause, cataclismi. Il potere passerebbe quindi in mano a gruppi di persone non elette che, a causa dell’emergenza, gestirebbero tutti gli aspetti della vita sociale e verrebbe coinvolto l’esercito per controllare punti di raccolta e di trattamento forzato della popolazione. Forse l’influenza suina non è stata così potente come si aspettavano, forse l’umanità, in un sussulto di speranza ed intelligenza, è riuscita a smontare questa minaccia artificiale o forse ha prevalso il semplice istinto (assieme a qualche buon medico) che ci ha suggerito di non prendere i vaccini dalla composizione sconosciuta. La sensazione recente è quella che una selezione dell’umanità sia in atto, non in base a qualità come la forza o come il merito ma in base a qualità umane molto meno convincenti dal punto di vista morale ed estetico: la furbizia, l’arroganza, la posizione sociale (quest’ultima spesso frutto delle due “virtù” appena citate). Le vaccinazioni avrebbero colpito i più deboli ed impauriti, la crisi economica colpirà i più sprovveduti. Per questi motivi è necessario non cedere alla paura ed aprire il proprio cuore agli altri: la generosità, il coraggio e l’altruismo sono le chiavi per scardinare l’idea che i globalisti hanno quando pensano all’umanità futura: una massa di individui disorientati, spietati, malati, avidi ed ignoranti. Dimostriamo loro che l’umanità, per fortuna, è anche altro, ed è di questo altro che loro hanno una paura terribile: li devasta l’idea che l’uomo possa sacrificarsi per i suoi simili con il sorriso sulle labbra. Approfittiamo quindi della loro brutale ed indifferente violenza per crescere spiritualmente e diventare uomini nuovi, aperti, generosi, coraggiosi.

Tratto dal sito Freeskies

Scie Chimiche, intervista a Tom Bosco

Le scie chimiche sono un argomento delicato da affrontare sia per la questione in sé, sia perché molti dei costrutti ad esse riferiti poggiano su basi quantomeno instabili.

Non mi soffermo a descrivere il fenomeno perché chiunque bazzichi in rete non può aver evitato di imbattersi in qualche sito o socialnetwork che lo affronti più o meno seriamente.
Al di là dell'opinione personale trovo però importante cercare di capire se via qualcosa di concreto nelle argomentazioni di coloro che denunciano il fenomeno come pericoloso per la nostra salute. A questo proposito segnalo il sito del gruppo Galileo dove potrete trovare un'interessante relazione del dottor Pattera, biologo, che ne ha analizzato il contenuto:
http://www.galileoparma.it/ricstudi.html.
Tom Bosco, direttore della rivista Nexus Italia, da anni segue con la massima attenzione questo fenomeno, ho pensato quindi di intervistarlo a questo proposito.


E' vero che le scie di condensazione si formano solamente a determinate condizioni, quali -40°, sopra gli 8000 metri e a certe condizioni di umidità? Se lo chiedessimo ad un pilota di linea onesto sarebbe d'accordo secondo te?
Anni fa, quando si cominciò a parlare dell’argomento, domandai espressamente e di persona a un amico pilota, comandante anziano in Alitalia, a partire da quale quota possono formarsi le scie di condensazione. Egli mi rispose “a partire dal livello di volo 240”, che tradotto significa a partire da 24.000 piedi, vale a dire all’incirca 8.000 metri di quota. Consultando la letteratura scientifica esistente, si evince che le condizioni indispensabili alla formazione di una scia di condensazione sono una temperatura di -40°C o inferiore, un’umidità relativa intorno al 70% e valori idonei di pressione, normalmente riscontrabili appunto a partire da circa 8.000 metri.
I “debunkers”, per confutare questi dati incontrovertibili, tirano in ballo un oscuro documento risalente agli anni ‘50 secondo il quale in determinate condizioni una scia di condensazione può prodursi anche a una temperatura intorno ai 0°C; anche ammesso che sia così, condizioni eccezionali non possono rendere conto quantitativamente del fenomeno delle cosiddette “scie chimiche”, così come viene denunciato da parecchi anni in numerose località del pianeta.

Una delle principali caratteristiche delle scie chimiche è il fatto che non si dileguano ma che perdurano nel cielo espandendosi e coprendolo con un velo lattiginoso. Puoi descriverci brevemente quali sono le teorie più accreditate sulla loro funzione?
Prima di occuparci delle teorie, atteniamoci ai fatti documentati e dimostrabili. In concomitanza delle vaste operazioni di aerosol cui è stato dato l’appellativo di “scie chimiche”, si verifica immancabilmente una modificazione del clima, il più delle volte con la dissoluzione delle nuvole formate dai fronti freddi e umidi in arrivo e conseguentemente l’inibizione delle relative precipitazioni.
Quindi si tratta sicuramente di tentativi di controllo e manipolazione del clima, perfettamente in linea con numerosi documenti emersi negli ultimi anni, in primis “Controllare il Clima entro il 2025” redatto dall’aeronautica militare statunitense.
D’altra parte, l’anomalo materiale che sembra essere presente in questi aerosol (solfato di alluminio, sali di bario, polvere di quarzo, microfibre di natura tecnologica, nonché a volte materiale biologico, etc.), soprattutto il finissimo particolato metallico, è particolarmente adatto a mutare ed aumentare la conducibilità elettrica dell’atmosfera, ottimizzando in tal modo l’efficienza di sistemi d’arma elettromagnetici come HAARP (truffaldinamente spacciato per esperimento scientifico destinato allo studio dei fenomeni della ionosfera, e che è stato più volte denunciato dal parlamento europeo nonché dalla Duma russa).
Le possibilità offerte da questa tecnologia sono tante e tali che rimando i lettori interessati alla vasta letteratura reperibile in rete, ma il suo valore strategico non può essere negato né ignorato. Entrando nel campo delle ipotesi, è chiaro che indurre la siccità in vaste aeree prescelte significa devastare l’agricoltura tradizionale di interi paesi, spalancando le porte al mercato degli OGM e a quei colossi industriali che da anni fanno veramente di tutto per imporre alle popolazioni questa tecnologia, con la scusa che è l’unica che può risolvere il problema alimentare del pianeta e sconfiggere la “fame nel mondo”, nonostante sinora le evidenze dimostrino l’esatto contrario.
Qualcuno arriva a postulare connessioni ancor più sinistre, tirando in ballo esperimenti di tipo biologico sulle popolazioni: per quanto possano sembrare paranoie esagerate o sgangherate “teorie del complotto”, devo dire che alcuni eventi assai ben documentati, verificatisi negli USA e in Canada, suggeriscono di non scartare a priori questa possibilità.
La storia insegna che cose del genere sono già avvenute, salvo scoprirlo con decenni di ritardo, come gli esperimenti nucleari statunitensi effettuati sulla popolazione ignara negli anni ’50 e ’60, per i quali negli anni ’90 l’allora presidente Clinton chiese scusa al paese in diretta televisiva nazionale.

