"L'uomo è come un pescatore saggio che gettò la rete in mare e la ritirò piena di piccoli pesci. Tra quelli il pescatore saggio scoprì un ottimo pesce grosso. Rigettò tutti gli altri pesci in mare, e poté scegliere il pesce grosso con facilità. Chiunque qui abbia due buone orecchie ascolti!"
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Gli Esseni

Estratto dal sito umsoi.org

Durante l’esilio degli Ebrei a Babilonia si crearono reciproche influenze religiose.

L’idea ebraica della venuta del Messia era di origine zoroastriana (un mito iranico narra della venuta del Salvatore). Gran parte del canone esseno risentì del dualismo religioso di Zarathustra: la casta sacerdotale della comunità era composta da “Magi” (così si chiamavano anche i sacerdoti di Zarathustra).

I Re Magi del presepio erano dunque dei sacerdoti esseni incaricati di scrutare il cielo in attesa di un segno (la stella) che annunciasse l’arrivo del Messia di Aronne della comunità essena, cioè Gesù Barabba.

I magi e la comunità essena

Durante l’esilio degli Ebrei a Babilonia, durato fino ai primi anni di regno dell’imperatore persiano Dario, essi sono venuti a contatto con le religioni dualiste di tipo gnostico del mondo iranico. Della genesi di questa influenza reciproca della cultura iranica e della cultura ebraica, che sarà così importante per lo sviluppo del carattere fondamentalmente dualista della teologia essena, sono rimaste delle tracce importanti nella letteratura veterotestamentaria sia canonica che apocrifa.

Influenza della cultura iranica sulla spiritualità ebraica

In primo luogo, nel terzo libro di Ezra – apocrifo – viene riportato il testo di un decreto in cui l’imperatore Ciro afferma di essere stato messo a capo di tutta la terra dal Dio di Israele:

“Questo dice Ciro, re dei persiani: Il Signore di Israele, il Signore Altissimo, mi ha eletto re di tutta la terra e mi ha ordinato di costruirgli una casa in Gerusalemme, nella Giudea.

Ora, è evidente che l’imperatore persiano ha affermato di avere ricevuto il proprio potere dal Dio di Israele perché i sacerdoti Ebrei presenti in Babilonia, quasi certamente venuti a contatto con Zarathustra che apparteneva alla famiglia reale della Media e aveva una notevole influenza sull’imperatore, usavano identificare il Dio di Israele con Ahura Mazda, il principio del Bene secondo la teologia dualista zoroastriana. Infatti, difficilmente un imperatore avrebbe attribuito ad un dio straniero, per di più di un popolo asservito, il merito del proprio potere su tutta la terra, se questo dio non fosse stato identificato con il Principio Assoluto del Bene della religione iranica, Ahura Mazda appunto.

Non è un caso che nella letteratura antica e medievale, il profeta Balaam, assiro, di cui parla il libro dei Numeri dell’Antico Testamento, sia stato identificato con Zarathustra. Questa tradizione ha un’origine molto antica e non è da escludere che lo stesso autore del libro dei Numeri, probabilmente vissuto anch’esso durante il periodo della cattività babilonese, tendesse realmente ad identificare Balaam con Zarathustra.

A favore di questa ipotesi sta la profezia di Balaam sulla venuta del Messia, che ricalca strettamente (per il fatto stesso di avere predetto la venuta di un Salvatore che sarà annunciata da una stella) alcune versioni della profezia di Zarathustra sulla venuta del Salvatore del Mondo:

“Oracolo di Balaam, figlio di Beor, oracolo dell’uomo aperto d’occhio, oracolo di chi ascolta parole di Dio, e conosce la scienza dell’Altissimo, vede quello che l’Onnipotente gli fa vedere, cade e gli occhi si aprono. Lo vedo ma non ora, lo guardo, ma non da vicino: una stella si muove da Giacobbe, si alza uno scettro da Israele, spezza i fianchi di Moab, il cranio di tutti i figli di Set.”

L’idea ebraica della futura venuta di un Messia, quindi, è una idea religiosa di origine iranica, che affonda le sue radici in alcuni miti del dualismo zoroastriano.

Tra gli autori antichi che tendevano ad identificare Balaam con Zarathustra è importante ricordare Origene, che nella sua Omelia sui Numeri afferma:

“Se le sue profezie furono inserite da Mosè nei sacri libri, quanto più furono descritte da quelli, che allora abitavano la Mesopotamia, presso cui Balaam era sommamente onorato e che consta essere stati suoi discepoli nella magia? Da lui si dice discendere la schiatta e l’istituzione dei Magi nelle parti dell’Oriente.”

La religione dualista di Zarathustra ha dunque avuto una certa influenza su tanta parte della teologia ebraica, soprattutto su quella che ha ispirato le Scritture Apocrife dell’Antico Testamento, in particolare sui testi che più tardi sono andati a costituire il canone esseno.

E’ probabile che proprio nell’ultimo periodo della cattività babilonese si sia formato il primo nucleo di quella che più tardi diventerà la comunità essena, che esso abbia cominciato a dotarsi di una “casta sacerdotale” analoga a quella su cui poggiava l’antica religione di Zarathustra e che questi sacerdoti si siano chiamati “Magi” proprio come i sacerdoti di Zarathustra.

I “Re Magi” del presepe in realtà erano semplicemente dei sacerdoti esseni a cui era stato affidato il compito di scrutare il cielo in attesa di un segno (la stella), che, come profetizzato da Balaam-Zarathustra, annunciasse l’arrivo del Messia di Aronne della comunità essena, cioè di Gesù Barabba.

E’ da notare che il principale testo che riprende il tema dei Magi è proprio il Protovangelo di Giacomo, cioè il testo scritto dal Maestro di Giustizia della comunità essena del tempo di Gesù.

A questo punto, appare evidente la continuità storica tra il dualismo zoroastriano, quello esseno e quello del cristianesimo gnostico dei primi secoli.

Gli scrittori cristiani del II° secolo hanno scambiato i “magoi” esseni di cui parla il Vangelo di Matteo con i magi dello zoroastrismo iranico del tempo.

In realtà, i Magi esseni hanno visto nel bambino Gesù il proprio Messia di Aronne in maniera non dissimile da come ancora oggi i monaci buddisti, seguendo la propria tradizione, hanno visto in un bambino di pochi anni il successore del Dalai Lama.

Il fatto che Gesù sia stato scelto come Saoshyant (= Salvatore) dai Magi dello zoroastrismo ebraico, rappresentato dalla comunità essena, e non dai sacerdoti dello zoroastrismo persiano ufficiale, trova una chiara conferma nel fatto che le comunità gnostico-manichee dei secoli successivi, che si ponevano in continuità con questo zoroastrismo esseno, sono state perseguitate in Persia dallo zoroastrismo ufficiale in quanto “eretiche”.

Tra tutti i testi dell’Antico Testamento solo i testi usati dalla comunità essena non sono stati rifiutati in toto dalle comunità cristiane gnostiche orientali (lo gnosticismo occidentale ha rifiutato tutto l’Antico Testamento) proprio perché solo in questi scritti la tradizione esoterica e dualista dello antico zoroastrismo ebraico si era in qualche modo conservata.

Gli Esseni furono una setta di grande interesse, con una visione del mondo molto particolare.

Essi espressero per la prima volta idee che sono della massima importanza per il nostro tempo. Per avere notizie su di loro bisogna risalire alla grande scoperta, fatta nel 1947, all’interno di grotte situate nei pressi di Qumran, nel Mar Morto (vedi: Manoscritti del mar Morto), nelle quali vennero ritrovati rotoli interi di documenti e numerosi frammenti degli stessi. Una parte consistente di documenti è già stata pubblicata, una parte ancora no.

I primi scopritori si convinsero che la setta dei rotoli fosse la comunità degli Esseni. Questa comunità era già conosciuta da secoli, attraverso gli scritti degli autori antichi, tra i quali Flavio Giuseppe e Filone Alessandrino, famoso filosofo giudaico. Lo stanziamento degli Esseni è menzionato anche da Plinio il Vecchio, vissuto nel primo secolo della nostra era, autore di un’opera di storia naturale in lingua latina.

Nei rotoli ritrovati non compare il nome Esseni. Nelle fonti greche essi sono citati come Essaioi o Essenoi. Sul significato della parola Esseni sono state fatte numerose congetture. Secondo alcuni sembra che la forma latina potesse derivare dall’ebraico ” hasidium” (pii), secondo altri il nome derivava dall’aramaico “asya” (medico).

La questione, però, è di secondaria importanza; infatti, sebbene alcuni autori antichi abbiano citato gli Esseni, solo oggi, attraverso i loro scritti, possiamo capire chi essi siano.

Tra i rotoli vi sono opere che sono sicuramente collegate agli scritti esseni, ma ve ne sono altre che non sono interamente di provenienza essena. Gli Esseni erano impegnati nello studio della Bibbia per ritrovare il loro ruolo nella storia del mondo; essi composero delle opere di esegesi biblica.

Si stanziarono nella zona del Mar Morto, vicino a Ein Gedi, e qui fondarono la loro comunità e misero i rotoli nelle grotte, proprio nel luogo dove essi vennero ritrovati.

Secondo Plinio gli Esseni erano una comunità che aveva abbandonato le vanità del mondo.

Essi si erano elevati spiritualmente ed avevano conseguito una conoscenza mistica piuttosto consistente. Si erano isolati vivendo tra le palme da dattero, tenevano la proprietà in comune e non si sposavano, vivendo in uno stato di santità. Si dichiaravano pacifisti, ma si preparavano, al tempo stesso, per la guerra di distruzione totale, una rivoluzione mondiale nella quale essi sarebbero stati l’Elite di Israele. Vivevano presso le rive dei laghi e dei fiumi, lontani dai centri abitate e dalle città. Erano principalmente agricoltori e frutticoltori, vantavano una grande conoscenza del suolo e del clima, e questo permetteva loro di coltivare una notevole varietà di frutta e vegetali anche in zone relativamente desertiche.

Gli Esseni non avevano schiavi o servi: furono il primo popolo che condannò la schiavitù sia nella teoria che nella pratica. Nella loro comunità non esistevano il ricco e il povero, perché queste condizioni erano considerate delle deviazioni dalla loro legge.

Si dedicavano principalmente allo studio, sia della Bibbia che delle discipline come la medicina e l’astronomia. Essi furono considerati gli eredi dell’astronomia persiana e caldea e dell’arte egizia della guarigione. Erano anche esperti profeti e si preparavano alla profezia con un digiuno prolungato. Conducevano una vita semplice, alzandosi ogni mattina prima dell’alba per studiare, si bagnavano ritualmente nell’acqua fredda ed indossavano tuniche bianche.

Dopo il lavoro quotidiano nei campi e nelle vigne consumavano il loro frugale pasto in silenzio: non mangiavano carne e non bevevano vino. La sera era l’inizio della loro giornata, e il loro Sabato, o giorno santo, cominciava il venerdì sera ed era, per loro, il primi giorno della settimana.

Questa giornata era dedicata allo studio, alla discussione, alla musica, poiché essi suonavano diversi strumenti musicali. Dato il loro stile di vita, essi erano persone sane e robuste e raggiungevano spesso la tarda età.

Per essere ammessi alla loro comunità bisognava sostenere un periodo di prova di un anno, quindi seguivano tre anni prima dell’iniziazione, seguiti da sette anni di tirocinio prima di essere ammessi completamente.

Testimonianze riguardanti il loro stile di vita giungono dagli scritti dei loro contemporanei. Oltre ai già citati Plinio, Giuseppe Flavio e Filone, anche Solanius ed altri ne parlarono in vari modi, definendoli “una razza particolare, più interessante di tante altre” e venivano considerati “i più antichi iniziati che ricevono il loro insegnamento dall’Asia centrale”.

Tracce del loro insegnamento sono apparse in tutte le religioni.

I principi fondamentali erano insegnati anticamente in Persia, Egitto, India, Tibet, Palestina, Grecia e molti altri paesi.

