"L'uomo è come un pescatore saggio che gettò la rete in mare e la ritirò piena di piccoli pesci. Tra quelli il pescatore saggio scoprì un ottimo pesce grosso. Rigettò tutti gli altri pesci in mare, e poté scegliere il pesce grosso con facilità. Chiunque qui abbia due buone orecchie ascolti!"
* * *
''Non posso non pensare con commozione alle numerose chiese che sono state gravemente danneggiate dal recente terremoto in Emilia Romagna, al fatto che anche il Corpo eucaristico di Cristo, nel tabernacolo, e' rimasto in alcuni casi sotto le macerie''. 

Papa Benedetto XVI nella preghiera dell'Angelus dedicato alla festa del Corpus domini. 

Fonte: Adnkronos, 10/6/2012

Bentornato Medioevo


All'estrema povertà, alle gabelle ed alle persecuzioni ci eravamo già arrivati. Mancava soltanto di rispolverare la figura del diavolo... ma ci ha pensato questa sera, venerdì 18 maggio 2012, il TG2 delle 20:30.

La gran cassa dei media televisivi continua a pompare, proterviamente impegnati nel dare interpretazioni fuorvianti... per telespettatori fresconi.
Non ultima la campagna tesa ad accreditare come pericolosi terroristi, gente disgraziata, disperata e socialmente distrutta da questo vile sistema.

Vedremo, domani, chi avrà il coraggio di contestare questa tv becera che, tra l'altro, pretende di essere sostenuta obbligatoriamente con i soldi dei cittadini italiani.

Ma come è stato possibile far passare un messaggio così tribale, degno del più oscuro dei periodi medioevali: Il diavolo esiste; la sua scaltrezza è quella di far credere che non esiste; tutto quel che accadere di brutto è colpa sua; anche se è vero che ogni cosa è commessa dall'uomo...dietro c'è sempre lui!". 

E poi via con immagini toccanti di possessioni ed esorcismi, con le solite discutibili affermazioni di quel padre Amorth, acclamata star di programmi radio e tv degni della sua propaganda, probabilmente (...e neanche mi disturbo di andare a verificare) mai oggetto delle accreditate indagini "ginecologiche" in uso al CICAP!

Che vergogna.

Sotto shock


Uomini incapaci di pensare che sperano nell’esistenza di una cospirazione segreta che poi, scoprono esistere e farne parte. Tranne poi scoprire di essere stati ingannati e che non si tratta della cospirazione per la quale hanno giurato fedeltà, ma solo di un sistema creato per rimanere incastrati ed al servizio del Grande Fratello.
1984 è un romanzo capolavoro di George Orwell con contenuti di estrema attualità: da una parte è un chiaro monito alle future generazioni riguardo ai rischi di sopraffazioni derivanti dalle ideologie totalitarie, qualunque esse siano; dall’altra, un invito a non perdere la consapevolezza di sé e la propria coscienza. Una esortazione a non smarrire la propria memoria e la propria individualità.
LA GUERRA E’ PACE, LA LIBERTA’ E’ SCHIAVITU’, L’IGNORANZA E’ FORZA; questi sono gli slogan che sintetizzano la struttura di una dittatura ed il modello di società verso la quale stiamo scivolando.
Una società dove non è minimamente possibile immaginare di poter vivere in maniera differente dagli usi e costumi imposti; una società dove non non c’è spazio per l’amore; una società dove non è possibile pensarla diversamente perché, è solo questione di tempo, che arriva qualcuno a sopprimerti.

Il sistema

Un sistema è un sistema, e ci sono sistemi e sistemi; noi come umani non possiamo che svilupparci per influenze. Capito, compreso questo non dobbiamo fare altro che metterci sotto la migliore di queste. Il sistema socio economico in cui viviamo è funzionale ai nostri scopi? Si? Perfetto allora uno rimane con quello che ha, ma se la risposta è no, deve assolutamente cercare un altro sistema, questo perché “matrix”, cioè il mondo in cui viviamo, non è in grado di dirci chi siamo.

Consiglio la lettura degli ultimi post sul sito di Rocco Bruno, the Matrix - una parabola moderna:







Il mistero della resurrezione

Allineati e coperti


Uno, dico, ce ne fosse uno di politico con i controcoglioni(1) che trovi il coraggio di illustrare alla nazione, senza riserve, i veri motivi di questo spudorato attacco alla nostra sovranità.
Una voce irriverente e fuori dal coro che per prima proponga di mandare a fare in culo tutti gli illusi superstiti di questo noiosissimo giro di Monopoli.