Accantonato per un attimo la questione dell'inopportuno segreto mantenuto su questo discorso dai governi, in cosa consiste la loro pericolosità?
Anche in questo caso, suggerisco una ricerca in rete sugli effetti negativi per la salute umana di alcuni composti presumibilmente presenti in queste scie, in particolare il bario e l’alluminio. Recenti studi hanno collegato quest’ultimo a patologie degenerative come l’Alzheimer, che negli ultimi anni ha raggiunto proporzioni quasi epidemiche presso le popolazioni dei paesi occidentali.
Naturalmente può essere una coincidenza, ma non ci metterei la mano sul fuoco. Comunque il pericolo maggiore è dovuto al fatto che non sappiamo effettivamente che cosa viene di volta in volta nebulizzato nell’atmosfera, né a quale scopo. Autorità e governi negano pervicacemente l’esistenza di queste operazioni, ma si guardano bene dal fornire una prova ai cittadini che invece le denunciano, ovvero un campionamento dell’atmosfera in quota volto a stabilire e dimostrare che quelle scie e quelle nuvole anomale altro non sono che semplice vapore acqueo.

Parliamo di mezzi e personale. Secondo te gli aerei coinvolti sono mezzi adibiti esclusivamente a questo scopo oppure sono coinvolti anche i mezzi civili?
Non escludo che in qualche modo siano coinvolti anche vettori civili, benché sia difficile stabilire in che misura e con quali modalità.

Con una simile flotta anche il personale di volo e non deve essere numericamente cospicuo. Com'è possibile che abbiamo mantenuto un così stretto riserbo su un argomento così scottante? In altri campi, altrettanto delicati, spesso degli "insider" si sono fatti avanti per raccontare le informazioni di cui sono venuti in possesso.
Questo è uno degli aspetti più controversi dell’intera questione. In realtà qualche presunto insider si è fatto avanti, ma il fatto che abbia voluto mantenere l’anonimato ne ha inficiato la credibilità. D’altra parte, considerato l’elevato livello raggiunto dalla tecnologia dei cosiddetti “droni” teleguidati, non è peregrino ipotizzare che una considerevole parte dei velivoli osservati in realtà siano privi di equipaggio. Resta il problema dell’enorme logistica implicata, ma alcuni aspetti su cui al momento preferisco non soffermarmi a causa della loro elevata stranezza potrebbero fornire in futuro una spiegazione adeguata.

Spesso sono stati immortalati oggetti non identificabili accanto alle scie. Supponiamo si tratti di Ufo. Senza voler specificarne l'origine, terrestre o meno, che rapporto credi ci possa essere tra i due fenomeni?
Per definizione, essendo non identificabili, sono esattamente UFO. Che vi sia una stretta connessione fra i due fenomeni è indiscutibile, ma i motivi di questa presenza anomala restano ignoti, pur se naturalmente si possono formulare delle ipotesi, come ad esempio quella di un possible monitoraggio da parte di qualcuno, chiunque sia. Nella maggior parte dei casi, ritengo si tratti di “sonde telemetriche”, quindi senza equipaggio di qualsivoglia natura. Come aspetto e modalità ricordano molto i "foo fighters", strani oggetti volanti osservati e fotografati durante la Seconda Guerra Mondiale mentre seguivano da vicino velivoli militari, tanto dell'Asse quanto Alleati.

Molto spesso quando si parla di scie chimiche si nomina anche il progetto HAARP. Che relazione ci potrebbe essere?
Penso di aver già risposto a questa domanda, ma aggiungo che a mio modo di vedere si tratta di due sistemi d’arma indipendenti fra loro ma straordinariamente adatti a lavorare in sinergia, proprio a causa delle rispettive caratteristiche. Se qualcuno obiettasse all’utilizzo del termine “sistema d’arma”, ricordo che nella prima bozza di un disegno di legge del 2001 contro la militarizzazione dello spazio esterno, presentato al Congresso USA dal deputato democratico Kucinich, compariva il termine “chemtrails” nella sezione “armi esotiche”.

Come spesso accade negli ambiti del potere "ombra" i potenti non si preoccupano nemmeno di nascondere il fenomeno, lo mettono sotto gli occhi di tutti quasi sfottendoci e dimostrandoci così di essere intoccabili. Un po' come fa la massoneria, quella vera non quella da quartiere, che espone in bella vista i propri simboli di potere in tutte le città del mondo. Non credi che prima o poi questo atteggiamento gli si rivolterà contro?
Non so che dire. Oggi vedo tranquillamente accadere, nel nostro paese e nel mondo, cose che solo qualche anno fa avrebbero mobilitato milioni di persone nelle piazze. Ricordo quando il pianeta si fermò per (mi si passi la volgarità) un pompino nella Sala Ovale della Casa Bianca, mentre nel 2001 e soprattutto nel 2003 nessuno ha mosso un dito di fronte all’invasione del tutto immotivata prima dell’Afghanistan e poi dell’Iraq da parte degli USA, col risultato a tutt'oggi di centinaia di migliaia di vittime civili.
Per carità di patria non mi dilungo su quel che è accaduto e continua ad accadere in Italia (ad esempio, io non ho dimenticato i gravissimi fatti di Genova del 2001). Non sarà mica che anche questa narcolessia imperante possa essere messa almeno parzialmente in relazione con l’argomento di cui ci stiamo occupando? Ad ogni modo, le autorità sanno benissimo che il miglior modo per nascondere qualcosa è metterlo sotto gli occhi di tutti… e in effetti, chi potrebbe razionalmente credere che i nostri governi stiano davvero facendo quello che fanno?
Si tratta di un meccanismo psicologico ben conosciuto dai “burattinai”: se qualcosa è troppo difficile o doloroso da accettare come verità, entra in gioco un sistema “protettivo” di negazione, rimozione e riduzione in termini che lo rendono accettabile per l’individuo.

Quale sarebbe lo strumento, l'azione o l'idea che potrebbe dimostrare una volta per tutte che le scie chimiche sono quello che si teme che siano?
Secondo me, la questione verrà definitivamente risolta una volta che sarà possibile realizzare un campionamento dell’atmosfera in quota, in concomitanza col verificarsi del fenomeno in oggetto. Naturalmente sarà necessario stabilire un protocollo tecnico adeguato, ma non vedo problemi insormontabili ad organizzare la cosa.

Solo un accenno a quelle "nuove nuvole", chiamate asperatus, che alcuni siti metereologici hanno cominciato a catalogare. Potresti spiegarci cosa ne sai in proposito? Ho rivolto questa stessa domanda alla "Royal Meterological Society" ma la risposta è rimasta abbastanza vaga.
Non ne so molto più di quanto è già stato scritto sull'argomento, se non che il fenomeno è meno recente di quanto si sia indotti a pensare e guarda caso coincide con la messa in funzione e i primi esperimenti del sistema HAARP. Se fosse un fenomeno naturale, sarebbe assai meno frequente di quanto invece non abbia dimostrato di essere nell'ultimo decennio. Quindi ritengo abbia una componente artificiale, da addebitarsi agli strani esperimenti elettromagnetici che vengono condotti nell'alta atmosfera. Sempre che non abbiano nel frattempo cessato di essere esperimenti per diventare operazioni vere e proprie, come lascerebbero intendere le recenti dichiarazioni del Generale Mini...