La parte esoterica del loro insegnamento era rappresentata dall’Albero della Vita, dalle Comunioni Essene con gli Angeli, e dalla Settupla Pace.

L’insegnamento essoterico appare nel primo libro del Vangelo Esseno della Pace e nei Rotoli del mar Morto. La loro dottrina si ritrova nello Zend Avesta di Zarathustra, che la trasformò in uno stile di vita seguito per migliaia di anni.

Esso contiene i concetti fondamentali del Brahmanesimo, dei Veda, e anche i sistemi dello Yoga derivano dalla stessa sorgente. Budda divulgò le stesse idee di base e il suo “sacro Albero dell’Illuminazione” è collegato all’Albero della Vita.

In Tibet il loro insegnamento viene espresso nel Cerchio della Vita Tibetano. Esso fu parte integrante della cultura dei Fenici e della scuola alessandrina di filosofia in Egitto e contribuì a manifestazioni della cultura occidentale come la Massoneria, lo Gnosticismo, la Cabala e il Cristianesimo.

Gli Esseni vivevano in questo mondo, ma non ne facevano realmente parte. Essi erano convinti di vivere in compagnia degli angeli, sentivano di essere la “comunità di Dio”, gli eletti, e tratteggiavano una Città del Tempio spirituale secondo la loro propria concezione.

L’idea di base che il Maestro di Giustizia trasmise al mondo fu la “dottrina della predestinazione”. Il principio di base consiste nell’affermare che tutto è predestinato da Dio e che, quindi, non può essere modificato.

Secondo le loro credenze il termine “pentimento” acquistò un significato differente tra gli Esseni rispetto agli altri Ebrei. L’eletto esseno era una persona la cui elezione era stata predestinata. Egli viveva nel mondo, ma il fatto che ne avrebbe abbandonato le vanità entrando nella comunità e accettandone le regole, questo era oggetto di predestinazione. Gli Esseni chiamavano questo cambiamento, disposto da Dio, “pentimento”. Essi non avevano , però, solo un pensiero riguardante la predestinazione, il loro pensiero era anche dualista. Il dualismo tra bene e male era già apparso nella Bibbia, ma gli Esseni vi aggiunsero un altro dualismo: l’opposizione tra i Figli della Luce e i Figli delle Tenebre.

Secondo il loro modo di vedere, Dio aveva predisposto in anticipo la divisione di due campi rivali, in opposizione. Dalla fonte della luce provenivano tutte le generazioni dei Figli della Luce, dalla fonte delle Tenebre provenivano le generazioni dei Figli delle Tenebre. Quindi una delle componenti base della predestinazione essena era la suddivisione tra malvagi e giusti.

Se un uomo era predestinato, fin dalla creazione, ad essere Figlio della Luce, lo diventava effettivamente; allora si univa alla comunità e Dio stesso lo avrebbe preservato dalla sofferenza e dal peccato. A questa concezione si aggiungeva la divisione tra bene e male all’interno del mondo spirituale: al di sotto di Dio c’erano due generi di uomini e due generi di esseri spirituali.

Gli spiriti erano divisi in due tipi; gli spiriti di menzogna e gli spiriti di verità. A capo degli spiriti di menzogna si trovava Belial, cioè Satana, al di sopra degli altri l’arcangelo Michele.

I Figli della Luce erano considerati, quindi, gli eletti della setta, mentre gli altri, Ebrei e gentili, erano i Figli delle Tenebre, condannati all’inferno. Il malvagio sarebbe stato sconfitto con la Guerra della Fine dei Giorni e il giusto sarebbe sopravvissuto.

Nonostante la loro idea di predestinazione, gli Esseni non pensavano affatto che l’uomo dovesse rimanere inattivo; egli doveva dar prova della sua elezione attraverso la sua iniziativa, dimostrando a se stesso e agli altri di essere stato scelto a far parte degli eletti.

Gli Esseni erano molto più rigorosi degli altri Ebrei nell’osservanza dei precetti e consideravano gli altri come seguaci di una via più facile ed agevole.

Essi raggiunsero delle alte vette dal punto di vista spirituale e di pensiero. Sono gli Ebrei che riuscirono ad affrontare, anche se in modo irreale e piuttosto utopistico, problemi molto gravi della condizione umana che ancora oggi hanno per noi una grande importanza.

I Rotoli del Mar Morto. Nelle grotte di Qumran venne scoperta una grande quantità di Rotoli. Una buona parte di essi è stata danneggiata dagli agenti atmosferici e dai parassiti.

In meno di venti grotte vennero ritrovate delle testimonianze fondamentali per lo studio della letteratura religiosa ebraica e per una migliore comprensione del Cristianesimo delle origini. Molti di questi testi hanno interesse solo per gli specialisti, altri sono costituiti da frammenti molto piccoli, al punto tale da non poterne ricostruire il pieno significato.

Una parte dei rotoli sono dei commenti a vari libri dell’Antico Testamento e ad altre opere ebraiche apocrife. Di seguito parleremo di alcuni rotoli di particolare interesse.

Il Rotolo di Rame venne ritrovato nella grotta n. 3 di Qumran. Questo documento è l’inventario di 64 luoghi dove era nascosto un tesoro formato da oro, argento e pietre preziose. Molti dei luoghi che vengono nominati si trovano a Gerusalemme, sotto o nelle vicinanze del Tempio; altri sono in territori vicini ad una distanza equivalente a quella di Qumran.

Se le cifre di cui parla il rotolo sono esatte, il tesoro ammonterebbe a 30 milioni di sterline, una somma che sicuramente piacerebbe a molti. Ma ciò che più conta del valore materiale è il significato religioso e simbolico; questo rende tale tesoro di un valore inestimabile.

Quando fu rivelato il contenuto del rotolo non venne fatto nessun accenno alla circostanza che nel testo si affermava che si trattava del tesoro del Tempio di Gerusalemme, da dove era stato trasportato per essere nascosto e protetto dagli invasori romani. Si può concludere, quindi, che il Rotolo di Rame risalga al tempo dell’invasione romana del 68 d. C. Alcuni esperti sostengono che si tratta di un tesoro del tutto immaginario, ma per molti studiosi esso è esistito realmente. Una cosa è certa: è impossibile localizzare i nascondigli segreti, in quanto le indicazioni, i luoghi, i punti di riferimento hanno toponimi locali ormai dimenticati da tempo.

Nel 1988 venne fatta un’ulteriore scoperta a poca distanza dal luogo dove era stato trovato il Rotolo di Rame. In una grotta, a circa un metro di profondità sotto il livello attuale del terreno, venne rinvenuta una piccola anfora risalente all’epoca di Erode e dei suoi immediati successori. Doveva essere considerata di grande valore, poiché era stata nascosta con molta cura ed era stata avvolta in un telo di fibre di palma.

Conteneva un olio denso di colore rosso la cui composizione, in base a delle analisi chimiche, risultò essere sconosciuta. Si pensa che questo olio fosse un balsamo, un’essenza preziosa prodotta a Gerico ed usata per consacrare i legittimi re d’Israele. La sua composizione, purtroppo, non può essere stabilita con certezza perché l’albero da cui l’olio veniva estratto è ormai estinto da millecinquecento anni.

In ogni caso, se questo olio fosse veramente un’essenza balsamica, potrebbe far parte del tesoro di cui parla il Rotolo di Rame. In ogni caso il principale privilegio del Rotolo di Rame è di aver dimostrato che Qumran non era una comunità completamente isolata, bensì legata a fazioni collegate al Tempio di Gerusalemme.

La Regola della Comunità venne rinvenuta nella grotta numero 1. Essa illustra i riti e le regole che guidavano la vita della comunità, le istruzioni al Maestro e ai subalterni e i principi di comportamento e le punizioni per la loro violazione.

Il testo incominciava enunciando i principi in base ai quali la comunità si definiva e si distingueva. Secondo tali principi i membri dovevano impegnarsi in un “Patto davanti a Dio per fare tutto quanto Egli ha ordinato” e, sempre secondo tali principi, a chi praticava l’obbedienza sarebbero “state perdonate tutte le colpe”.

La fedeltà alla Legge aveva una importanza fondamentale; tra le varie denominazioni che designavano i membri c’erano i “Guardiani del Patto”e gli “zelanti della legge”. Il Patto prevedeva determinati riti, tra cui il lavaggio e la purificazione per mezzo del battesimo, non una volta soltanto, ma tutti i giorni. Vi erano le preghiere quotidiane all’alba e al tramonto e la recita della Legge.

Tra questi riti si parla anche del “patto della comunità”simile, come dimostrano altri rotoli, all’Ultima Cena; essa parla anche del Messia. I membri che “procedono nella via della perfezione” devono rispettare la Legge “fino alla venuta del Profeta e dei Messia di Qumran e di Israele”. In questo brano del rotolo si fa riferimento a due figure regali, a due Messia distinti: uno discendente dalla stirpe di Aronne, l’altro della stirpe di Davide e Salomone, quindi di Israele.

All’epoca il termine Messia aveva un significato ben diverso da quello della tradizione cristiana: significava “l’Unto”, cioè colui che era stato consacrato con l’olio. Nella tradizione di Israele sia i re che i sacerdoti erano unti, cioè messia.

Copie di questo rotolo vennero trovate in due grotte: nella grotta numero 1 e nella grotta numero 4. La Regola della Guerra è un vero e proprio manuale di strategia e tattica militare; evidentemente faceva riferimento a circostanze specifiche ed era intesa per un tempo ed un luogo particolare.

Ecco un esempio: “Anche le sette formazioni dei cavalieri si terranno alla destra e alla sinistra della linea di combattimento, ma prenderanno posizione da una parte”.

Il testo del rotolo ha lo scopo di sollevare il morale e di aizzare la comunità contro il nemico invasore. Dà anche una dimensione metafisica e teologica alla lotta, definendola lo scontro tra i Figli della Luce e i Figli delle Tenebre.

Il rotolo contiene anche un dato essenziale per la sua determinazione cronologica. Infatti, quando parla dei Romani il testo nomina “il loro re”, quindi il periodo a cui si riferisce non è quello della Roma repubblicana, bensì il periodo della rivolta della Palestina del 6 d. C. quando i soldati di Roma imperiale la invasero. Quindi la Regola della Guerra va considerata non nel contesto di un’epoca pre–cristiana, bensì nel primo secolo dopo Cristo.

Il Rotolo del Tempio sembra sia stato trovato nella grotta N. 11, ma non è un dato certo. Il rotolo tratta del tempio di Gerusalemme, ne dà la pianta, elenca gli arredi, le attrezzature, e parla dei riti che vengono praticati all’interno di esso. Il rotolo del Tempio è una specie di Thorah alternativa usata dalla comunità di Qumran e da altre sette palestinesi. La Thorah ufficiale comprende i primi cinque libri dell’Antico Testamento: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio; il Rotolo del Tempio costituisce il sesto Libro della Legge.

In esso sono contenute le leggi riguardanti i riti e le cerimonie del culto del Tempio, quindi il rituale di purificazione, le leggi riguardanti il matrimonio e le pratiche sessuali. Sono comprese in esso anche le leggi riguardanti l’istituzione della monarchia in Israele, il carattere, il comportamento, la condotta e gli obblighi del re.

Per esempio, è severamente vietato dalla legge che il re sia uno straniero, che abbia più di una moglie e che, come tutti gli ebrei, sposi la sorella, la zia, la moglie del fratello o la nipote. La maggioranza di questi tabù non sono nulla di nuovo, perché di essi si parla nell’Antico Testamento, a parte il matrimonio con la nipote.

I rotoli vengono considerati dagli esperti come risalenti all’epoca dei re Maccabei di Israele.