(1) Coglioni di proporzioni epiche. Fumanti. Palle quadrate, anzi, cubiche.

Uscire da babilonia


Entro i prossimi due giorni, che vi piaccia o no, la condanna o la salvezza del popolo italiano... e non solo, dipende dalle azioni di quest'uomo.


Game over


TRICHET - Dopo il mercato unico e l'euro come moneta unica, occorre in Europa una vera unione economica, con rigorosa sorveglianza sia delle politiche fiscali che delle politiche per la competitività.

VAN ROMPUY - la crisi può essere superata solo se agiamo insieme e con decisione. questo ci impone di prendere tutte le misure richieste per consolidare i bilanci, ridurre i livelli di debito e preservare la stabilità finanziaria.

MERKEL - La crisi deve essere l'occasione per rafforzare l'Europa e un cambio dei trattati non è da escludere, non è un tabù.

BARROSO - La Commissione Ue e la Bce dopo la crisi hanno chiesto un salto di qualità nella governance economica europea. Quella richiesta oggi sta trovando una risposta. Dobbiamo completare la nostra unione monetaria con una vera unione economica.

VATICANO - Servono un'autorità finanziaria internazionale ed una banca centrale mondiale.

Solionensius

Mangiamo il pianeta come se dopo di noi non dovesse esserci più nessun altro. Ci stupiamo dei maremoti, degli tsunami, delle alluvioni, degli uragani, della siccità e del caldo torrido, dei cambiamenti atmosferici in genere, e non ci rendiamo conto che siamo noi a produrre tutta questa reazione della natura: è la Terra che è viva e sta attuando le sue strategie per liberarsi di un virus. Sembriamo tutti rimbecilliti, incapaci di reagire, assorbiamo le notizie che si susseguono sui media come inerti ebeti. Ci tolgono la dignità, ci fanno sgobbare come bestie, ci rubano la vita e giù - "si, signore", "certo signore", perché hai paura di restare senza soldi. Il denaro sembra essere diventata l'unica necessità, di primaria importanza, come per l'animale il cibo. Ma l'uomo non è solo un animale, è qualcosa di raro, speciale. E non mi rompete le scatole non la stupidaggine che senza denaro non fai nulla. Di quale nulla stiamo parlando? Certo, che il denaro serve finché è questo il sistema nel quale ci dobbiamo muovere, ma può essere cambiato e sta già accadendo. Siamo degli schiavi incalliti, incapaci di sognare un "mondo" diverso da questo. Pensiamo sia l'unico modo di vivere e non solo non è così, ma è anche uno dei peggiori; è stato un passaggio per capire delle cose, ma deve essere superato. Guarda le persone che hanno perso il lavoro, hanno l'opportunità di dire adesso è ora di cambiare stile, di cambiare sistema di vita, di sognare qualcosa di nuovo, e cosa fanno? Vanno in piazza a chiedere ancora una volta occupazione, lavoro, sostegno, assistenza, ovvero ancora schiavitù.

Illusione delle masse

Dal momento in cui viene al mondo l'uomo cessa di essere uomo per divenire cittadino/merce a garanzia del sistema. Di fatto è un vivo prodotto di scambio su cui speculare, con tanto di bolla d'accompagnamento identificativa al seguito. Si fa finta di concedere diritti che naturalmente ha e nessuno potrebbe concedere. Si limita in ogni senso la libertà personale con finti codici e guirisdizioni, sanzioni e risvolti penali. Lo si sottopone illegittimamente alla Giustizia ed ai tribunali, ordini istituiti dai propri affiliati e per ciò stesso effettivamente vincolanti solo per gli aderenti all'ordine medesimo. La giustizia esercitata sulle persone fisiche è un altro secolare inganno ordito per limitare e controllare gli individui che non hanno limiti se non quelli dettati dalla propria coscienza e consapevolezza...