Per concludere. Ritieni che dietro all'evidente aumento di questo fenomeno non naturale vi sia un programma con dei tempi da rispettare? Come evolverà secondo te questo problema nei prossimi anni (ad esempio verso l'incombente e temuto 2012)?
Questo è un terreno estremamente insidioso: di fatto, nessuno può davvero sapere cosa accadrà in quella fatidica data. Ricordiamoci le aspettative e i timori che circondavano il capodanno del 2000 (Y2K, etc.), e quello che poi è realmente accaduto, e cioé nulla. Ciò detto, non mi sento assolutamente di escludere che questo ciclo di operazioni nei nostri cieli possa essere un lavoro di preparazione in vista di eventi previsti o ipotizzati in relazione all’anno 2012, di qualunque natura essi siano.
Voglio concludere questo articolo con una nota positiva.
L'effetto e l'assunzione delle sostanze contenute nelle scie, qualsiasi sia la loro funzione, può essere contrastato efficaciemente con l'assunzione di alghe brune. Grazie alla loro proprietà i metalli pesanti presenti nel nostro organismo possono essere lentamente smaltiti.

Tratto dal sito Ufomachine

Seminare e Raccogliere

Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?». Egli rispose; «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Così a chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono. E così si adempie per loro la profezia di Isaia che dice: “Voi udrete, ma non comprenderete, guarderete, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo si è indurito, sono diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani”. – Matteo 13,1-23

Articolo completo sul sito, nuovamente in linea,
AutomiRibelli

L'evoluzione secondo Gurdjieff

“Esistono menti che si interrogano, che desiderano la verità del cuore, la cercano, si sforzano di risolvere i problemi generati dalla vita, cercano di penetrare l’essenza delle cose e dei fenomeni, e di penetrare in loro stesse. Se un uomo ragiona e pensa bene, non ha importanza quale cammino egli segua per risolvere questi problemi, deve inevitabilmente ritornare a se stesso, ed incominciare dalla soluzione del problema di che cosa egli stesso sia e di quale sia il suo posto nel mondo attorno a lui.”

Articolo completo su Coscienza Evoluta

L'intera specie umana è folle?

"Migliaia di anni fa la prima mente malata fece la sua apparizione sulla Terra. Come fosse divenuto tale, non ci è dato di sapere. Ma sappiamo che in quel tempo la gente era perfettamente naturale e priva di qualsiasi corazza caratteriale. Gli uomini potevano ancora sentire la natura in sè stessi ed intorno a loro. Non avevano alcuna cognizione della "malattia mentale", nè avrebbero potuto immaginarla.

Quando apparve il primo pazzo, la gente semplice e naturale non poteva capire che in lui c'era qualcosa che non andava. Essi dunque ascoltarono le sue allucinazioni e le sensazioni che diceva di provare, e prestarono fede a queste visioni, con la convinzione che provenissero da un mondo più evoluto. Erano fantasie di demoni e di fiamme, esperienze che oggi vengono definite schizofreniche. Ma quando la gente credette a questi miti, cominciò a provare anche le stesse sensazioni descritte dal pazzo. Molti propulsori biologici primari, che gli uomini hanno in comune con tutti gli altri animali, vennero chiamati "demoni". Nel tentativo di reprimere questi meccanismi, si svilupparono tensioni muscolari e blocchi respiratori.
L'essere biologico creò quindi una corazza costituita da meccanismi secondari di natura perversa - sadismo e masochismo. Fu allora costruita un'ulteriore corazza nel tentativo di contenere questa forza distruttiva.
Come conseguenza, la razza umana divenne completamente innaturale, robotica, emozionalmente "appestata". Nei secoli il processo continuò, peggiorando la situazione.

Non esiste una soluzione politica al problema. Non ha alcuna importanza quali forze politiche siano al potere, perché la corazza emozionale continuerà ad esistere e continueranno i comportamenti sadici e masochisti. La gente non sa cosa sta facendo e non si rende conto di cosa avviene intorno ad essa. Per opporsi alla peste emozionale, la gente deve prima comprendere che è stata resa schiava. Per progettare un'evasione dobbiamo realizzare di essere in prigione. Fino a che ignoriamo tutto questo, continueremo ad essere attori di una fantasia folle. Siamo pazzi, e abbiamo l'illusione di essere sani. Siamo automi, e abbiamo l'illusione di essere liberi. Siamo ossessionati, e abbiamo l'illusione di essere scientifici e razionali.

La libera esposizione di questi concetti, rappresenta un violento attacco alla vanità e alla presunzione di ogni uomo o donna sul pianeta, e comporta l'essere denunciati come fanatici, estremisti, anarchici.
Ma se desideriamo almeno una possibilità di sopravvivenza, è necessario che almeno una persona possa parlare liberamente, e raccontare finalmente la verità sull'orrore di questo imbroglio.
Non ha alcuna importanza se questo può risultare offensivo per i dogmi religiosi o scientifici, o per la nostra stessa razionalità, o per i dogmi politici, secondo cui il problema esiste soltanto in qualche altro Paese pieno di gente cattiva. Il problema esiste in ognuno di noi. Nei nostri respiri leggeri e superficiali. Nei nostri muscoli sempre tesi. Nella nostra rabbia nell'udire la verità su noi stessi.
E questa è la ragione per cui sono stato condannato.

Questo è il pensiero del Dr. Wilhelm Reich, interpretato e riassunto da Robert Anton Wilson.
Wilhelm Reich (1897-1957), nato in Austria studiò medicina a Vienna, dove in seguito diresse il Seminario di terapia analitica. Con l'avvento del nazismo fu costretto a fuggire dal proprio paese e si trasferì in USA, fondando a New York l'Orgone Institute. A lui si deve la scoperta dell'energia orgonica o "energia vitale".
Denunciato per i suoi esperimenti, venne rinchiuso nel penitenziario di Lewisburg dove morì. Il suo laboratorio fu distrutto e tutti i suoi libri e i suoi appunti di ricerca vennero bruciati in un inceneritore. Si, avete letto bene !

estratto dal sito
Climatrix

Io e voi che leggete, poveri stronzi

Io e voi che leggete, poveri stronzi, di nuovo fottuti dal Potere.
dal sito di
Paolo Barnard

Dio mio, il Potere ci ha fottuti di nuovo, poveri stronzi che siamo tutti noi scribacchini dall’Antiqualcosa, e tutti voi tossicomani della Rete. Poveri, poveri gonzi, la pena che facciamo è straziante. Ditemi, dove risiede la stanza dei bottoni di questo meraviglioso web? Sta in America, fra le mura dell’ICANN, per fare un esempio, ma sta lì, nelle corporate rooms di quel Paese, proprio quello, chiaro? E allora, allora, ma vi sembrava possibile che sta gente ci regalasse una macchina da guerra immane con cui fargli un mazzo così? Ma vi sembrava possibile che se ne stessero inerti a guardare mentre le ‘belle anime’ del pianeta si armavano di blog, news networks, social networks, siti, forum, video, piazze virtuali, per spaccargli la schiena? Peter Sutherland, Leon Brittan, George Shultz, Lloyd Blankfein, Pascal Lamy, Mario Draghi… i padroni del mondo, gente così secondo voi è idiota? Stanno tremando di paura, secondo voi, ogni volta che cliccano su Democracy Now, su Znet, o su Grilloblog? Oppure se ne stanno rilassati nelle loro suites di Londra, Roma, Parigi e Manhattan? La seconda. Ecco perché, e vien da piangere.