Con l’ascesa al trono di Erode e dei suoi discendenti la situazione cambiò. Prima di tutto, secondo gli standard ebraici del tempo, Erode era uno straniero, un arabo dell’Indumenea, una regione a sud della Giudea. In secondo luogo fra i re erodiani era frequente il fatto di sposare le nipoti. Quindi i divieti elencati nel Rotolo del Tempio si riferivano ad un tempo molto preciso, e sono una critica diretta alla dinastia di Erode, una dinastia di re stranieri, imposti e mantenuti da Roma imperiale.

Il rotolo denominato di Abacuc

Questo rotolo venne trovato nella grotta n. 1; è il testo che più si avvicina ad una cronaca della comunità. Il Commento ad Abacuc racconta di un certo numero di membri della comunità che, seguendo le istigazioni di un personaggio chiamato “uomo di menzogna”, si allontanarono rompendo il patto e cessarono di rispettare la Legge. Questo fece sì che esplodesse un conflitto fra loro e il capo della comunità, il Maestro di Giustizia.

Venne nominato anche un avversario malvagio conosciuto come il “Sacerdote empio”. Ciò che rende importante questa figura è l’indizio che fornisce per datare gli eventi narrati nel Commento ad Abacuc. Se il sacerdote empio era un membro della gerarchia del Tempio, significa che il Tempio esisteva ancora. Come nel caso della Regola della Guerra, in questo rotolo si fa riferimento alla Roma Imperiale, quindi alla Roma del primo secolo avanti Cristo.

Il Commento ad Abacuc allude ad una pratica particolare: le truppe romane vittoriose fanno offerte sacrificali alle loro insegne. Tale pratica non avrebbe potuto essere riferita al periodo della Roma repubblicana, perché a quell’epoca le truppe vittoriose avrebbero offerto sacrifici agli dei. Solo con la creazione dell’impero, quando l’imperatore venne considerato una divinità e divenne, per i suoi sudditi, un dio, la sua immagine o il suo simbolo furono riprodotti sugli stendardi dell’esercito. Quindi il Commento ad Abacuc, la Regola della Guerra, il Rotolo del Tempio fanno riferimento all’epoca di Erode.

L'energia co­smica Vril

Estratto dal sito TSCSS
Titolo originale: I misteri del nazismo

L’apparato bellico tedesco risentì particolarmente delle idee ariosofiche che si manifestarono scientificamente attraverso la cosiddetta fisica ariana, il concetto secondo cui la razza influenzava la validità e le qualità di un ricercatore. Teorie ancora oggi controverse come la Terra Cava vennero addirittura insegnate all'università, mentre le idee di
Nikola Tesla, una delle menti più geniali dei secolo scorso, furono valutate come una conferma dell'esistenza e dello sfruttamento dell'energia cosmica Vril. In questo articolo ci occuperemo di un argomento avvincente, le armi segrete di Hitler che solcarono i cieli e provocarono i primi avvistamenti di dischi volanti nei cieli d'Europa.

Nonostante i limiti della fisica ariana, che portò alla fuga di cervelli all'estero, gli scienziati tedeschi utilizzarono concezioni assolutamente all'avanguardia scoprendo effetti sconosciuti fino ad allora a volte sconfinanti nella metafisica. Uno dei principali creatori di progetti di questo tipo fu l'austriaco Viktor Schauberger (1885-1950) che realizzò un motore ad aspirazione basandosi su una teoria che nasceva dall'osservazione del comportamento dell'acqua nel fiume presso la sua abitazione. Schauberger descrisse l'acqua come un essere vivo, possedente una sorta di energia o forza vitale. Questa energia si manifesterebbe in una inversione del moto all'interno del corso del fiume in particolari condizioni di temperature notturne. Schauberger brevettò l’idea che lo rese ricco applicandosi al trasporto dei tronchi sul fiume e sfruttando la misteriosa energia, e la sua intuizione riuscì a portare a valle il legname i quantità notevolmente superiori rispetto al sistema in uso fino ad allora. Hitler venne a conoscenza del progetto e, affascinato dalle teorie naturali sulla forza cosmica Vril, invitò lo scienziato a Norimberga dove finanziò le sue ricerche con dieci milioni di Reichsmasrk. Schauberger affermava che il mondo della natura era il suo maestro e che i fiumi e le foreste gli avevano suggerito l’aspirazione, il vortice e non l’espulsione o l’esplosione (come nei motori a scoppio) sono il migliore per produrre energia. Mentre aria e acqua usano un moto di aspirazione per creare ordine e crescita con produzione di temperature fredde, l'uomo usa metodi distruttivi, con motori che creano il caos e il calore. Secondo lo scienziato, le centrali idroelettriche con acqua spinta a pressione su pale rotanti creerebbero un moto distruttivo, generando acqua morta. Pertanto, elaborò una turbina ad aspirazione in grado di mantenere l'energia vitale, dell'acqua (acqua viva). La sua teoria si concretizzò nel progetto dì un aeromobile che non bruciava bruciava carburante, creando una zona 'a bassa pressione' a livello atomico che sviluppava quella che chiamò energia di gravitazione diamagnetica. Studiando le possibilità del moto colloidale dell'acqua, nel 1941 applicò un motore d'avviamento d'aereo su una macchina basata su tale concezione. Il motore elettrico, serviva per far girare le, pale di una turbina all'interno dì un cilindro di un metro e mezzo diametro, al cui centro, era fissato un cono vuoto con base aperta. Il cilindro fu riempito fu riempito con acqua vivente, o caricata di energia vitale, e la turbina fu messa in moto raggiungendo velocità straordinarie nelle partei interne del cilindro ed estremamente al cono. L’apparato di levitazione ad acqua funzionava, ma soltanto con una turbina che sfruttava semplicemente ad acqua funzionava, ma soltanto con una turbina che sfruttava semplicemente acqua e aria.

Le idee di Schauberger vennero riprese da un gruppo di scienziati, tra cui Rudolf Schriever, che era capitano della Luftwaffe e pilota-collaudatore oltre che progettista di aerei sperimentali. La rivista Der Spiegel del numero del 30 marzo 1950 riportò un intervista rilasciata da Schriever il quale affermò che , nei pressi di Praga, nei primi anni 40 vi era una fabbrica della BMW che produsse alcuni dei velivoli noti come "dischi volanti'. In questo impianto come Klaus Habermohl, l'ingegnere italiano Giuseppe Nelluzzo e Walther Miethe (il quale aveva fatto parte del progetto V2, ma che poi si era occupato di progetti a disco) i quali seguirono gli studi di Schriever su un prototipo di velivolo discoidale. Schriever, dopo una serie di prove e di progetti (la serie Fhigelrad - Ruota Volante), era giunto alla conclusione che un sistema di pale rotanti come quelle di un elicottero, con una cabina di pilotaggio centrale, avrebbe assicurato la necessaria stabilità giroscopica. Schriever utilizzò i più recenti studi della BMW sui nuovi motori a turbina e insieme alla casa tedesca , concentrò i suoi sforzi progettuali in un impianto nei dintorni di Praga.

Il primo risultato fu il "Mark II", un disco del diametro di circa sei metri e alto due, con un pilota singolo. Sull'asse ruotavano sedici pale, larghe e vicine le une alle altre che dal basso si poteva vedere una superficie quasi continua ed era dotato di un turboreattore BMW che soffiava aria anche sulle pale. Si trattava di un apparecchio dimostrativo che venne seguito dal Flugclrad Mark II i cui problemi legati alla qualità dei materiali disponibili, causarono il decesso di alcuni collaudatori.

Da Praga, gli scienziati furono spostati a Breslavia, in Polonia, per attuare un programma di produzione di velivoli a disco finanziato dalle SS di Himmler. Programma trasferito dal centro di ricerca di Peenemuende, dove furono in seguito costruite le rivoluzionarie V1 e V2. Secondo alcune voci non confermate, la misteriosa “ società VRIL “ nel 1934, avrebbe costruito un prototipo legato alla forza cosmica con un principio naturale di levitazione secondo le idee di Schauberger che proprio in quell'anno discusse le sue teorie con Hitler. II velivolo sarebbe stato denominato "Vril I". anche se alcuni autori ipotizzano che tale nome era, in realtà, un diverso appellativo dei prototipo sviluppato (la Micthe e Schriever a Breslavia. Il "Vril 1" sarebbe, infatti, il famoso "Haunebu" che sfruttava un motore di nuova concezione progettato sulle idee Schauberger, ma realizzato dai tecnici della "società Vril". In questo caso, data la scarsità di testimonianze siamo propensi a credere che il velivolo Vril I fosse davvero l'Haunebu di Micthe, ma anche questo nome presenta un aspetto insolito. Haunebu è anch'esso un nome occulto, legato all'albero (al karma germanico e alle teorie ariosofiche sull'origine polare della razza ariana).

L'Haunebu, o Mark I era differente dal progetto di Schriever. Non aveva pale rotanti ma era un semplice disco di 9 metri con superficie liscia e abitacolo centrale a cupola trasparente. Ai lati della cupola vi erano propulsori a pistoni. L'Haunebu Mark I l’impiegò invece, motori a reazione che sfruttavano l'effetto Coanda, scoperto da Henry Coanda nel 191O. Secondo il quale nei fluidi e nei gas l'energia di spinta si sviluppa in combinazione su una superficie aumentando considerevolmente la spinta in avanti. L'Haunebu poteva decollare anche in modalita S.T.O.L. (Short Takc o1'f and L,undiilg) cioè verticalmente. inclinando l'ugello del motore a reazione verso il terreno, concetto ora impiegato dai moderni Harrier. Il capitano SS. Hans Cohler sviluppò un dispositivo negli anni 20-30 che convertiva l’energia gravitazionale e magnetica in energia elettromagnetica sotto forma di corrente elettrica. Nel documento British Intelligence Objectives Sub-Committee final report N 1043 ITEM N 31 dal titolo The invention of Hans Cohler , Relating to a New Source of Power (ovvero Invenzione di Hans Cohler relativo all’invenzione di una nuova fonte di energia), recentemente declassificato (il rapporto ufficiale tedesco è stato distrutto nei bombardamenti del 1945) l’invenzione di Cohler sembra essere il dispositivo centrale del progetto Haunebu.

A bordo del disco il generatore Cohler era accoppiato ad un generatore di banda Graaf e ad una dinamo sferica a vortice di Marconi (una sfera gigante di mercurio in rotazione) che produceva un campo elettro-gravitazionale attorno al disco che in tal modo si sollevava da terra. Il sistema era chiamato "Thule Tachyonator” in onore della società segreta da cui era nato il Partito Nazionalsocialista. A questi dispositivi lavoravano i tecnici tedeschi nelle fabbriche Siemens e AEG.

Verso la fine del conflitto, quando l'Armata Rossa si stava avvicinando pericolosamente alle aree dei test, gli scienziati del Reich dovettero spostare più volte gli impianti distruggendo ogni prova e progetto che non potevano portarsi dietro, al fine di evitare che cadessero in mani nemiche.

Intanto la ricerca andava avanti con le sovvenzioni delle SS che fornivano ogni aiuto necessario in termini tecnici e di finanziamenti, in quanto progetti Wunder Waffen (Super Armi) avevano la priorità assoluta. Con L’Haunebu “ Mark IV “ si assiste alla prima forma lenticolare (cioè formata da due piatti, il superiore rovesciato e a contatto con l’altro) come si è soliti vedere nelle foto di avvistamenti di oggetti volanti non identificati. Il 14 febbraio 1945, nei cieli di Praga venne effettuato il primo collaudo del “ Mark V “ che raggiunse i 12.000 metri di altezza in meno di tre minuti, fatto confermato dalle testimonianze riportate nell’articolo. Il 17 aprile 1945 Miethe potè avvertire Hitler che la V-7 era stata testata con successo. Si trattava di un velivolo supersonico con 12 motori turbogetto BMW. Durante il primo test raggiunse i 78.000 piedi ( 23.700 metri ) e 80.000 nel secondo. Nel suo rapporto, Miethe affermò che la V-7 faceva uso di una forma di energia non convenzionale. Tuttavia, queste tecnologie furono sviluppate in una fase bellica troppo avanzata, in quanto pochi giorni dopo l’Armata Rossa sarebbe entrata a Berlino costringendo la Germania alla resa.