Continua sul blog PiermaFrost: Illusione delle masse

Inganni in rete


"Il Nuovo Ordine Mondiale deve essere adatto ad un mondo che è passato attraverso una crisi distruttiva e ad un'umanità che è stata gravemente sconvolta da questa esperienza. Il Nuovo Ordine Mondiale deve porre le basi per un futuro ordine mondiale, che sarà possibile solo dopo un tempo di recupero, rifacimento e di ricostruzione."
Alice Bailey


L'inganno del "Siamo Stati Creati dagli Alieni"

Apocalisse: l'oscurità che dà luce


L’unico valore di una catastrofe apocalittica è che, nel momento stesso in cui distrugge ogni cosa, ci permette di vedere quegli aspetti del mondo che la nostra società cerca di ignorare, nascondendoli dietro un velo. L’apocalisse è l’oscurità che dà luce.


dal sito Internazionale, una riflessione su Haiti

Il pranzo è servito






Esiste un nesso tra soia ogm ed escherichia coli ?

Da quanto tempo si testa il biocarburante prodotto grazie all'impiego di questi batteri, modificati geneticamente?

Quanto sappiamo in realtà riguardo alla sperimentazione di questa nuova generazione di jet fuels, portata avanti senza troppo clamori e sotto necessarie coperture, che ormai poco hanno a che fare con organismi vegetali: oli usati recuperati, oli e grassi animali provevnienti da scarto alimentare, rifiuti, liquami fognari...

ecco cosa rilasciano sulle nostre teste, ovviamente in nome di accordi globali necessari per la riduzione della CO2!

Il dietrologo cospirazionista



Estratto da Wikipedia: "Teoria del complotto"

Una teoria del complotto (o della cospirazione) è una teoria che attribuisce la causa ultima di un evento o di una catena di eventi (in genere politici, sociali o talvolta anche naturali) ad un complotto o cospirazione. Il termine include un'ampia classe di teorie, che abbracciano una grande varietà di ambiti, con un'ampia gamma di plausibilità, che va da teorie riconosciute attendibili e dimostratesi fondate a teorie estreme ed improbabili, accomunate dall'attribuire un evento all'azione di cospiratori che perseguono fini propri, rimanendo nell'ombra e offrendone spesso una ricostruzione artefatta.
Il termine complottismo viene usato per designare, generalmente in senso dispregiativo, il punto di vista di chi crede alle più svariate teorie alternative in modo ritenuto acritico e fideistico e senza sentire ragioni di sorta, per sottolineare l'aspetto maniacale e paranoico che avrebbe tale atteggiamento mentale. Il termine, come riconoscono gli stessi fautori delle teorie alternative, è tuttavia entrato nell'uso comune.

Dietrologia, cospirazione e teoria del complotto


Dietrologia è un termine coniato in Italia nel 1974, nel linguaggio politico e giornalistico, e indica la ricerca di supposte motivazioni nascoste che sarebbero all'origine di un avvenimento: si presuppone che un evento sia dovuto a cause diverse da quelle manifeste o conosciute, collegabili a trame oscure, presumendo di conoscere e poter rivelare quello che si nasconde "dietro" la facciata ufficiale degli avvenimenti storici. Il punto cardine dei dietrologi è la domanda cui prodest?, "a chi giova" un determinato fatto, sottintendendo l'ipotesi che tale avvenimento potrebbe essere stato provocato ad arte.

La parola "cospirazione" deriva dal latino conspirare ("sperare assieme", "respirare assieme"), e nell'uso contemporaneo indica una situazione dove due o più persone si accordano per compiere un atto illegale o immorale. Le componenti essenziali sono il coinvolgimento di almeno due persone, la segretezza e l'intento malizioso. Gli storici generalmente usano il termine cospirazione per indicare una cospirazione reale e provata o, quanto meno, seriamente plausibile e con alcuni solidi elementi a supporto.
Il termine "teoria del complotto" viene invece usato, in ambito sociologico, per indicare le cospirazioni solo presunte ma non dimostrate da alcunché.

Complottismo

Quando le teorie del complotto combinano elementi "illogici" con la mancanza di prove, ci si riferisce ad esse come ad una forma di complottismo, descrivendo con tale locuzione un punto di vista del mondo che interpreti praticamente tutti i più importanti eventi e le tendenze della storia come il risultato di cospirazioni segrete.
Il termine complottisti può essere usato per indicare persone che credono nelle cospirazioni; gli psicologi fanno notare che una persona che crede ad una teoria del complotto può credere con la stessa facilità anche ad altre teorie del complotto e che ciò accade di norma. Per altro verso, l'idea di complotto colpisce l'immaginazione collettiva, rende apparentemente chiaro - fornendo una spiegazione - ciò che sembra a prima vista incomprensibile, suscita sentimenti contro un nemico comune; è stata quindi usata a più riprese dal potere in carica come strumento di costruzione del consenso.