La Rete esiste in media nelle nostre case dalla metà degli anni novanta, oggi siamo nel 2010. Diciamo quindici anni. Prendiamo i quindici anni prima dell’arrivo del web, 1980-1995. I mezzi di comunicazione e di organizzazione civica fra cittadini attivi di quell’epoca erano l’equivalente del biroccio col mulo a confronto di ciò che la Rete ci ha reso disponibile, cioè lo Space Shuttle. Il paragone calza, anzi, forse è anche inadeguato. Meglio la cerbottana a confronto con la portaerei USS Enterprise. Se io munisco un uomo di cerbottana per difendersi dal suo nemico, mi aspetto una lotta. Se gli fornisco una portaerei nucleare e aerei supersonici mi aspetto un altro tipo di lotta, oserei dire più efficace, cioè un altro risultato, ben altro. E cosa abbiamo fatto noi con i nostri ordigni al plutonio nuovi di zecca? Sapete qual è la risposta? E’ che ne abbiamo fatto un videogioco planetario, e gli stiamo davanti istupiditi, drogati, nevrotizzati, ma anche compiaciuti nel più straziante autoinganno globale della Storia. Non abbiamo fatto esplodere una singola bomba, il nemico è illeso, anzi, rafforzato, con forse l’unica preoccupazione quella di pulirsi dal fondo dei pantaloni la polvere dei petardini che ogni tanto la nostra portaerei gli butta fra i piedi. Questa è la realtà, Dio mio. Come abbiamo fatto a ridurci così?

Di nuovo una risposta: è stato possibile perché, come vado denunciando da anni, la massa delle ‘belle anime’ occidentali si ostina a non voler capire cosa sia il Potere, o meglio, si ostina a non voler vedere l’entità della scaltrezza del Potere. Se solo qualcuno di noi si fosse arrestato di fronte al primo click in rete quindici anni fa e si fosse fatto le domande che ho scritto sopra, se ci fossimo subito chiesti “Alt, calma, che è sta roba che ci hanno scodellato, alt, cosa sta cucinando il Potere qui?”, forse non saremmo a sto miserabile punto. Perché era evidente, Cristo, che se ci davano la Rete era perché loro sapevano benissimo cosa la Rete ci avrebbe fatto, lo sapevano con serena precisione, ci avevano pensato a lungo, si erano confrontati, e la loro conclusione era che ne avremmo fatto questo videogioco da videodipendenti all’ultimo stadio, e cioè, udite, l’ennesimo prodotto di consumo compulsivo della loro Esistenza Commerciale e Cultura della Visibilità, cioè di nuovo un ulteriore passo verso l’abisso della paralisi civica. Esattamente ciò che loro vogliono ci accada. Ed è accaduto, siamo sempre più inerti, noi, manica di deficienti convinti di essere in lotta ogni mattina quando clicchiamo in questo web che figlia informazioni a ritmo frenetico come un colossale brodo batterico fuori controllo. In lotta noi, ingozzati d’informazione oggi a un ritmo così stordente che neppure il tetro immaginario di George Orwell l’avrebbe potuto concepire come macchina di annullamento civile. Lotta? Ma dove? Ma i risultati li vedete? Lo ripeto, abbiamo in mano una portaerei nucleare quando solo pochi anni fa avevamo le cerbottane, e cosa è cambiato?

Gli uomini e le donne delle cerbottane vissero in un mondo manifestamente imperfetto, ma date un’occhiata: nell’Italia dei mezzi d’informazione collosi, pochi, e blindati dalla Democrazia Cristiana-Vaticano costoro furono capaci di ribaltare la Storia del Paese con divorzio e aborto, difeso quest’ultimo poi nel 1981 con un referendum da record (67%), in un’affermazione di volontà civica unica al mondo in questo ambito. Le donne italiane nell’era in cui i computer erano scatole di dimensioni industriali seppero prendere il maschio latino per le orecchie e ficcargli la testa nei pannolini puzzolenti dei figli, le braccia sui manici del passeggino, e si ritagliarono una larga fetta di dignità in un mondo tutto di pantaloni. Non la perfezione, ma un salto in avanti storico. E, sempre senza Internet col suo immane seguito di starnazzamenti, gli operai italiani soffocarono il terrorismo rosso dopo l’assassino di Guido Rossa nel gennaio del 1979, di nuovo una dimostrazione di forza civica ammirevole se si considerano le tremende condizioni lavorative operaie di allora, sulle quali la tentazione di scadere nella violenza poteva avere una facile presa. I magistrati dell’Italia di Fantozzi presero di petto gli scandali petroliferi, quelli dei colossi imprenditoriali di Stato (IRI), scoperchiarono la P2, e poi ci fu Tangentopoli, altro capitolo storico senza precedenti forse in tutto l’Occidente che trovò impeto senza blog, V-day, senza i ‘paladini’ e i loro diecimila libri e video. Un capitolo questo che di nuovo fu difeso dall’Italia dei rudimentali fax nell’estate del 1994 (decreto Biondi salva ladri) con una quasi insurrezione popolare (mai più vista da allora così veemente). In quello stesso anno la tenacia decennale di un popolo in stracci e costretto alla schiavitù, unitamente al lavoro di migliaia di attivisti europei armati di telefoni se andava bene, sconfisse l’Apartheid in Sudafrica. Poco prima era crollato il muro di Berlino, portando fra le altre cose all’unificazione della Germania, dove io ricordo l’esistenza di vibranti forze civiche anti imperialiste e anti nucleari di cui ora, col nostro stupefacente web, non si trova più traccia. E al nucleare, l’Italia del TG1, TG2 e TG3 seppe nel 1987 porre un freno netto, in un referendum che toccò punte dell’80% di cittadini contrari all’atomo, che oggi invece rialza la testa nell’indifferenza quasi generale. Gli anni delle cerbottane, dal 1980 in poi, videro anche l’esplosione della consapevolezza ambientale grazie a Greenpeace, e il crollo di dittature fra le più atroci della Storia moderna, in America Latina; lì lottarono per sbarazzarsi non dico di un Berlusconi, o della Camorra, ma di un impero neonazista finanziato e armato dalla più grande potenza mondiale, delle sua infinite camere di tortura e dei campi di concentramento. Lottarono morendo a decine di migliaia in condizioni disumane, e nessuno di loro mai cliccò un mouse, non c’era Facebook. Nel 1984, con una telecamera e un aereo bimotore, un singolo reporter, Mohamed Amin, portò sugli schermi del mondo la tragedia della fame in Etiopia, salvò milioni, l’ondata di indignazione mondiale costrinse i Paesi ricchi a mettere in agenda la fame dei poveri per la prima volta. Amin morì prima ancora che nascessero i blog. E così fu, in una lunga scia di vittorie contro la barbarie nell’era delle cerbottane.