Pertanto i progetti di velivoli discoidali, seppur rivoluzionari, rimasero incompleti e allo stato sperimentale, non raggiungendo mai lo stadio industriale e di conseguenza non portarono ad un capovolgimento della situazione, come invece Hitler aveva sperato.

Per quanto riguarda le fonti storiche relative ai dischi volanti nazisti, riteniamo importante premettere che le notizie oggi circolanti sul soggetto giungono da rapporti giornalistici, interviste e testimoni oculari, tuttavia non esistono documenti ufficiali in grado di confermare la veridicità. E’ senz’altro vero che i tedeschi svilupparono un programma di velivoli discoidali che continuò dopo la guerra in USA e URSS, grazie all’apporto degli scienziati tedeschi che dopo la resa trovò nuova linfa nelle nazioni vincitrici del conflitto. Il velivolo AVROCAR dell’USAF a cui lavorò Miethe dopo il 1945 è uno dei tanti indizi in tal senso.

I documenti relativi ai progetti “ Vril 7 “ e “ Haunebu “ qui pubblicati non sono tuttavia confermati ufficialmente e sono stati inseriti solo per una piu completa informazione. La probabilità che siano veritieri è allo stato attuale difficilmente appurabile. Per correttezza scientifica e di informazione riportiamo quanto scoperto dallo scrittore tedesco Michael Hesemann che afferma che questi documenti sono dei falsi moderni. Avendo fato esaminare da un tecnico i caratteri di battitura delle lettere in essi riportati, avrebbe scoperto che la macchina da scrivere utilizzata sarebbe una “ Gabriele “, un modello tedesco entrato in produzione nel 1972 e che i disegni dei dischi volanti sarebbero stati ripresi dal libro Space Gravity and Flying Saucers di Leonard Cramp.

D’altra parte bisogna anche aggiungere che il Das Neue Zeitalter, di Monaco scrisse nel 1956: “ Viktor Schauberger è stato l’inventore e lo scopritore di una nuova forma di energia, l’implosione che fa uso di aria e acqua, generando luce e movimento “. Il Tages Anzeiger di Zurigo, ripostò un intervista del 18 novembre 1954 a George Klein, ingegnere impegnato nei test sui velivoli discoidali sperimentali all’epoca del Reich, che affermo di aver visto con in propri occhi un tale apparecchio raggiungere, durante il test, un’altezza di 30.000 piedi in tre minuti e viaggiare a centinaia di miglia all’ora. Il libro Brighter than a Thousand Suns, la bibbia sulla storia dello sviluppo della bomba atomica, conferma queste notizie affermando che “ velivoli a forma di disco volante con diametri di 16 metri furono fatti volare su Praga il 14 febbraio 1945 e raggiunsero in tre minuti un’altezza di quasi otto miglia. La loro velocità era di 1250 miglia orarie, poi raddoppiata in ulteriori test. L’agente CIA, Virgil Armstrong affermò. “ scoprimmo che Hitler aveva un arma segreta che oggi chiameremmo UFO o veicolo spaziale “, aggiungendo nella descrizione le stesse caratteristiche menzionate sopra. Una delle formazioni più interessanti è quella del colonnello Philip J. Corso, a capo della US Army’s Foreign Technology Division ( Divisione Tecnologica Straniera ) e membro del National Council del Presidente Eisenhower. Corso, che negli ultimi anni della sua vita (è morto nel 1998) è stato due volte in Italia per la divulgazione sul fenomeno UFO, ha rivestito un ruolo importante, all'inizio degli anni `60, nello studio retro-ingegneristico presso la divisione del Pentagono menzionata sopra, oltre che alla fine del secondo conflitto mondiale proprio in Italia. In un'intervista al "CNI News" del 5 luglio 1997, al giornalista Michael Lindemann che gli chiedeva se c'erano connessioni tra i dischi volanti (in particolare il caso del presunto UFO schiantatosi a Roswell nel Luglio 1947) e la tecnologia segreta nazista, Corso affermò: «Sì, è vero. Nel mio team c'erano scienziati tedeschi. Ebbi modo di parlare spesso di questo con Hermann Hoberth e Wernher von Braun. Io facevo parte del Project Paperclip con il generale Trudeau. C'erano stati schianti dovunque ed i tedeschi avevano raccolto anch'essi del materiale. Ci stavano lavorando. Non riuscivano a risolvere i problemi dell'apparato propulsivo e fecero migliaia di esperimenti con i loro dischi volanti. Ne avevano uno che saliva a 12.000 piedi. Ma dove tutti, noi e loro, hanno fallito, è stato il sistema di guida». Per quanto riguarda Roswell, Corso scrisse in The Day after Roswell: «La forma così inusuale del disco ricordava le ali Horten che i nostri piloti avevano visto alla fine della guerra. Questo ci fece sospettare che i tedeschi si erano imbattuti in qualcosa che noi non conoscevamo ancora».

Corso affermò che le sue conversazioni con von Braun e Willy Ley ad Alamogordo nei giorni successivi al crash di Roswell, confermarono l'accaduto e gli scienziati tedeschi parlarono di una storia nascosta profondamente dietro la faccenda dei "Piatti Volanti". Hermann Hoberth, il padre del razzo moderno, aggiunse toni curiosi alla faccenda affermando: «(...) non possiamo prenderci tutto il merito degli eccezionali risultati in alcuni campi scientifici. Noi siamo stati aiutati da esseri di altri mondi». Lo stesso Von Braun espresse francamente il suo parere sull'argomento e disse di non nutrire dubbi sul fatto che i meriti tecnologici tedeschi ebbero luogo grazie all'aiuto di esseri di altri mondi.

Alla fine della guerra, USA e Unione Sovietica cercarono di accaparrarsi i migliori cervelli nazisti. I servizi segreti americani chiamarono questa operazione con nome di “ Paperclip “ ( Operazione Graffetta – Il nome derivava dal fatto che le cartelle personali degli scienziati scelti per essere trasferiti negli Stati Uniti si distinguevano dalle altre mediante graffette che univano i loro progetti scientifici ai regolari form di immigrazione ) che trasferì in America illegalmente - a causa delle leggi immigrazione sugli ufficiali nazisti – almeno 1600 scienziati e i loro congiunti.

Grazie alle tecnologie tedesche basate su idee come il Vril, l’acqua vivente, l’energia vitale, e le macchine volanti discoidali, USA e URSS poterono dare il via alla corsa verso il programma spaziale che portò l’Uomo sulla Luna nel 1969. Le teorie della fisica ariana accettavano una visione naturale del cosmo e della misteriosa essenza che lo circonda, la life-force, mentre i servizi segreti americani, inglesi e russi rapirono gli scienziati nazisti e li convinsero ad applicare le loro invenzioni e scoperte nei nuovi programmi studiati dai vincitori sulla base di quanto avevano fatto i tedeschi sino ad allora. Ma nel loro pragmatismo si occuparono esclusivamente delle realizzazioni belliche, trascurando volontariamente le implicazioni metafisiche dell’essenza della cultura volkisch, cioè il legame cosmico uomo-ambiente. I progetti sperimentali russi e americani degli anni 50-70 portano l’inconfondibile marchio di fabbrica tedesco, cioè il loro aspetto simile all’originale nazista. Alcuni progetti sono realizzazioni pressoché identiche di velivoli sperimentali nazisti.

A questo punto possiamo concludere questa rassegna storica ricordando che gli avvistamenti di dischi volanti iniziarono ad attrarre 1'Opinione pubblica da quando il pilota americano Kenneth Arnold avvistò i primi UFO nel 1947, oggetti che nel suo disegno esplicativo sono identici ai progetti della serie "HO IX" dei fratelli Horten, i quali, negli anni `30 e '40, realizzarono vari velivoli sperimentali (la componente terrestre del fenomeno ufologico va certamente tenuta in debito conto, volutamente confusa da chi ne gestisce occultamente le informazioni, all’interno un fenomeno più ampio di cui sfugge ancora l'origine. N.d.R.). Gli avvistamenti UFO degli anni `50-70 sono virtualmente simili ai progetti degli Haunebu nazisti e successivi. Marco Dolcetta, politologo e giornalista RAI, autore dell’interessantissima opera video Il Nazismo Esoterico con rari filmati d’epoca anche sul soggetto dei dischi volanti nazisti, ci ha confermato che il motore ad aspirazione di Schauberger e i successivi funzionano perfettamente. Egli stesso ha sottoposto ad esperi e scienziati il progetto ricevendone un giudizio positivo.

Trattandosi di energia pulita e disponibile in quantità illimitate, uno sfruttamento industriale provocherebbe tali ripercussioni sull'economia mondiale che i servizi segreti alleati evitarono, allora ed evitano a tutt'oggi di rendere note tali tecnologie e sperimentazioni.

Per conoscere la risposta finale , dobbiamo attendere la totale declassificazione del materiale relativo a questi eventi. Tuttavia, è necessario tenere presente che per il caso “ Roswell “ e più in generale il fenomeno UFO esistono sezioni nei servizi inglesi e statunitensi ( nome in codice “ voliera “, in quanto ogni agente ha il nome di un volatile ) che hanno il compito di diffondere false informazioni e confondere l’opinione pubblica con messaggi e interpretazioni fuorvianti da varie fonti. Ciò è una conseguenza della natura compromettente dei motori per i velivoli discoidali studiati dai nazisti e successivamente perfezionati in USA, sfruttanti energia naturale e pulita.

Affermare che la fenomenologia UFO ha solo matrice esogena alla nostra realtà conviene a chi vuole continuare a tenere nell’ombra tecnologie rivoluzionarie già pronte da 50 anni, figlie dirette di quel nazismo che, sebbene ideatore di una catastrofe tra le più orribili della storia, trovò nell’applicazione tecnologica di concetti antichi e allo stesso tempo alternativi, i segreti di una positiva trasformazione delle fonti energetiche, oggi in mano ad altre potenze e in grado, se applicate, di poter dare loro frutti ancora oggi.

(p.s. i rimandi non sono dell'autore)

Questi filosofi sciagurati...

Ateismo e religione
Già gli antichi non ignoravano che vi erano popoli i quali vivevano senza Dio e non avevano mai avuto una religione. Le relazioni di viaggiatori di questi ultimi tempi ci offrono una quantità di altri esempi.
La religione è una cosa che, una volta stabilitasi in un paese, deve durarvi in eterno. Vi si è legati per motivi di interesse, per la felicità temporale e per quella eterna. Ci si aspetta dagli dei la fertilità dei raccolti, il successo delle iniziative: si teme che essi possano mandare la sterilità, le pestilenze, le tempeste e varie altre calamità, e di conseguenza si osservano i culti pubblici della religione, indotti sia dalla paura che dalla speranza, e ci si da premura di cominciare di qui l'educazione dei bambini e di raccomandare loro la religione come cosa di fondamentale importanza, fonte di ogni felicità o sciagura a seconda che gli onori che spettano agli dei siano resi loro con diligenza o con negligenza.
Sentimenti di tal sorta, succhiati insieme col latte, non si cancellano dallo spirito di una nazione; possono modificarsi in diversi modi, si possono cioè mutare cerimonie e dogmi, ma quei sentimenti non spariranno mai del tutto, tenuto conto soprattutto del fatto che chi vuoi costringere un popolo in materia di religione non lo fa mai per condurlo all'ateismo, bensì sempre per sostituire ai formulari che non piacciono, nel culto e nella credenza, formulari diversi.
Poiché dunque vi sono popoli che non ammettono nessuna divinità, bisogna concludere che si sono trovati in quello stato fino dalle origini e fino a che la provvidenza non ha promosso persone singolari che hanno formato le repubbliche, le hanno stabilite e le hanno adornate di belle leggi.
L'opera di queste persone ha civilizzato gli uomini selvaggi e ha dato loro un gusto nuovo con l'introduzione delle arti e delle scienze, e soprattutto del culto degli dei; ma qualche popolo è rimasto privo di questo vantaggio.
Può davvero la voce della natura farsi sentire sotto questo grosso cumulo di arti e di scienze, di leggi e di mode, di statuti e di costumi, e di cento altre invenzioni dello spirito umano? Non c'è forse da temere che una voce che deve passare attraverso tanti canali sia piuttosto la voce dell'artificio che non quella della natura? Non vi è forse motivo di sospettare che lo stesso legislatore abbia cominciato a insegnare il culto degli dei?
(P. Bayle, Pensées sur la comète de 1680, in A. Minerbi Belgrado, Materialismo e origine della religione nel '700.)