Le cose sono complicate dal fatto che gruppi o individui potenti possono avere interesse nel cercare di screditare coloro i quali li accusano di crimini reali o immaginari. L'etichetta di "teoria del complotto" è stata utilizzata per squalificare, schernire e denigrare il dissenso politico o sociale, ad esempio quando una potente figura pubblica viene accusata di corruzione.

Nel giustificare la classificazione di una teoria come teoria del complotto, si tende logicamente a sollevare principalmente le seguenti obiezioni alla teoria:

Non è sostenuta da prove sufficienti.

È formulata in modo tale da essere non verificabile.
È complessa in maniera improbabile.

I difensori rispondono puntualizzando che:


Le persone potenti coinvolte nella cospirazione nascondono, distruggono od offuscano le prove.

Gli scettici non sono dotati di una sufficiente apertura mentale.
Gli scettici potrebbero essere politicamente motivati o avere interesse a mantenere lo status quo.

Altro giro di ruota

Maya ed Aztechi conservavano memoria di altri quattro mondi passati che, con l'attuale, definivano "le Cinque Età del Sole".
Ognuna di queste epoche precedenti era retto da un diverso Sole - riferendosi con questo al fatto che era l’atmosfera della Terra a cambiare nel tempo - e dai loro nomi si poteva anche dedurre quale cataclisma avesse posto fine ad ognuna di queste: Acqua, Terremoto, Uragano e Fuoco. L'epoca o il Sole che stiamo vivendo viene indicato dai Maya con il glifo che indica il Movimento che potrebbe rappresentare la fine della nostra epoca a seguito di un forte spostamento dell'asse terrestre.
Dopo ci sarà il sesto Sole e le profezie parlano di un tempo in cui l’umanità diventerà simile agli Dèi.

Un ottimo articolo sulle memorie dei mondi antichi:
Cicli temporali dimenticati

Racconti di Belzebù a suo nipote

"credono a tutto quel che sentono dire invece di credere soltanto a quello che hanno potuto riconoscere direttamente attraverso una giudiziosa riflessione, maturata da un 'dibattito comparativo' fra tutti i dati già immagazzinati in loro..."

"gli esseri aspettano con impazienza l'azione della legge di "Soliunensius" perché grazie ad essa il bisogno di una evoluzione accelerata, nel senso di acquisire progressivamente la Ragione oggettiva, in loro aumenta da solo".


Cos'è un
Soliunensius?

Forma, nome e numero

Le lettere danno forma (significato), nome (sostanza) e numero (leggi) a tutte le cose create, su tutti i livelli.

Il principio di tutto è il pensiero abissale ed essendo pensiero non può che trovarsi all’interno, celato e non manifesto. Il pensiero che si muove e che giunge dove si trova il respiro, diventa parola interna e pur non essendo più celata come il precedente pensiero, rimane ancora segreta. Ma quando il pensiero ed il respiro si diramano, si genera la voce manifesta che è fatta di fuoco, acqua e aria.

E perchè non i russi...



... o gli stessi australiani o giapponesi?



Poco importa avere piena conoscenza dei loro obiettivi. E poco si può ottenere dal web continuando a postare denunce, pur sempre sensate, ma che al massimo potranno divenire sterili interrogazioni politiche fatte da individui in cerca gloria oppure, fonte di poco convincenti programmi televisivi, il cui interesse è solo quello di vendere a buon peso spazi pubblicitari.
Il web è ormai il recinto entro il quale poter starnazzare senza correre eccessivi pericoli, ove essere irruenti ed irriverenti, ove provare a dar senso a concetti come Libertà e Giustizia.
Mentre menti sopraffine e possibilmente elette cedono tutte le loro migliori energie e si spingono verso il collasso... chi si è prefisso di portare avanti progetti in realtà molto meno impegnativi (tutti spiegabili con una sola parola: denaro) avanza fino a prova contraria in modo indisturbato.