Poi arriva la Rete, ohhhhh! Tutto quanto sopra viene in teoria potenziato nelle stesse proporzioni in cui lo Tzunami potenzierebbe l’ondina della risacca serale. I cittadini attivi del pianeta, i combattenti per la giustizia, scendono dal mulo e salgono sull’Eurostar, gettano la fionda e imbracciano i missili Cruise. E allora tutti con lo sguardo proteso in avanti in trepidante attesa di un’imponente rimonta, di un mondo migliore.

Negli anni che vanno dal 1995 a oggi la povertà nel Sud del mondo è salita a 2,7 miliardi di esseri umani, di cui un miliardo sopravvive con 1 dollaro al giorno rispetto agli 800 milioni di dieci anni fa (+200 milioni). La crisi finanziaria dell’anno scorso ne ha aggiunti 53 milioni, che rischiano la soglia della povertà. Negli Stati Uniti di oggi quasi 50 milioni di persone soffrono la fame, cioè non possono nutrirsi più di una volta al giorno; in Italia adesso il 17% delle famiglie è in grave difficoltà, rispetto al 10% ‘tradizionale’, l’11,2% non arriva a pagare le spese mediche, infatti un italiano su 5 non fa visite specialistiche per povertà. Oggi un 10% di italiani ricchi possiede la metà di tutta la ricchezza, un aumento di concentrazione notevole secondo la Banca d’Italia. E mentre la crisi alimentare sta uccidendo nel mondo numeri senza precedenti, i 12 miliardi di dollari promessi all'inizio del 2009 dai potenti per sradicare la fame (Millennium Development Goal) non si sono materializzati, mentre per salvare le banche ne sono stati spesi dai cinquemila agli undicimila di miliardi di dollari, secondo le stime. Ma cliccando sui mouse della nostra nuova macchina da guerra abbiamo eletto Obama!, certo. Cioè sfruttando la coglionaggine di milioni di attivisti di tastiera si è permesso a un truffatore guerrafondaio, omertoso protettore della CIA, filo sionista di ferro, baciapile dei banchieri che oggi ha il gradimento più basso nella storia delle presidenze USA dai tempi di Dwight Eisenhower, di occupare il posto di uomo più potente del mondo. Che risultato! Navigando con la nostra portaerei le portentose onde dei blog d’informazione, contro-informazione e contro-contro-informazione a suon di decine di milioni di articoli e video ci siamo fatti scappare dai buchi del radar circa 68 guerre, di cui due, Iraq e Afghanistan, nonostante abbiamo ricevuto la più ampia esposizione mediatica della Storia umana. Ah, scordavo, ci è scappato nell’era della trincea di tastiera anche il ritorno in grande stile della tortura, dibattuta tranquillamente sui banchi parlamentari figli di Cesare Beccaria, povero Cesare.

La spesa militare globale del 2008, secondo SIPRI, è stata di 1.464 miliardi di dollari, con un aumento del 45% rispetto a dieci anni prima, altra risonante vittoria dei pc internettiani. Nell’era del web assieme all’onanismo dei social networks è esploso anche il nuovo Panic Marketing, quello della mucca pazza, di Ebola, della Sars, dell’Aviaria, della Suina, quello che ha il doppio scopo di distrarci in massa dalle questioni concrete e di alleggerirci il portafoglio, e lo sapete, vero, che a proposito di questo noi italiani siamo adesso in passivo per 184 milioni di euro cacciati nel pattume della Suina? E mentre noi cittadini cybercombattenti civici facciamo le ore piccole per non perderci la denuncia numero 430.871 del paladino numero 346 sul blog 5.329 dove sono postati i commenti numero 3.786.987.760, capita che i diritti dei lavoratori si siano estinti… ci siamo distratti un attimo e puff, non ci sono più. Oggi il 52% degli elettori di Berlusconi, di Berlusconi!, approva le occupazioni delle fabbriche da parte di operai disperati; i due terzi dei leghisti approva la mobilitazione della CGIL, e l’80% degli italiani sostiene i picchetti davanti alle fabbriche. Significa forse che un’ondata di sinistra sta spazzando l’Italia? No, significa che un’ondata di disperazione senza precedenti sta spazzando elettori a 360 gradi trascinati mai come oggi di fronte al crollo del bene essenziale del lavoro. Un milione e seicentocinquantamila lavoratori italiani se perdessero il lavoro non avrebbero neppure un euro dallo Stato. Il 61% di tutto il lavoro precario italiano è giustificato unicamente dalla “tendenza a ridurre il costo del lavoro e il costo-opportunità legato alla possibilità di licenziare”. Ma non eravamo noi, i cittadini attivi, che armati di webpower dovevamo migliorare la Storia? Perché sta tutto peggiorando nonostante il tripudio di megawatt di potere informativo e formativo della Rete? Quando il pool di Mani Pulite spedì in pensione (più che in galera) la classe politica della prima Repubblica non c’erano Grillo, Travaglio e i loro seguiti immani in Rete. Oggi ci sono, ma a detta dello stesso autorevole Travaglio le cose in quanto a mazzette sono molto peggio di prima (si legga il suo Mani Sporche). Silvio Berlusconi ha vinto quattro mandati, nonostante il Vajont di sputtanate che la Rete gli ha riversato addosso, la sinistra sta al British Museum accanto alla stele di Rosetta. Le Mafie aumentano gli introiti ogni anno, oggi sono a circa 91 miliardi di euro di bottino. L’Europa ci toglie le costituzioni nazionali e la sovranità col Trattato di Lisbona, che di nuovo è filtrato indenne attraverso la nostra possente Rete fottendosene della prerogativa democratica di 500 milioni di cittadini. La lotta al riscaldamento globale ristagna. I banchieri impoveriscono il mondo per dodicimila miliardi di dollari in 12 mesi truffando i cittadini, ma neppure uno di loro finisce in galera, anzi, molti incassano bonus milionari. Le donne dell’era web ridotte a pezzi di scottona sculettanti che hanno orgasmi negli spot con lo yogurt o strusciando un piano cucina, ridotte con l’ano zoomato in edicola o a essere viste ma non udite in Tv. Avete più visto una protesta nelle strade?