Gli inganni dei sacerdoti
Io cerco di parlare in modo molto comprensibile, e oso sperare che le mie affermazioni porteranno con sé la loro luce. Questo lavoro, lo ammetto, non è di alcuna utilità per i filosofi, ma costituisce un vantaggio considerevole per la gente comune, che io sono ben lontano dal trascurare, come fanno coloro che in ogni prefazione dicono di non cercare il suo favore e di non preoccuparsene. Mi chiedo come chiunque possa parlare in questo modo, specialmente fra coloro il cui compito è di essere al servizio del popolo e risparmiargli la fatica di uno studio lungo e difficile, che le sue comuni occupazioni non consentono. I laici pagano per i libri e il mantenimento degli ecclesiastici a questo scopo.
E nessuno può dedurre, da questo compito del clero, che il popolo debba accettare implicitamente le sue imposizioni arbitrarie, così come io non sono obbligato a cedere la mia ragione a colui che impiego per leggere, trascrivere o raccogliere per me. Il sapiente non crederà alla bontà del pane o della birra in base alla parola del fornaio o del birraio, se essa è in contrasto con l'esperienza del proprio gusto, per quanto sia ignorante del loro mestiere.
E perché la gente comune non può in modo analogo giudicare circa il vero significato delle cose religiose, anche se non comprende le lingue dalle quali sono tradotte per il suo uso? La verità è sempre e dovunque la stessa: e un'affermazione incomprensibile o assurda non deve essere rispettata solo per la sua antichità e stravaganza, per essere stata originariamente scritta in latino, in greco o in ebraico.
I poveri, che si ritiene non comprendano i sistemi filosofici, presto colsero la differenza tra i semplici e convincenti insegnamenti di Cristo e gli intricati e inutili discorsi degli scribi. I rabbini ebrei, divisi in quell'epoca in sette stoiche, platoniche e pitagoriche, ecc, con la libertà folle delle loro interpretazioni
allegoriche adattavano infatti la Scrittura alle speculazioni sfrenate dei loro numerosi maestri. Facevano credere al popolo, che non capiva nulla delle loro osservazioni cabalistiche, che questi fossero tutti profondi misteri; e così gli insegnavano la sottomissione a riti paganeggianti, mentre riducevano a nulla la legge di Dio. Nessuna meraviglia, dunque, se le persone disinteressate e i più onesti tra i governanti rifiutarono queste superstizioni assurde per una religione adatta alle capacità di tutti, delineata e predetta dai profeti e rivelata da Cristo.
Ma, come ho detto sopra, la sola rivelazione non è un motivo che renda necessario un consenso, ma è un mezzo d'informazione. Non dovremmo confondere il modo in cui veniamo a conoscenza di una cosa con le ragioni che abbiamo per credervi. Una persona può informarmi su mille cose di cui non ho mai sentito parlare prima, a cui non penserei affatto se non mi fossero state dette; tuttavia non credo a nulla in base alla sua sola parola, se manca la evidenza delle cose stesse.
Invece i teologi antichi, come molti dei loro successori moderni, amavano troppo i loro ridicoli sistemi di avvolgere ogni frase nel mistero e adornarla con qualche figura retorica, non considerando che solo le argomentazioni false e insulse hanno bisogno dell'aiuto di discorsi attraenti per confondere o divertire. Essi si vantavano della loro abilità nel persuadere pro o contro ogni cosa. E come era stimato miglior oratore colui che faceva apparire giusta ai giudici la causa peggiore, così il miglior filosofo era colui che riusciva a far passare per dimostrazione il più stravagante paradosso.
Essi si occupavano solo della propria fama e del guadagno, che non potevano assicurarsi se non ingannando il popolo con la loro autorità e abilità sofistica: e con la scusa di istruire, lo mantenevano abilmente nella più grossolana ignoranza.
(Q. Toland, Christianity not Mysterious.)

Trattato dei tre impostori
Tutti quelli che ignorano le cause fisiche sono naturalmente in preda alla paura che procede dall'inquietudine e dal dubbio circa l'esistenza di un Essere o di una potenza che abbia il potere di nuocere loro o di conservarli. E qui l'inclinazione a immaginarsi cause invisibili, che non sono null'altro che i fantasmi della loro immaginazione, invocati nell'avversità e lodati nella prosperità. Alla fine se ne fanno degli dei, e questa chimerica paura delle potenze invisibili è l'origine delle religioni che ciascuno si plasma a suo modo.Coloro che avevano interesse a che il popolo fosse contenuto e frenato da simili fantasticherie hanno coltivato questo germe della religione, ne hanno fatto una legge, e alla fine, grazie al terrore del futuro, hanno ridotto i popoli ad obbedire ciecamente.
I fondatori delle religioni, rendendosi conto chiaramente che la base delle loro imposture era l'ignoranza dei popoli, pensarono di mantenerveli attraverso l'adorazione delle immagini, fingendo che gli dei vi risiedessero; e questo fece cadere sui loro preti una pioggia d'oro e di benefici, ritenute cose sacre, perché destinate all'uso dei ministri consacrati.
Per meglio ingannare il popolo, i preti si presentarono come profeti, indovini, ispirati capaci di penetrare il futuro, si vantarono di intrattenere rapporti con gli dei; e poiché è naturale che si desideri conoscere il proprio destino, quegli impostori si fecero premura di non trascurare una circostanza così favorevole al loro progetto.
(Traité des trois imposteurs, in A. Minerbi Belgrado - Materialismo e origine dello religione nel '700)

L'origine della religione, secondo Hume
La credenza in un potere invisibile e intelligente è stata sempre diffusa largamente nella razza umana, in tutti i luoghi e in tutte le età, ma non è mai stata così universale da non ammettere eccezioni, né ha suggerito idee del tutto uniformi. Si è scoperto qualche popolo privo di sentimenti religiosi, se c'è da credere a quel che dicono i viaggiatori e gli storici; e non esistono due popoli, e nemmeno due uomini qualsiasi, che siano perfettamente convinti della medesima opinione. Sembra dunque che questi preconcetti non sorgano da un istinto o da un impulso spontaneo della natura, come quello donde nascono l'amor proprio, l'affezione tra i due sessi, l'amore dei figli, la gratitudine, il risentimento: giacché ogni istinto di questo genere risulta per esperienza assolutamente universale in tutti i popoli e in tutte le età. I primi principi religiosi debbono essere secondari, poiché varie cause e accidenti possono pervertirli, e anche i loro effetti, in alcuni casi - per un concorso straordinario di circostanze - possono essere totalmente pervertiti.

Quali siano i principi che danno luogo alla credenza originaria, e quali le cause e gli accidenti che ne guidano le manifestazioni, sarà argomento di questa nostra indagine.
Considerando il progresso della società umana dalle sue rozze origini ad oggi condizione di maggior perfezione, ne deduco che il politeismo e l'idolatria fu, e necessariamente dovette essere, la prima e la più antica religione del genere umano. Atteniamoci alla chiara testimonianza della storia.
Quanto più rimontiamo verso l'antichità, tanto più troviamo il genere umano immerso nei politeismo. Nessun sogno, nessun sintomo di una religione più perfetta. Sembra certo, secondo il progresso naturale del pensiero umano, che il volgo ignorante debba avere nozioni elementari circa le potenze supreme, prima di elevare i suoi concetti all'essere perfetto che ordinò tutta la struttura del mondo. Immaginare che l'uomo abbia abitato palazzi prima di abitare capanne, oppure che abbia studiato la geometria prima dell'agricoltura, sarebbe altrettanto ragionevole quanto pensare che la divinità gli sia apparsa come uno spirito puro, onnisciente, onnipotente e onnipresente, prima che come un essere potentissimo, anche se limitato, fornito di passioni, appetiti, membra e organi umani.

La mente risale gradualmente dal basso verso l'alto. Operando astrazioni su ciò che è imperfetto, si forma un'idea di perfezione. Un animale barbaro e bisognoso, qual è l'uomo all'origine della società, pressato da bisogni e da passioni molteplici, non ha agio di ammirare l'ordinato assetto della natura e di far ricerche sulla causa degli oggetti cui si è gradualmente assuefatto fin dall'infanzia. Quanto più la natura sarà regolare e uniforme, tanto più egli si famigliarizzerà con essa, e sarà meno incline a scrutarla e a esaminarla. Un parto mostruoso eccita la sua curiosità e gli appare un prodigio. Lo allarma la sua novità, e subito si da a tremare, a far sacrifici, a pregare.
Possiamo quindi concludere che in ogni nazione che abbia abbracciato il politeismo le prime idee religiose non nacquero dalla contemplazione della natura, ma dall'interesse per gli eventi della vita, dalle speranze e dai timori incessanti che assediavano lo spirito umano. Non si può supporre che agisse su tali barbari alcunché di diverso da una passione corrente nella vita umana: l'ansiosa brama di felicità, il timore della miseria futura, il terrore della morte, gli appetiti naturali che inducono a ricercare il cibo e le altre cose necessarie.
Agitato da speranze e timori di questa natura - specialmente dai timori - l'uomo scruta con curiosità tremebonda il corso delle cause future, ed esanima gli eventi vari e contraddittori della vita. E in questa scena confusa scorge, con occhi ancor più confusi e attoniti, le prime oscure tracce della divinità.
La religione primitiva del genere umano nasce dunque anzitutto dall'ansia riguardo agli eventi futuri. È facile immaginare quale idea l'uomo si possa fare dei poteri invisibili e ignoti, quando sia soggiogato da ogni sorta di cupi terrori. Immagini di vendetta, severità, crudeltà, malizia d'ogni genere si impongono e accrescono l'orrore che opprime e sbigottisce il devoto. Una volta che il panico ha invaso la sua mente, la fertile fantasia moltiplica sempre più i motivi di terrore; mentre l'oscurità profonda, o ancor peggio la luce incerta che lo circonda, gli rappresentano gli spettri della divinità sotto le più spaventose sembianze immaginabili. E non ci sarà abbietta perversità che il devoto terrorizzato non possa attribuire, senza scrupolo, al suo Dio.
Tale, da un primo punto di vista, lo stato naturale della religione. Ma se si considera d'altra parte lo spirito apologetico e propiziatorio inevitabilmente presente in tutte le religioni, tipica conseguenza di tali terrori, dovremo attenderci che abbia il sopravvento un sistema teologico assolutamente diverso.
Ogni virtù, ogni eccellenza sarà attribuita alla divinità, e nessuna esagerazione sarà giudicata degna delle perfezioni di cui appare dotata. Qualunque esaltato panegirico di essa sarà immediatamente accolto, senza alcuna verifica empirica o razionale. V'è dunque contraddizione tra i diversi principi della natura umana che si combinano nella religione. I terrori naturali ci presentano l'idea di una divinità diabolica e malvagia. La tendenza all'adulazione ce ne fa concepire una eccellente e divina.
[D. Hume, The Naturai History of Religion, in A. Minerbi Belgrado - Materialismo e origine della religione nel '700)

Come dovrebbe essere la religione
Dopo la nostra santa religione, che senza dubbio è la sola buona, quale sarebbe la meno cattiva? Non sarebbe forse la più semplice? Non sarebbe quella che insegnasse molta morale e pochissimi dogmi? Che tendesse a rendere giusti gli uomini senza obbligarli a credenze assurde? che non ordinasse di credere a cose impossibili, contraddittorie, ingiuriose per la divinità e dannose al genere umano, e non osasse minacciare di pene eterne chiunque preferisce tenersi al senso comune? Non sarebbe forse una religione che non sostenesse con la sua influenza dei sanguinari tiranni, e che non inondasse la terra di sangue a causa di sofismi incomprensibili? Una religione nella quale un equivoco, un gioco di parole e due o tre documenti falsificati non potessero eguagliare a un sovrano e a un Dio un prete magari incestuoso, omicida e avvelenatore? Una religione che non pretendesse di sottomettere i governi a questo prete? Che insegnasse soltanto ad adorare Iddio, e la giustizia, la tolleranza e l'umanità? Tutto ciò che va oltre l'adorazione di un Essere Supremo e la sottomissione del cuore ai suoi ordini eterni, è superstizione.
Noi rimproveriamo agli antichi i loro oracoli e i loro troppi prodigi: se essi ritornassero al mondo, e riuscissero a contare i miracoli della Madonna di Loreto per paragonarli a quelli della loro Madonna d'Efeso, in favore di chi penderebbe la bilancia?
Così, i sacrifici umani sono stati nel rito di quasi tutti i popoli antichi, ma molto rari nell'uso: fra gli Ebrei abbiamo soltanto la figlia di Jefte e il re Agag, perché Isacco e Gionata non furono mai immolati; tra i Greci la storia di Ifigenia non è neppure certa; e tali sacrifici risultano rarissimi tra i Romani.