Per ultimo, in occasione del sisma del Giappone, una di queste tematiche discusse in rete e che evidentemente inizia a fare maggior presa (per fortuna non è passata quella dei Rettiliani!) inizia ad essere trattata con una certa insistenza anche su stampa, radio e tv. Come a dire, il grande pubblico è pronto e se abbiamo convinto anche i più ragionevoli, figuriamoci quali risultati si possono raggiungere su vasta scala. Vogliamo veramente continuare a credere che tutti, d'un tratto, si sono "risvegliati"?


In realtà, una parte della generazione umana corre spedita verso l'autodistruzione e, purtroppo, semplicemente per raggiungere bieche posizioni di predominio e di controllo.

Se questa insignificante e spregevole unione di anime deviate regna su questa terra è solo grazie alla nostra colpevole distrazione, e c'è seriamente il bisogno di credere che la Creazione, nel suo continuo divenire, ci possa presto aiutare a sbarazzarci di questi esseri spuri, evitandoci ormai futuribili maggiori sofferenze.

La conoscenza unificante



Unificare intuizione e logica, ogni coppia di opposti, i modi di pensare degli emisferi cerebrali per dissolvere ogni dualità

Il gioco volge al termine

1 E GESÙ, essendo uscito, se ne andava fuor del tempio; e i discepoli gli si accostarono, per mostrargli gli edifici del tempio. 2 Ma Gesù disse loro: Non vedete voi tutte queste cose? Io vi dico in verità, che non sarà qui lasciata pietra sopra pietra che non sia diroccata. 3 Poi, essendosi egli posto a sedere sopra il monte degli Ulivi, i discepoli gli si accostarono da parte, dicendo: Dicci, quando avverranno queste cose? e qual sarà il segno della tua venuta, e della fin del mondo?
4 E Gesù, rispondendo, disse loro: Guardatevi che niun vi seduca. 5 Perciocchè molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Io sono il Cristo; e ne sedurranno molti. 6 Or voi udirete guerre, e romori di guerre; guardatevi, non vi turbate; perciocchè conviene che tutte queste cose avvengano; ma non sarà ancor la fine. 7 Perciocchè una gente si leverà contro all'altra; ed un regno contro all'altro; e vi saranno pestilenze, e fami, e tremoti in ogni luogo. 8 Ma tutte queste cose saranno sol principio di dolori. 9 Allora vi metteranno nelle mani altrui, per essere afflitti, e vi uccideranno; e sarete odiati da tutte le genti per lo mio nome. 10 Ed allora molti si scandalezzeranno, e si tradiranno, e odieranno l'un l'altro. 11 E molti falsi profeti sorgeranno, e ne sedurranno molti. 12 E perciocchè l'iniquità sarà moltiplicata, la carità di molti si raffredderà. 13 Ma chi sarà perseverato infino al fine sarà salvato. 14 E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, in testimonianza a tutte le genti; ed allora verrà la fine. 15 QUANDO adunque avrete veduta l'abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta nel luogo santo (chi legge pongavi mente); 16 allora coloro che saranno nella Giudea fuggansene sopra i monti. 17 Chi sarà sopra il tetto della casa non iscenda, per toglier cosa alcuna di casa sua. 18 E chi sarà nella campagna non torni addietro, per toglier la sua vesta. 19 Or guai alle gravide, ed a quelle che latteranno in que' dì! 20 E pregate che la vostra fuga non sia di verno, nè in giorno di sabato; 21 perciocchè allora vi sarà grande afflizione, qual non fu giammai, dal principio del mondo infino ad ora; ed anche giammai più non sarà. 22 E se que' giorni non fossero abbreviati, niuna carne scamperebbe; ma per gli eletti que' giorni saranno abbreviati. 