E infine Haiti. Cosa abbiamo fatto noi eroi del web attivo, noi combattenti di tastiera per gli ultimi della terra? Vorrei che vi fosse un solo essere umano ad Haiti oggi, vivo o morto, che abbia lasciato scritto “dal 1995 le cose sono cambiate qui. Grazie ‘belle anime’ di Internet”. Nel 1994 il loro presidente democraticamente eletto, Jean Bertrand Aristide, fu rimesso da Clinton al suo posto dopo che la CIA nel 1991 aveva pensato bene di cacciarlo, dato che ahimè gli haitiani avevano avuto il coraggio di votare per il solito partito sbagliato (cioè quello che piaceva a loro e non a Washington). Ricordo bene da cronista che in occasione del golpe del ’91 un certo clamore di stampa si era fatto sentire. Dieci anni dopo, nel 2004, di nuovo Francia e USA decisero che Aristide non era accettabile, lo caricarono letteralmente impacchettato su un aereo diretto in centro Africa, e ripresero a succhiare il sangue alla popolazione stremata dai SAP del Fondo Monetario Internazionale. In un rapporto del Dipartimento di Stato americano di allora si leggeva che “il commercio per export e le politiche d’investimento che imponiamo, schiacceranno senza pietà i coltivatori di riso ad Haiti”. Ma nel 2004 avevamo la Rete, i mouse al plutonio, i missili web, i blog nucleari… esplodemmo due petardi. Mi fermo qui, ai piedi di quei 200.000 morti.

La conclusione che propongo è chiara. L’arrivo di Internet nelle trincee della lotta sociale non ha migliorato il mondo, né l’Italia, anzi. Questo perché, come ho già scritto, il suo scopo era e rimane quello di drogare milioni di persone comuni, e di far scadere i pochi attivisti in una patologia ossessiva da attivismo di tastiera che li rendesse del tutto inutili. Ci sono riusciti, il Potere ha di nuovo vinto. Siamo una manica di stronzi maniacali totalmente risucchiati da questo mostruoso videogioco globale, del tutto incapaci di fare quello che i nostri nonni o i nostri padri, ed esseri umani per millenni prima di loro, hanno saputo fare per cambiare il loro mondo. Ed è per questo che io ridicolizzo chi come Antonella Randazzo pretende sovvenzioni perché deve poter dedicare ancora più tempo a scaricare in questa casa di pazzoidi drogati ancora più informazioni. Ecco perché attacco Travaglio e i suoi partner dell’Industria della Denuncia e dell’Indignazione, che significa altre tonnellate di informazioni riversate in questa allucinante discarica del web per produrre solo il nulla. Mentre l’Italia marcisce e il mondo muore. Ecco infine perché dico da tanto tempo che ogni singolo cittadino occidentale sa da decenni e alla nausea cosa non va, la tragedia è che non sa più cosa farci.

E allora, cari colleghi di Paolo Barnard, tu Paolo Barnard e voi tutti popolo del web: il web è stato creato per toglierci definitivamente le palle, non ci serve a nulla nella guerra col nemico. Smettete di leggere e commentare ossessivamente, disintossicatevi, piantiamola di pubblicare a raffica (noi autori e voi siti), ritiriamoci nelle nostre case e chiediamoci fino a piangere: perché non so più cambiare il mio tempo? Perché il Potere mi ha fottuto, ancora una volta?

La Confraternita

Nel celeberrimo romanzo di Orwell, "1984", viene descritta la Confraternita, un movimento clandestino capeggiato da Emmanuel Goldstein, che si batte contro il regime del Grande fratello. E' un'invenzione narrativa di notevole rilevanza, poiché nell'opera si intuisce che questa "quinta colonna" è stata creata dal sistema stesso per snidare gli oppositori, convincendoli altresì che è possibile contrastare il potere. L'ideologia di Goldstein si basa su un libro in cui sono svelati alcuni stratagemmi che sono adottati per plagiare i "cittadini" di Oceania. E' quindi il sistema stesso ad ostentare i suoi intrighi e talora i suoi punti deboli, nella certezza che nessuno potrà mai rovesciare lo stato, simile ad un'entità astratta dotata di vita propria, a prescindere dagli esponenti stessi del Partito interno.

Ha nociuto al capolavoro di Orwell il riferimento, sottolineato dai critici, allo stalinismo ed al nazionalsocialismo: sebbene l'autore intendesse adombrare la perversità dei regimi totalitari che schiacciarono l'Europa prima e durante il Secondo conflitto mondiale, soprattutto egli guardava al futuro, presagendo l'ineluttabile involuzione autoritaria della "democrazia". Il costante paragone con Stalin e con Hitler appartiene al machiavellismo delle istituzioni attuali che focalizzano l'attenzione sempre sugli altri e sul passato: noi siamo democratici; essi sono delle canaglie; il presente è il regno della libertà; il passato è il dominio della tirannide. E' la strategia di
indottrinamento che si esplica, ad esempio, in un'iniziativa come "la giornata della memoria", ossia un modo per rimuovere e nascondere i genocidi di oggi, convogliando le reazioni emotive dell'opinione pubblica su tragici eventi storici di cui si tacciono abilmente i veri responsabili ed i retroscena inconfessabili, nell'ambito di una storia scritta dai vincitori-"liberatori", occulti alleati, ieri come oggi, degli oppressori.

Queste ed altre iniziative di cartapesta, oltre a denotare pura malvagità, sono talmente tronfie e rozze che, anche fossero (ammettiamolo per assurdo), volte a fini nobili, causerebbero comunque conati di vomito. Tale e tanta è la loro pacchianeria.

Così di Hitler si censurano le origini ebraiche per parte di madre (la matrilinearità è più importante della linea genetica maschile, poiché il D.N.A. mitocondriale si trasmette attraverso le donne), omettendo che, subito dopo l'Anschluss del 1938, il Fuhrer ordinò la distruzione del cimitero austriaco dove erano sepolti alcuni suoi parenti. Si inculca una versione ipocrita e dolciastra degli avvenimenti per condizionare in particolar modo le nuove generazioni che, mentre sono indotte a condannare i metodi della "Gioventù hitleriana", sono controllate e manipolate con gli
stessi metodi utili per forgiare una "Gioventù neo-hitleriana".

Questi sono dunque gli espedienti del potere: la commistione tra verità e menzogne, l'infiltrazione dei gruppi che si oppongono al sistema. Uno degli strumenti con cui sono intorbidate le acque e mescolate le carte è il cinema. Prendiamo, ad esempio, il film "Invasion": nella pellicola, non eccelso rifacimento dell'inimitabile produzione per la regia di Don Siegel, "L'invasione degli ultracorpi" (1956), si possono riconoscere tre protezioni, come in molti altri lavori cinematografici. La prima protezione coincide con la finzione: il pubblico che segue il film è indotto, in ultima istanza, a castrarne l'intreccio ed i messaggi, riconducendoli nell'ambito della fantasia, anche quando sono molto più verosimili di molte notizie divulgate dai media mainstream. La seconda protezione è costituita dalla matassa inestricabilmente imbrogliata tra verità, mezze verità, bugie, con la tendenza a rivelare verità che debbono essere, però, lette al contrario. (Vedi
L'ambiguità di Matrix, un controdiscorso). La terza protezione, la più difficile da scavalcare, a guisa di serratura la cui combinazione può essere indovinata solo in un caso su un milione, è la simbologia, l'insieme di cifre ed emblemi inseriti spesso in modo subliminale e che la maggior parte degli spettatori non nota neppure o, se li nota, relega nel confuso novero delle coincidenze.