In sostanza, la religione pagana è costata pochissimo sangue, mentre la nostra ne ha fatti versare dei fiumi. La nostra è senza dubbio la sola buona/la sola vera; ma noi abbiamo fatto tanto male per mezzo suo, che, quando parliamo delle altre religioni, ci converrebbe osservar la modestia.
Alla Borsa di Amsterdam, di Londra, di Surat, o di Bassora, il guebro, il baniano, l'ebreo, il maomettano, il deista cinese, il bramino, il cristiano greco, il cristiano romano, il cristiano protestante, il cristiano quacchero, trafficano tutto il giorno assieme: e nessuno leverà mai il pugnale sull'altro per guadagnare un'anima alla sua religione. E perché allora noi ci siamo scannati quasi senza interruzione a partire dal primo Concilio di Nicea? Costantino cominciò col dare un editto che permetteva tutte le religioni, e finì persecutore religioso. Prima di lui ci si scagliò contro i cristiani solo perché essi cominciavano a comporre una specie di stato nello Stato.
I Romani permettevano tutti i culti, persino quello degli Ebrei e quello degli Egizi, che pure avevano il loro disprezzo. Ma gli Egizi, e gli stessi Giudei, non cercavano di distruggere l'antica religione dell'Impero, non correvano per terra e per mare allo scopo di fare dei proseliti: pensavano solo a guadagnar denaro. Invece i cristiani volevano che la loro religione fosse la dominante.

San Tommaso ebbe la lealtà di confessare che, se i cristiani non detronizzarono gli imperatori, è perché non lo poterono. La loro opinione era che tutta la terra deve essere cristiana: essi erano dunque necessariamente nemici di tutta la terra, fino a che non riuscissero a convertirla. Essi erano poi nemici fra di loro, su tutti i punti controversi della loro religione.
Bisogna cominciare a considerare Gesù come un Dio? Quelli che dicono di no, sono anatemizzati. Alcuni di loro vogliono che tutti i beni siano in comune, come si sostiene che fossero ai tempi degli apostoli? I loro avversari li chiamano "nicolaiti", e li accusano dei delitti più infami. Altri tendono ad una devozione mistica? Vengono chiamati "gnostici" e perseguitati con furore. Insensati, che non avete mai saputo adorare con purezza d'animo il Dio che vi ha creati! San Paolo ha avuto ragione quando ha detto che la carità val meglio della fede e della speranza.
[Voltaire, Dictionaire philosophique.]

La bibbia del materialismo ateo
Se non fosse esistito alcun male al mondo, l'uomo non avrebbe mai pensato alla divinità. Se la natura gli avesse concesso di soddisfare facilmente tutti i suoi bisogni, e di provare soltanto sensazioni piacevoli, i suoi giorni sarebbero trascorsi in una perpetua uniformità e non avrebbe avuto nessun motivo di ricercare le cause ignote delle cose.
Se l'uomo fosse sempre pago si preoccuperebbe solo di godere del presente, di percepire gli oggetti che di continuo lo farebbero consapevole della sua esistenza, in un modo cui egli necessariamente assentirebbe. Niente metterebbe il suo cuore in apprensione. Invece, indipendentemente dai bisogni che ad ogni istante si rinnovano nell'uomo e che spesso non può soddisfare, ciascuno ha provato una quantità di guai; ha sofferto per l'inclemenza delle stagioni, le carestie, le epidemie, gli incidenti, le malattie ecc.
Perciò tutti gli uomini sono paurosi e diffidenti. L'esperienza del dolore ci rende apprensivi di fronte a tutte le cause ignote, di cui cioè non si sono ancora provati gli effetti. E quanto più l'uomo è ignorante, o privo di esperienza, tanto più soggiace al terrore. Tale ignoranza era certo più grande ancora nelle epoche remote, quando lo spirito umano, nella sua infanzia, non aveva ancora compiuto le esperienze e i progressi che oggi vediamo. Tutte le cause dovettero quindi essere misteri per i nostri selvaggi antenati; tutto ciò che videro dovette apparire loro inusitato, strano, spaventoso.
Alle origini, vedendosi spesso afflitti e maltrattati dalla natura, gli uomini supposero negli elementi o negli agenti celati che li regolavano volontà, intenzioni, bisogni, desideri analoghi a quelli dell'uomo. Di qui i sacrifici immaginati per nutrirli, le libagioni per abbeverarli, fumo e incenso per pascerne l'odorato. Dapprima si offrirono i frutti della terra, in seguito si servirono carni, si immolarono agnelli, giovenche, tori. Vedendoli quasi sempre irritati contro l'uomo, si passò, a poco a poco, a sacrificare loro bambini, uomini.

Alla fine il delirio dell'immaginazione fece credere che l'agente sovrano che presiede alla natura disdegnasse le offerte tratte dalla terra e potesse essere placato solo dal sacrificio di un Dio.
L'idea di un Dio unico nacque in conseguenza dell'opinione che faceva di questo Dio l'anima dell'universo, e tuttavia non poté essere che il frutto tardivo delle meditazioni umane. Lo spettacolo degli effetti diversi e spesso contraddittori che si operavano nel mondo dovette creare la convinzione che vi fossero un gran numero di potenze o di cause distinte e reciprocamente indipendenti: ammisero dunque molteplici cause o molteplici dei agenti in base a principi diversi, e videro negli uni potenze amiche, negli altri potenze nemiche del genere umano. Tale l'origine del dogma così antico e universale che suppone nella natura due principi o potenze mossi da interessi opposti e in perpetua guerra, con cui si credette di spiegare la mescolanza costante di beni e di mali, di prosperità e di sciagure, le vicissitudini insomma cui il genere umano soggiace in questo mondo.
Tuttavia, a forza di meditare, alcuni pensatori sono giunti a non ammettere nell'universo che una sola divinità, la cui potenza e saggezza bastassero a governarlo. Ciononostante, fin dai primi passi, il loro spirito dovette cadere nel più grande imbarazzo per le contraddizioni di cui si dovette supporre che questo Dio fosse autore, si fu quindi costretti ad ammettere in questo Dio monarca qualità contraddittorie, incompatibili, disparate. Nel supporre un Dio unico autore di tutte le cose non si poté fare a meno di attribuirgli una bontà,una saggezza, un potere illimitato, ma d'altro canto, come non attribuirgli malizia, imprudenza, capriccio, nel vedere i frequenti disordini e i mali innumerevoli di cui il genere umano è così spesso vittima e il mondo teatro? Perciò vediamo gli adoratori di un Dio indicato sempre come il modello della bontà, dell'equità e di tutte le perfezioni, abbandonarsi alle stravaganze più crudeli.
Tutti i sistemi religiosi degli uomini, i sacrifici, le preghiere, le pratiche e le cerimonie non hanno mai avuto altro scopo che quello di stornare il furore della divinità, prevenirne i capricci e stimolare in lei il sentimento della bontà da cui la si vedeva allontanarsi ad ogni momento. Tutti gli sforzi, tutte le sottigliezze della teologia non hanno avuto altro scopo che quello di conciliare, nel sovrano della natura, le idee discordi che essa stessa aveva fatto sorgere nello spirito dei mortali. In una parola la teologia include tra le qualità di Dio il privilegio di agire contro tutte le leggi della natura e della ragione, mentre proprio sulla ragione si dovrebbe fondare il culto che gli dobbiamo e la morale.
[P.H. d'Holbach, Syistème de la nature, in A. Minerbi Belgrado, Materialismo e origine della religione nel 700, pp. 73-74, 79 e 85.]


Questi filosofi sciagurati...Qualcosa di molto grave esige un Nostro discorso o piuttosto rivendica le Nostre lacrime più abbondanti, e cioè quel morbo pestilenziale, che la malvagità dei nostri tempi ha dato alla luce; affinchè unanimemente, e riunendo tutte le nostre forze, apprestiamo la medicina necessaria, perché per nostra negligenza tale peste non si conservi e non cresca nella Chiesa fino a divenire incurabile. Sembra infatti in questi giorni che sovrastino quei "tempi pericolosi", che profetizzò l'apostolo Paolo, nei quali gli uomini ameranno se stessi, saranno tronfi di superbia, bestemmiatori, traditori, amanti dei piaceri più che di Dio, sempre in atto d'imparare e non mai in grado di possedere la conoscenza della verità, non privi di una specie di religione, ma rifiutando di riconoscerne il valore.
Questi si erigono a maestri "quanto mai menzogneri", come li chiama il primo apostolo Pietro, e diffondono dottrine di perdizione; e negano quel Dio che li riscattò, attirandosi una rapida rovina. Dicono di essere sapienti, e sono invece divenuti stolti, e oscurato è il loro pazzo arzigogolare. Voi stessi [i vescovi] che siete posti come vedette nella casa del Signore, vedete bene quanti trionfi può vantare quella filosofia piena d'inganni, cioè quella filosofia che nasconde la propria empietà sotto la grande onestà di questo nome, e con quanta facilità attragga a sé e inviti i popoli in folla. Chi potrà dire o immaginare la malvagità dei dogmi e le perfide stravaganze che va mettendo di moda?
Tali uomini, mentre vogliono far mostra di cercare la sapienza, "poiché non la cercano devotamente, cadono in errori così grandi che non conservano neppure più la sapienza comune". E arrivano fino al punto d'inventare, con la massima empietà, o che Dio non esiste, o che è ozioso e sfaccendato, che non si prende per nulla cura delle cose nostre e che non rivela nulla agli uomini; e perché non ci sia da meravigliarsi se qualcosa è santo o divino, blaterano che è stato inventato ed escogitato dalla mente degli uomini inesperti, sbigottiti da futile timore dell'avvenire, e allettati da una vana speranza di immortalità.
E questi filosofi sciagurati, spargendo queste tenebre e strappando dal cuore la religione, aspirano anche a questo: che gli uomini sciolgano tutti quei legami dai quali sono uniti fra loro e ai loro superiori, e sono vincolati al loro dovere; essi vanno gridando e imprecando fino alla nausea che l'uomo nasce libero e non è soggetto a nessuno; e che quindi la società è una folla di uomini inetti, che stupidamente si prosternano dinanzi ai sacerdoti, dai quali sono ingannati e dinanzi ai re, dai quali sono oppressi, tanto è vero che l'accordo tra i sacerdoti e i monarchi non è altro che una gigantesca cospirazione a danno della libera natura dell'uomo.
Chi non vede che tali follie, e altre consimili, coperte da molti strati di menzogne, apportano tanto maggior pericolo alla tranquillità e alla quiete pubblica, quanto più si tarda a reprimere l'empietà di coloro che ne sono autori; e che tanto più danneggiano le anime redente dal sangue di Cristo, quanto più si diffonde la loro parola subdola, simile al cancro, e si introduce nelle pubbliche accademie, nelle case dei principali personaggi, nei palazzi dei re, e si insinua, cosa mostruosa, persino nei luoghi sacri?
[Pio VI, Inscrutabili divinae sapientiae consilio (25 dicembre 1775), in C Falconi, Storia delle encicliche]
Documenti estratti da: L'Eresia dagli gnostici a Lefebvre, il lato oscuro del cristianesimo" di Marcello Craveri

La spaventosa politica della Geoingegneria

di Clive Hamilton ourworld.unu.edu

Nell'agosto del 1883 il pittore Edvard Munch assistette ad un insolito tramonto rosso sangue su Oslo. Scosso da questo, scrisse nel suo diario di aver "sentito un grande, infinito urlo lacerante attraverso la natura". L'episodio lo ispirò nella ceazione della sua opera più celebre, The Scream.