23 ALLORA, se alcuno vi dice: Ecco, il Cristo è qui, o là, nol crediate. 24 Perciocchè falsi cristi, e falsi profeti sorgeranno, e faranno gran segni, e miracoli; talchè sedurrebbero, se fosse possibile, eziandio gli eletti. 25 Ecco, io ve l'ho predetto. Se dunque vi dicono: Ecco, egli è nel deserto, non vi andate; 26 ecco, egli è nelle camerette segrete, nol crediate. 27 Perciocchè, siccome il lampo esce di Levante, ed apparisce fino in Ponente, tale ancora sarà la venuta del Figliuol dell'uomo. 28 Perciocchè dovunque sarà il carname, quivi si accoglieranno le aquile. 29 Ora, subito dopo l'afflizione di quei giorni, il sole scurerà, e la luna non darà il suo splendore, e le stelle caderanno dal cielo, e le potenze de' cieli saranno scrollate. 30 Ed allora apparirà il segno del Figliuol dell'uomo, nel cielo; allora ancora tutte le nazioni della terra faranno cordoglio, e vedranno il Figliuol dell'uomo venir sopra le nuvole del cielo, con potenza, e gran gloria. 31 Ed egli manderà i suoi angeli, con tromba, e gran grido; ed essi raccoglieranno i suoi eletti da' quattro venti, dall'un de' capi del cielo infino all'altro.
32 Ora imparate dal fico questa similitudine: Quando già i suoi rami sono in succhio, e le frondi germogliano, voi sapete che la state è vicina; 33 così ancora voi, quando avrete vedute tutte queste cose, sappiate ch'egli è vicino, in su la porta. 34 Io vi dico in verità, che questa età non passerà, finchè tutte queste cose non sieno avvenute. 35 Il cielo e la terra trapasseranno, ma le mie parole non trapasseranno. 36 MA quant'è a quel giorno, e a quell'ora, niuno la sa, non pur gli angeli de' cieli; ma il mio Padre solo. 37 Ora, come erano i giorni di Noè, così ancora sarà la venuta del Figliuol dell'uomo. 38 Perciocchè, siccome gli uomini erano, a' dì che furono avanti il diluvio, mangiando e bevendo, prendendo e dando mogli, sino al giorno che Noè entrò nell'arca; 39 e non si avvidero di nulla, finchè venne il diluvio e li portò tutti via; così ancora sarà la venuta del Figliuol dell'uomo. 40 Allora due saranno nella campagna; l'uno sarà preso, e l'altro lasciato. 41 Due donne macineranno nel mulino; l'una sarà presa, e l'altra lasciata. 42 Vegliate adunque, perciocchè voi non sapete a qual'ora il vostro Signore verrà. 43 Ma sappiate ciò, che se il padre di famiglia sapesse a qual vigilia della notte il ladro deve venire, egli veglierebbe, e non lascerebbe sconficcar la sua casa. 44 Perciò, voi ancora siate presti; perciocchè, nell'ora che non pensate, il Figliuol dell'uomo verrà. 45 QUALE è pur quel servitor leale, ed avveduto, il quale il suo signore abbia costituito sopra i suoi famigliari, per dar loro il nutrimento al suo tempo? 46 Beato quel servitore, il quale il suo signore, quando egli verrà, troverà facendo così. 47 Io vi dico in verità, ch'egli lo costituirà sopra tutti i suoi beni. 48 Ma, se quel servitore, essendo malvagio, dice nel cuor suo: Il mio signore mette indugio a venire; 49 e prende a battere i suoi conservi, ed a mangiare, ed a bere con gli ubbriachi; 50 il signor di quel servitore verrà, nel giorno ch'egli non l'aspetta, e nell'ora ch'egli non sa; 51 e lo riciderà, e metterà la sua parte con gl'ipocriti. Ivi sarà il pianto, e lo stridor de' denti.