In "Invasion", si anticipano eventi futuri decisi dal Governo occulto: si diffonde una pandemia a causa di un virus proveniente dallo spazio esterno. Distinguiamo e leggiamo al contrario: la Cabal ha veramente l'intenzione di scatenare una pandemia, ma il virus non è alieno, bensì creato in laboratorio negli Stati Uniti. Per combattere il contagio viene attuata con successo una campagna di
vaccinazione di massa. Distinguiamo e leggiamo al contrario: la campagna per l'inoculazione degli antidoti è stata promossa, ma i vaccini non salvano, bensì causano malattie o uccidono. Una battuta su cui il pubblico dovrebbe riflettere, se non fosse fagocitato dal vortice della storia, è affidata ad una giornalista che domanda ad un responsabile della sanità come sia stato possibile ai laboratori medici creare un vaccino a pochi giorni dalla diffusione del virus.

Infine, scoperti i precipui e dozzinali escamotages con cui il sistema perpetua, rafforza ed esalta sé stesso (sono sempre i medesimi e sempre più grossolani, ma non importa perché la massa è viepiù decerebrata: si pensi a come si sia riusciti ad installare negli scali aerei i
body scanners, in breve tempo e senza colpo ferire, grazie ad una sciatta finzione televisiva), benché sia arduo trovare un modo per abbattere il Leviatano, è agevole rilevarne la bruttezza, la volgarità ed il kitch.

La bruttezza del sistema ci salverà?

Tratto dal Blog Zret

Renfield

Tony Sardi è uno dei miei lettori più attenti. Di quelli che ringrazio in silenzio a ogni puntata per esistere e per navigare, forse, nella Luce Oscura. Con lui tutti quelli che spesso cito direttamente e che collaborano, magari senza averne avuto l'intenzione, a questa rubrica.
Tony mi scrive:

“Traggo spunto da alcuni interventi tuoi su
Carmilla, legati dal concetto che eventi tra loro distanti geograficamente e, a volte, strutturalmente, siano legati tra loro, e inseriti in uno schema che tocca entità spirituali o comunque non materiali. L'idea mi è venuta osservando la prima foto scattata al premier Berlusconi dopo il maldestro attentato di cui era stato fatto segno in piazza Duomo.

Dopo un primo sguardo distratto ho messo a fuoco, e mi sono reso conto della peculiarità di questa immagine. il viso, in parte incerottato, colto attraverso i vetri della macchina, con una fissità innaturale... una mummia, uscita da un film horror; una immagine ectoplasmatica, che buca l'obbiettivo e ispira inquietudine. Ho cominciato a pensare alla coincidenza delle due aggressioni al Papa, e a Berlusconi, entrambi aggrediti da folli nello stesso periodo di tempo, con il Papa uscito meglio a motivo delle sue indubbie protezioni di natura negromantica (cfr. tutti i simbolismi occulti di radice Caldea presenti nei suoi paramenti). Quale situazione che portava tutti gli squilibrati ad agitarsi fino al parossismo mi hanno fatto venire in mente gli eventi di cui sopra? Quella descritta in un passaggio di Dracula di Bram Stoker, quando per l'avvento del principe delle tenebre transilvano, tutti i matti ricoverati nei manicomi cittadini vengono presi da una agitazione incontenibile. Siamo forse alla vigilia di un avvento di tale natura? Potrebbe essere qualche cosa che ritroviamo preannunciato in qualche libro sacro? Sarebbe interessante se ci fossero altri episodi da mettere in relazione con tutto ciò.”

L'implicito suggerimento è notevole. A livello letterario, oltre a Stoker, non ci si può dimenticare di Lovecraft, un altro grande iniziato che sulla carta ci ha fatto dono delle sue intuizioni extradimensionali. L'avvento di Cthulhu e degli esseri oltre la Soglia è spesso annunciato nei suoi racconti da planetarie esplosioni di follia, individuale e collettiva, che “annunciano qualcosa in procinto di accadere”: grandiosi eventi di mostruosa empietà, un futuro spaventoso che si prepara per il mondo, suicidi e omicidi collettivi, una sensazione diffusa di Apocalisse incombente. Idee che circolavano nella mente dell'uomo di Providence a partire più o meno da metà degli anni Venti del secolo scorso. Le analogie tra quel periodo e il nostro attuale sarebbero più di una (bolla economica e crisi del '29...), ma glissiamo.

Però è indubbio che, approfittando del sassolino lanciato da Tony Sardi nello stagno, gli episodi “inseribili in uno schema” sembrerebbero proprio mancare. Nel giro di un mese o poco più, prendendo come data spartiacque quella dell'aggressione a Berlusconi (il 16 dicembre), il repertorio varia dai disordini di Rosarno al solito nonché tragico elenco di stragi in famiglia, dall'omicidio plurimo registrato in Virginia a varie tragedie altrimenti dette “della follia” accadute in Europa un po' ovunque a macchia di leopardo, e termina con l'ingegnere che a Roma ferisce otto persone in una caserma di vigili del fuoco in buona compagnia dell'ex autista di Montecatini che uccide una dipendente del comune e poi si spara. Si obietterà con razionale e condivisibile prudenza che questa è la “normale” cronaca nera di sempre e che i tentativi di ricavarne una lettura unitaria sono puerili tentativi da ricacciare nell'angolo ludico della fiction. Sottoscriverei, ma Tony non è l'unico che mi fa dono di spunti interessanti. Ecco, niente affatto distante, il pensiero di Lorenzo K., probabile pseudonimo, che mi scrive:

“Da un mese e mezzo a questa parte pare che il pianeta tutto sia sottoposto a un intensissimo programma di vibrazioni magnetiche di altissimo livello. Esistono varie teorie al riguardo. Qualcuna, a cavallo tra fantascienza e New Age, dice che chi lo sta emettendo intende effettuare una sorta di risveglio planetario globale in vista della grande trasformazione da attuarsi entro il 2012. Ma qui vorrei soprassedere perché in Rete puoi trovare tutte le informazioni necessarie, se ti piacciono gli alieni. Il fatto è che, dopo che ci siamo fatti una risata sui Pleiadiani che vogliono smascherare i Rettiliani al potere, il problema del martellamento globale di onde magnetiche non è affatto risolto. Tu spesso lo sfiori nella tua rubrica ed è strano che non hai mai speso una parola sul Progetto HAARP e sul Progetto Bluebeam. Troppa fantasia e troppo complottismo per un sito così tradizionalmente 'materialista storico'? Possibile che a te, che pure ne hai scritto nei tuoi romanzi per quanto in chiave fantasiosa, non saltino agli occhi le costanti comuni di tanti strani, a volte sanguinosi, fatti di cronaca? La gente fa cose strambe, come in stato di trance, e ci accontentiamo di dire che è colpa dello stress. La gente sparisce da sotto gli occhi come quel tizio che, durante una gita in montagna, è scomparso davanti alla moglie e ne concludiamo che il tizio aveva l'esaurimento nervoso. La verità è che siamo carne da macello per le manipolazioni di chi sta instaurando il Nuovo Ordine Mondiale. Tu lo intuisci, ma non hai il coraggio di premere l'acceleratore. Svegliati, sta per succedere.”