Il tramonto che vide quella sera seguì all'eruzione del Krakatoa al largo della costa di Giava. L'esplosione, una delle più violente nella storia, inviò una enorme pennacchio di cenere nella stratosfera, dando luogo a tramonti rossi in tutto il mondo. I gas emessi causarono anche il raffreddamento della Terra di più di un grado e l'interruzione dell'andamento meteo per diversi anni.

L'effetto di raffreddamento delle grandi eruzioni vulcaniche è noto da qualche tempo. Il biossido di zolfo spinto nell'atmosfera superiore forma un velo che riduce la quantità di radiazione solare che raggiunge la Terra. Si stima che l'eruzione del Monte Pinatubo nelle Filippine nel 1991 - la più grande da quella del Krakatoa - abbia raffreddato la Terra di circa
0.5 ° C per un anno o più.

Ora, una potente coalizione di forze si sta tranquillamente aggregando intorno all'idea di trasformare l'atmosfera terrestre mediante la simulazione di eruzioni vulcaniche per contrastare gli effetti riscaldanti dell'inquinamento da carbonio. L'ingegnerizzazione del sistema climatico del pianeta sta attirando l'attenzione di ricercatori, società scientifiche, affaristi e think tanks conservatori. Nonostante l'enormità di ciò che viene proposto - niente di meno che prendere il controllo del sistema climatico terrestre - il pubblico è stato quasi completamente escluso dal processo di pianificazione.

La
Royal Society definisce la Geoingegneria come la "deliberata manipolazione su vasta scala dell'ambiente planetario per contrastare il cambiamento climatico di origine antropica" e i metodi si dividono in due tipi: rimozione del biossido di carbonio dall'atmosfera e gestione della radiazione solare per ridurre il calore che entra in atmosfera o per rifletterne di più verso l'esterno.

Tecniche che variano da quelle intriganti a quelle strambe sono state proposte per rimuovere il carbonio dall'atmosfera, tra queste la fertilizzazione degli oceani con limatura di ferro per favorire la crescita di piccole piante marine che assorbono l'anidride carbonica, l'installazione nel mare di un vasto numero di imbuti galleggianti che raccolgono acqua fredda ricca di nutrienti dal fondo per favorire fioriture algali che succhierebbero il biossido di carbonio dall'aria, e la costruzione di migliaia di 'alberi di silicato di sodio' che estraggono l'anidride carbonica direttamente dall'aria e la trasformano in bicarbonato di sodio.

Alcune delle idee proposte per bloccare il calore del Sole sarebbero inverosimili, anche in un romanzo di fantascienza. Una è quella di inviare miliardi di dischi riflettenti in un punto dello spazio conosciuto come L1 e che si trova tra la Terra e il sole. Un'altra è quella di varare centinaia di speciali navi senza pilota che solcano gli oceani e che lanciano verso l'alto pennacchi di vapore acqueo per aumentare la copertura nuvolosa. Oppure foreste di colore scuro potrebbero essere convertite in pascoli di colore chiaro che riflettono più luce solare.

Aumentare l'oscuramento

Ma l'opzione che viene presa più sul serio è senz'altro la più grandiosa per concezione e scala. Lo schema propone niente meno che la trasformazione della composizione chimica dell'atmosfera terrestre, in modo che gli esseri umani possano essere in grado di regolare la temperatura del pianeta, come desiderano. Come per le eruzioni vulcaniche, si tratta di iniezioni di diossido di zolfo nella stratosfera per circondare la terra con minuscole particelle che riflettono la radiazione solare.

Vari schemi sono stati proposti, il più promettente è l'adattamento di aerei ad alta quota dotati di serbatoi supplementari e ugelli per spruzzare sostanze chimiche. Una flotta di aerei 747 potrebbe fare fare questo lavoro.Per avere l'effetto desiderato avremmo bisogno dell'equivalente di un'eruzione Pinatubo, ogni tre o quattro anni. Le emissioni provenienti dall'eruzione in aprile del 'Monte impronunciabile' islandese erano meno di un centesimo di quelle del monte Pinatubo, e così per ingegnerizzare il clima ci vorrebbe l'equivalente di uno di questi ogni settimana, ogni anno, per decenni.

Gli scienziati più cauti riconoscono che il tentativo di regolare il clima della Terra attraverso l'aumento dell'oscuramento globale è irto di pericoli. I più preoccupanti, gli oceani assorbono circa un terzo del diossido di carbonio in eccesso pompato nell'atmosfera dall'uomo, cosa che sta alzando il tenore di acidità, dissolvendo coralli e inibendo la formazione di conchiglie di organismi marini. Girare l'interruttore per oscurare può ridurre la radiazione solare in arrivo, ma non servirebbe a rallentare l'acidificazione degli oceani. Il sistema climatico è estremamente complicato e armeggiare con esso sarebbe come introdurre
rospi delle canne per il controllo dei coleotteri della canna da zucchero.

Pericoli morali

Anche se le idee per l'ingegneria del clima circolano da almeno venti anni, fino all'ultimo dibattito pubblico sono state scoraggiate dalla comunità scientifica. Gli ambientalisti e i governi sono restii a parlarne troppo. La ragione è semplice: a parte gli effetti collaterali sconosciuti, la Geoingegneria indebolirebbe la volontà di ridurre
le emissioni di carbonio .

Economicamente è un sostituto molto interessante perché il suo costo è stimato come "senza importanza" rispetto a quello per ridurre l'inquinamento da carbonio. Mentre la comunità internazionale ha trovato difficoltà a convenire su forti misure collettive per ridurre le emissioni di anidride carbonica, l'ingegneria del clima è economica, immediatamente efficace e, soprattutto, a disposizione di ogni singola nazione.

Tra i
contendenti probabili per un intervento unilaterale, un esperto fa i nomi di Cina, Stati Uniti, Unione europea, Russia, India, Giappone e Australia. Potrebbero mettersi d'accordo? Sarebbero come sette persone che vivono insieme in una casa con riscaldamento centralizzato, ognuna con il proprio termostato e con una diversa temperatura ideale. La Cina sarà gravemente colpita dal riscaldamento, ma la Russia potrebbe preferire che il mondo fosse di un paio di gradi più caldo.

Se non vi è accordo internazionale, una nazione impaziente che soffre gli effetti della perturbazione climatica può decidere di agire da sola. Non è da escludere che in tre decenni, il clima della Terra potrebbe essere determinato da una manciata di funzionari del Partito comunista di Pechino. O il governo di un'Australia paralizzata dalla siccità permanente, dal collasso dell'agricoltura e da feroci incendi boschivi potrebbe rischiare l'ira del mondo impegnandosi in un progetto di controllo del clima.

Ad oggi, i governi hanno evitato la discussione sulla Geoingegneria per paura di essere accusati di voler evitare le proprie responsabilità con soluzioni da fantascienza. L'argomento non viene menzionato nel rapporto Stern e gli si dedica solo una pagina nel rapporto Garnaut dell'Australia (vedi
Sez. 2.4.2 ). Come segno della sua continua sensibilità politica, quando nell'aprile 2009 è stato divulgato che il nuovo consigliere scientifico del Presidente Obama John Holdren aveva detto che è in corso una vigorosa discussione sulla Geoingegneria alla Casa Bianca come opzione di emergenza, ha subito sentito il bisogno di pubblicare un "chiarimento", sostenendo che stava solo esprimendo le sue opinioni personali.

Holdren è una delle menti più acute nel settore e non prenderebbe in considerazione quello che oggi è conosciuto come 'Piano B'-ingegnerizzare il pianeta per scongiurare un riscaldamento catastrofico - a meno che non fosse abbastanza sicuro che il piano A è fallito.

Giocherellare con l'interruttore dell'oscuramento potrebbe rivelarsi un aggiustamento politico quasi irresistibile per i governi. Toglie dalle spalle potenti lobbies, dà il via libera a bruciare più carbone, evita la necessità di aumentare le tasse sul carburante, permette la crescita senza limiti e non è una minaccia per lo stile di vita dei consumatori.

In breve, rispetto al taglio delle emissioni di gas a effetto serra, la Geoingegneria tirerebbe tutti fuori dai guai. Nessun governo è ancora disposto a dare sostegno pubblico alla Geoingegneria. Tuttavia, la pressione sta crescendo e il giorno in cui il governo di un grande paese come gli Stati Uniti, la Russia o la Cina appoggerà pubblicamente il piano B non può essere lontana. Poi si apriranno le cateratte.

Anche ora, sotto controllo, la Russia ha già iniziato a testare. Yuri Izrael, uno scienziato russo che è al tempo stesso uno scettico sul riscaldamento globale e un consulente senior del Primo Ministro Putin, ha testato gli effetti di spruzzare aerosol da un elicottero sulla radiazione solare che raggiunge il suolo. Adesso sta pianificando un
esperimento su vasta scala.

Stranamore e figlio

Due dei primi e più aggressivi sostenitori dell'ingegneria planetaria furono Edward Teller e Lowell Wood. Teller, che morì nel 2003, è stato il co-fondatore e direttore del Lawrence Livermore National Laboratory vicino a San Francisco, descritto dall'autore americano Jeff Goodell come caratterizzato da uno "status quasi mitologico essendo il centro oscuro della ricerca sulle armi". Teller viene spesso descritto come il "padre della bomba a idrogeno" ed è stato l'ispirazione per il dottor Stranamore, lo scienziato pazzo sulla sedia a rotelle incline ai saluti nazisti di Stanley Kubrick nel film del 1964 con quel nome.

Lowell Wood fu assunto da Teller al Lawrence Livermore National Laboratory e divenne il suo protetto. Per decenni Wood è stato uno dei primi "progettisti di armi" del Pentagono, che lo portò ad essere battezzato dalla critica come "Dr. Evil". Guidò il gruppo incaricato da Ronald Reagan di sviluppare lo sfortunato scudo missilistico Guerre Stellari che includeva i piani per una serie di orbitanti lasers a raggi X alimentati da reattori nucleari.

Fin dal 1998 Wood e Teller hanno promosso irrorazioni di aerosol nella stratosfera come un semplice ed economico contrasto al riscaldamento globale. Riflettendo l'opinione dominante degli anni '50, credono che sia dovere del genere umano esercitare una supremazia sulla natura. E' forse per questa ragione che essi sono stati a lungo associati ai think tank conservatori che negano l'esistenza di origine antropica del riscaldamento globale. Entrambi sono stati associati alla Hoover Institution, un'organizzazione scettica sul clima in parte finanziata dalla ExxonMobil, e Wood è incluso nell'elenco come un esperto del C. George Marshall Institute, un think tank di Washington, che divenne uno dei centri principali della negazione dei cambiamenti climatici negli anni '90.