Relata refero. E ne approfitto per rispondere che non ho mai parlato di HAARP e di Bluebeam perché già mi bastano le tegolate che mi arrivano pur muovendomi su certi terreni con una sana e scettica prudenza (che, per inciso, dovrebbe essere la principale caratteristica del buon ricercatore). Rimando allora a futuri sviluppi i due argomenti citati da Lorenzo K., ma il teorema di Renfield è francamente troppo affascinante per non approfittarne.
Allora comincio a rinfrescare le memorie. Renfield, chi era costui?

Nell'invenzione di Stoker è quel personaggio, rinchiuso in manicomio e paziente del dottor Seward che, come giunge a Londra la famosa nave fantasma con a bordo il conte transilvanico, inizia a dare ancora più di matto, delirando di un fantomatico e oscuro Signore in procinto di estendere il suo cupo dominio. Al cinema Renfield è stato presentato in numerose salse, spesso differenti, non ultima la versione che lo confonde intenzionalmente con il personaggio di Jonathan Harker (come successe nel Dracula del '31 firmato da Tod Browning), mentre negli sviluppi vampireschi di Laurell K. Hamilton (la saga di Anita Blake) il nome “Renfield” è passato non senza senso a indicare i più generici schiavi del potere ipnotico del vampiro ed esiste addirittura una sorta di patologia vampiresca denominata “sindrome di Renfield”. In realtà l'autentico e originale significato stokeriano, più che indicare un rapporto di “dipendenza” tra un'ipotetica vittima e il suo carnefice, come sovente semplificato dai tanti film, è segno di una “risonanza”, un'empatia vibrazionale che s'inaugura man mano s'insinua l'oscuro nemico nel cuore della capitale. Una risonanza percepita dallo stesso Dracula come uno sgradito segnale di allarme, al punto che il vampiro a un certo punto entra nottetempo nel manicomio e lo uccide per ridurlo al silenzio. Renfield, dunque, percepisce telepaticamente l'arrivo di Dracula e non sbaglia chi lo paragona all'animale che presagisce l'imminenza del terremoto.

Ricordato il dovuto, la domanda è: esistono sul nostro pianeta degli autentici “Renfield” in grado di risuonare – ovvero, di “dare l'allarme” - in concomitanza di “qualcosa che sta per succedere”?
Parrebbe proprio di sì. Non è da oggi che una cospicua parte del mondo scientifico sostiene che il pianeta sta aumentando il suo stato vibrazionale, come dimostrerebbe anche l'innalzamento medio della temperatura. I “Renfield” di turno, inconsapevolmente collegati alle modificazioni energetiche, reagirebbero in modo inconsulto e imprevedibile, neppure rendendosi conto di vibrare all'unisono con eventi in corso di pre-accadimento. Con il senno del poi, che è una notevole limitazione, si raccolsero a catastrofe avvenuta numerosi “indizi” sociali risalenti ai giorni precedenti l'11 settembre 2001, non facilmente inseribili in uno schema significante e che avevano a che fare quasi tutti con esplosioni d'irrazionalità e “visioni”, un po' oniriche ma qualcuna a occhi aperti, riguardanti “tempeste di fuoco”. A questi episodi (che ho elencato in un mio libro intitolato Black Magic Woman) si potrebbero aggiungere le Black Box che hanno dato rilievo alle teorie di Roger Nelson, fisico dell'Università di Princeton e capo del Global Consciousness Project, scatole metalliche dotate di particolari microchip in grado di segnalare l'intensificarsi di una presunta attività collettiva di mobilitazione psichica in prossimità di avvenimenti particolarmente traumatici (le Black Box avrebbero funzionato in tal senso poco prima della caduta delle Torri Gemelle e del catastrofico Tsunami indonesiano... praticamente dei Renfield tecnologici).

Assodato che gli argomenti in ballo sono da crociata (o sei pro o sei contro...), concludo riportando il parere di Massimo Teodorani sul concetto di entanglement, che ben conclude questi spunti appena abbozzati.
“Entanglement”, afferma Teodorani, “è il termine inglese usato in maniera standard dai fisici quantistici e tradotto alla lettera in italiano significa 'intreccio'. Diciamo che il termine è abbastanza azzeccato perché denota uno stato prettamente fisico di legame indissolubile tra due particelle elementari, come ad esempio due elettroni o due fotoni che hanno interagito almeno una volta. Il legame è di natura quantistica e significa che entrambe le particelle si comportano come un tutt'uno. La prova cruciale di questa specie di miracolo della natura la ebbe per la prima volta il fisico francese Alain Aspect con un epocale esperimento effettuato in laboratorio nel 1982. Si osservò che se si cambiava una proprietà della prima particella anche la stessa proprietà dell'altra cambiava istantaneamente. Questo cambiamento avviene semplicemente all'atto della misura, dove sulla scala quantistica, l’osservatore interagisce ineluttabilmente con l'osservato: l'atto della misura perturba la prima particella e istantaneamente influenza anche la particella gemella.

Più che sfuggente, il fenomeno dell'entanglement è tanto inquietante quanto reale, soprattutto se si pensa che esso si realizza a qualunque distanza le particelle si trovino l'una dall'altra, sia essa anche di miliardi di chilometri. Questo fenomeno quantistico è ufficialmente confermato solo nel caso del mondo microscopico. In realtà, modelli teorici recenti molto sofisticati accoppiati a uno studio attento del cervello, come ad esempio quello di “neurodinamica quantistica” proposto dal matematico Roger Penrose e dall'anestesiologo Stuart Hameroff, prevedono che i microtubuli che costituiscono l'ossatura dei neuroni cerebrali funzionino su tutta la massa cerebrale in uno stato di “entanglement orchestrato” tra loro, proprio quello che genera un atto di coscienza.
E non è finita. Fisici teorici come Brian Josephson, fisici sperimentali come Robert Jahn, e psicologi sperimentali come Dean Radin e Roger Nelson, ritengono che i cosiddetti “poteri telepatici” e i casi di “coscienza collettiva”, non solo siano eventi reali ma anche che essi rappresentino uno stato di entanglement tra le coscienze di due o più persone separate, le quali così riescono a comunicare in maniera istantanea in base a un meccanismo fisico simile alla risonanza. In sintesi, l'entanglement è una proprietà teoricamente e sperimentalmente dimostrata delle particelle elementari, ma alcuni indizi piuttosto recenti fanno ritenere che esso si realizzi in una forma speciale anche nella scala biologica, nella scala psichica e nella scala cosmologica.

Renfield? Ci torneremo...

di Danilo Arona
tratto da
Carmilla on line