It is strange that geoengineering is being promoted enthusiastically by a number of right-wing think tanks that are active in climate denialism. E 'strano che la Geoingegneria venga promossa con entusiasmo da think tanks di destra che sono attivi negazionisti dei cambiamenti climatici. L'
American Enterprise Institute , un influente think tank anche in parte finanziato da ExxonMobil, che ha offerto 10.000 dollari agli accademici per relazioni utili a sfatare le relazioni del Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici, ha lanciato un progetto di alto profilo per la promozione della Geoingegneria.

Naturalmente, la Geoingegneria è a favore dei suoi sostenitori e dei finanziatori delle industrie fossili perché può essere un sostituto per le riduzioni di carbonio e giustificare il ritardo. Ma una spiegazione più profonda sta nelle loro convinzioni sul rapporto dell'uomo con il mondo naturale.

Perseguire la riduzione è un'ammissione del fatto che la società industriale ha danneggiato la natura, mentre l'ingegneria del clima terrestre sarebbe la conferma del nostro dominio su di essa - la prova finale che, a prescindere da errori secondari commessi lungo la strada, l'ingegnosità umana e la fede nelle nostre capacità trionferanno sempre. La Geoingegneria promette di trasformare un fallimento in trionfo.

Lowell Wood ritiene che l'ingegneria del clima è inevitabile, è una questione di tempo prima che le 'elites politiche' cedano alla sua economicità ed efficacia. In una dichiarazione che potrebbe servire da epitaffio per la Terra, ha dichiarato: "Abbiamo progettato ogni altro ambiente in cui viviamo, perché non il pianeta?"

Wood è sprezzante nei confronti della capacità dei leaders mondiali di ridurre le emissioni (che chiama "la soppressione burocratica della CO2") e della loro capacità di raggiungere un consenso sulla sperimentazione della Geoingegneria. Egli prevede che la necessità supererà la resistenza popolare all'idea di armeggiare con l'atmosfera.

Di fronte a questa resistenza, Wood fa congetture su come ottenere un finanziamento privato da un miliardario per un esperimento. "Per quanto mi risulta, non esiste una legge che proibisce di fare una cosa come questa". Wood ha ragione: non c'è legge contro un privato che tenti di prendere il controllo del clima della Terra.

Disciplinare la regolazione del clima

Questo va al cuore della spinta a sviluppare strumenti per la manipolazione climatica. Il dibattito sull'ingegneria del clima è attualmente limitato prevalentemente ad un gruppo affiatato di scienziati, alcuni dei quali vogliono tenere il pubblico all'oscuro e respingere la regolazione della loro attività.Nel suo libro, Come raffreddare il pianeta , Goodell descrive una serie di tre banchetti privati agli inizi del 2009 che videro riuniti i principali attori. Organizzati da due dei principali sostenitori, Ken Caldeira della Stanford University e David Keith dell'Università di Calgary, costituivano "un punto di svolta nell'evoluzione della Geoingegneria come strumento politico".

Nel marzo di quest'anno una
riunione privata di ingegneri climatici leaders, tenutasi ad Asilomar, in California, ha mirato a sviluppare linee guida per disciplinare la ricerca e la sperimentazione. Gli invitati chiedevano un codice di condotta volontario che avrebbe evitato la regolamentazione da parte dei governi e della comunità internazionale, in modo che gli esperti potessero lavorare senza ostacoli al loro compito di capire come controllare il sistema climatico della Terra.

David Keith sostiene che un trattato internazionale può essere necessario in quanto l'uso della gestione della radiazione solare potrebbe essere regolata da "norme" non scritte. Questo nonostante il suo riconoscimento del fatto che la minaccia di un'azione unilaterale è molto reale, ognuno di una dozzina di paesi potrebbe avviarla entro pochi anni. In realtà, un solo ricco individuo potrebbe trasformare l'atmosfera e, con determinazione sufficiente, portarci in un'era glaciale.

Forse il ricco individuo che ha in mente è
Bill Gates , che ha velatamente finanziato la ricerca sulla Geoingegneria per tre anni con la consulenza di Keith e Caldeira. Essi ora controllano il fondo per la ricerca di Gates, che ha speso circa 4,5 milioni di dollari fino ad oggi, compreso il finanziamento dei tre banchetti privati. Keith non rivelerà per cosa è stato speso il denaro, sminuendola come "una piccola agenzia di finanziamenti privati". Giusto-l'uomo più ricco del mondo ha "una piccola agenzia di finanziamenti privati" destinati alla ricerca di modi per manipolare il sistema climatico della Terra. Tutte teorie del complotto?

Gates è anche un investitore in una società chiamata Intellectual Ventures che promuove un programma chiamato "
StratoShield", che prevede il pompaggio di biossido di zolfo nell'atmosfera superiore attraverso un tubo di 30 chilometri, tenuto a galla da dirigibili a forma di V. Intellectual Ventures è gestita da Nathan Myhrvold, ex Capo Fuzionario Tecnico della Microsoft, e include Lowell Wood tra i suoi associati.

Gates non è l'unico ranger solitario miliardario che vuole salvare il pianeta. Richard Branson ha creato la propria "war room" per dare battaglia al riscaldamento globale. I battaglioni che vuole mobilitare sul "percorso verso la vittoria" sono imprenditori di successo-come lui-e le loro armi sono "soluzioni al cambiamento climatico orientate al mercato", compresa la Geoingegneria.

La
Carbon War Room - dove le citazioni ispirate da Branson si mescolano con quelle di altri Titani come Churchill, Roosevelt e Einstein - rappresenta il tipo di follia dell'uomo ricco comune tra i moderni imprenditori con il complesso del Messia.

Il sito War Room promuove un documento di cui è co-autore Lee Lane dell'American Enterprise Institute e pubblicato come punto centrale dall'"ambientalista scettico" Bjorn Lomborg. Esso sostiene che i benefici della Geoingegneria sono enormemente superiori ai costi e mostra come impostare una temperatura ottimale per la Terra per i prossimi duecento anni.

Gli autori temono che le obiezioni etiche dei gruppi di difesa dell'ambiente possano bloccare l'inizio della gestione della radiazione solare, prima di rilevare con sollievo che "in realtà, importanti economie rimangono in gran parte al di là dell'influenza dei gruppi di difesa ambientale". Si aspettano che l'adozione della gestione della radiazione solare sarà guidata da nazioni con deboli gruppi ambientalisti-che naturalmente significa dittatura.

Sognare il Cielo Blue

Tramonti più vividi come quello che Edvard Munch ha visto, nel 1883, sarebbero una delle conseguenze dell'utilizzo di aerosol di solfato per progettare il clima, ma un effetto più inquietante dell'aumento dell'oscuramento sarebbe la sbiancamento permanente del cielo diurno. Un cielo slavato sarebbe la norma.

Se le nazioni del mondo ricorressero all'ingegneria del clima, e in tal modo si allentasse la pressione per ridurre le emissioni di carbonio, la concentrazione di biossido di carbonio nell'atmosfera continuerebbe a salire e quindi sarebbe il riscaldamento latente che bisognerebbe arrestare. Diventerebbe poi impossibile porre fine alle iniezioni di zolfo nella stratosfera, anche per un anno o due, senza un immediato salto di temperatura.

Si stima che, se chi controlla il progetto decidesse di fermarsi, l'accumulo dei gas serra potrebbe vedere un rimbalzo del riscaldamento a una velocità 10-20 volte più alta che nel recente passato, un fenomeno che viene visto, apparentemente senza ironia, come il "
problema da interruzione".

Una volta che si iniziasse a manipolare l'atmosfera potremmo essere in trappola, sempre dipendenti da un programma di iniezioni di zolfo nella stratosfera. In tal caso, gli esseri umani non rivedebbero mai più un cielo blu.

Tratto dal blog
i lupi di einstein

Fonte:ourworld.unu.edu, 13 Settembre 2010
Traduzione:Dakota Jones

Educazione, Individualità e Coraggio

L’ideologia propria dei Globalisti del Nuovo Ordine Mondiale è un miscuglio del peggiore Comunismo e del Nazismo, tutti e due frutti sperimentali delle loro paranoie. Il Nazional-Socialismo infatti è stato, in un primo momento, lautamente appoggiato (oramai è un fatto assodato) dai circoli Globalisti Anglosassoni e Statunitensi. Questi due esperimenti sono serviti, oltre che per testare l’applicabilità di questi modelli sociali, per ottenere un sistema di controllo efficiente della popolazione e della situazione geopolitica prima, durante e dopo tali nefaste applicazioni di ingegneria sociale. Questi due sistemi dittatoriali infatti si assomigliano terribilmente. Entrambi avevano come obiettivo la gestione integrale della gioventù e la sostituzione dei genitori naturali con apparati creati ad hoc dallo stato per inculcare la “buona” educazione alla prole novella. Entrambi i regimi disponevano di una rete attiva di propaganda dentro e fuori i loro confini con l’intento di allargare la falsa contrapposizione di queste “diverse” visioni del mondo nei paesi non direttamente coinvolti da questi esperimenti. Le rivoluzioni moderne, da quella francese illuministica in poi, hanno spesso agito per decapitare (letteralmente!) le elite governanti ponendo fine così a linee di sangue ritenute evidentemente di ostacolo per il presente e per il futuro. Un discorso simile, potrebbe essere sicuramente intrapreso a riguardo della eliminazione di molti membri della casata Kennedy negli USA. Anche per l’Olocausto degli Ebrei, oltre che di zingari ed altre minoranze, possiamo ipotizzare un fine similare? Una longa manus gestisce quindi la storia recente provando sempre ad imporre un sistema di controllo e gestione della popolazione con l’intento di selezionare il genere umano ed assoggettarlo ad una struttura piramidale ben organizzata, divisa in caste e governata per finalità non solo oscure ma anche non conoscibili da parte della popolazione. Al vertice, una cupola di eletti ed illuminati, detentori del grande segreto. Oggi la tendenza delle elite globaliste è cambiata solo in apparenza: le imposizioni non si fanno infatti solo attraverso l’uso della forza bruta ma anche in modo assai più subdolo, riuscendo spesso a convincere gli sfruttati della bontà e necessità di queste novità legislative ed organizzative. Quello che abbiamo visto a seguito della presunta diffusione di un virus della cosiddetta influenza suina, potrebbe essere un’avvisaglia di ciò che potrebbe ripetersi presto a seguito di altri, forse differenti come cause, cataclismi. Il potere passerebbe quindi in mano a gruppi di persone non elette che, a causa dell’emergenza, gestirebbero tutti gli aspetti della vita sociale e verrebbe coinvolto l’esercito per controllare punti di raccolta e di trattamento forzato della popolazione. Forse l’influenza suina non è stata così potente come si aspettavano, forse l’umanità, in un sussulto di speranza ed intelligenza, è riuscita a smontare questa minaccia artificiale o forse ha prevalso il semplice istinto (assieme a qualche buon medico) che ci ha suggerito di non prendere i vaccini dalla composizione sconosciuta. La sensazione recente è quella che una selezione dell’umanità sia in atto, non in base a qualità come la forza o come il merito ma in base a qualità umane molto meno convincenti dal punto di vista morale ed estetico: la furbizia, l’arroganza, la posizione sociale (quest’ultima spesso frutto delle due “virtù” appena citate). Le vaccinazioni avrebbero colpito i più deboli ed impauriti, la crisi economica colpirà i più sprovveduti. Per questi motivi è necessario non cedere alla paura ed aprire il proprio cuore agli altri: la generosità, il coraggio e l’altruismo sono le chiavi per scardinare l’idea che i globalisti hanno quando pensano all’umanità futura: una massa di individui disorientati, spietati, malati, avidi ed ignoranti. Dimostriamo loro che l’umanità, per fortuna, è anche altro, ed è di questo altro che loro hanno una paura terribile: li devasta l’idea che l’uomo possa sacrificarsi per i suoi simili con il sorriso sulle labbra. Approfittiamo quindi della loro brutale ed indifferente violenza per crescere spiritualmente e diventare uomini nuovi, aperti, generosi, coraggiosi.

Tratto dal sito Freeskies