Matteo 24 - Diodati

La cura

«Perché parli loro per mezzo di parabole?”. Rispose Gesù: “Perché a voi è dato conoscere i segreti del Regno dei Cieli, mentre a quelli non è dato. Infatti, a chi ha sarà dato e avrà in abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quel poco che pure ha. Per questo parlo loro per mezzo di parabole: essi guardano senza vedere e ascoltano senza intendere né capire”.
Così si realizza per loro la profezia di Isaia che dice: “Ascolterete ma senza comprendere; guarderete ma senza vedere. Perché la mente di questo popolo si è fatta ottusa; si sono turati gli orecchi e hanno chiuso gli occhi per non dover vedere con gli occhi, udire con le orecchie, capire con la mente e ritornare a me (dice il Signore). Io li avrei guariti!”


Che cos'è uno gnostico

"Allora Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima? Poiché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni.”
Articolo sul blog The matrix

Chi rende visibile ciò che è straniero



"Quanto più tu capisci, tanto più si allarga l'orizzonte di quello che tu non conosci"

Propongo la visione di una serie di corsi con Igor Sibaldi dal titolo "Esegesi".
Il link alla pagina di Anima.TV è relativo alla
prima parte della prima lezione, ma vi sarà facile trovare il seguito.

Il Parto della Vergine - Giuliana Conforto

Intervista del Socrate Group a Giuliana Conforto.
Lo studio di Giuliana Conforto spazia dalla fisica all'ermeneutica, abbiamo trovato molto interessante il suo contributo, sempre memore della parte più saliente del gioco cosmico dell'uomo: la vita.
In questa intervista, infatti, è stata prestata grande attenzione alla differenza fra pensiero e vita. Grazie a questa prospettiva diviene più chiara la relazione dell'uomo nella matrix e della sua funzione di specchio.
Guardarsi allo specchio è come sostiene Giuliana Conforto il periodo che stiamo attraversando, un periodo in cui la materia si trasforma e l'osservazione dell'uomo passa dalla conoscenza alla coscienza.

dal canale Socrate02


Lo Sfidante

Il male secondo René Guénon

Nel 1909, all'età di ventitrè anni, René Guénon diede alle stampe uno scritto intitolato “Il Demiurgo”. Nel testo l'insigne studioso ed esponente della Philosophia perennis, affronta il plurimillenario quesito "Si Deus, unde malum? Si Deus non est, unde Bonum?", rispondendo con logica adamantina ad una domanda abissale, per mezzo di una disquisizione costellata di nozioni universali, quali l'infinito, l'essere ed il non-essere, il manifesto ed il non-manifesto, l'unità ed il molteplice.

L'autore si chiede: "Come dunque ha potuto Dio, se è perfetto, creare degli esseri imperfetti?", "Come ha potuto l'Unità produrre la Dualità?". Nella visione tradizionale che Guénon propugna, richiamandosi soprattutto al "Trattato della conoscenza dello Spirito", di Shankaracharya, la distinzione tra Bene e Male è prerogativa del manifesto. Il Male, dal punto di vista universale, non esiste. Anche gli errori o, meglio, verità relative, sono schegge della Verità totale. La stessa distinzione tra lo Spirito e la materia, tra valori e disvalori, ha senso solo sotto certi riguardi: lo Spirito, che è Trascendenza assoluta, è l'unica vera realtà.

Resta comunque l'onere di chiarire, pur all'interno di un sistema sostanzialmente monista, l'innegabile, sebbene transeunte, presenza del male: Guénon sostiene che il Demiurgo, concepito come creatore dell'universo materiale, non è una potenza esterna all'uomo: "Nel suo principio esso non è che la volontà dell'uomo, in quanto questa compie la distinzione fra il Bene ed il Male. Ma in seguito l'uomo, limitato come essere individuale da quella volontà che è la sua propria, la considera come qualcosa di esteriore a lui e così essa diviene distinta da lui, poiché essa si oppone agli sforzi che egli compie per uscire dal regno in cui si è rinchiuso da sé stesso, l'uomo la vede come una potenza ostile e la chiama Satan o l'Avversario. Osserviamo peraltro che questo Avversario, che abbiamo creato noi stessi e che creiamo in ogni momento - perché ciò non va considerato come avvenuto in un tempo determinato - questo Avversario, dicevamo, non è malvagio in sé stesso, ma è l'insieme soltanto di ciò che è contrario. Da un punto di vista più generale, il Demiurgo, divenuto una potenza distinta e visto come tale, è il Principe di questo mondo di cui si parla nel Vangelo di Giovanni... Il suo regno è visto come il Mondo inferiore."

Decisivo nello svolgimento delle argomentazioni è il richiamo al passo di "Genesi", inerente alla caduta dell'Adam Kadmon, l'Adamo primordiale la cui scissione fu causata da Nahash, l'egoismo o il desiderio di esistenza individuale, un impulso di separazione che spinge l'uomo ad assaggiare il frutto dell'Albero della Scienza del Bene e del Male.

Questo è il succo di un articolo onesto e limpido i cui cardini sono il male come proiezione umana e dualità. Il concetto di male quale oggettivazione lascia un po' perplessi: si ha l'impressione che tale "oggetto" mentale si sia solidificato. La volontà umana genera questa opposizione per identificarsi, per esistere tramite un principium individuationis.

Va osservato che la dualità è idea cruciale: in effetti la radice di "dualità" (di) si riconosce proprio nel termine “diavolo” (greco diabolon da diaballo, separo, divido): il male è dunque scissione, frattura.

Non mi pare molto persuasiva la resa di Nahash con “egoismo” che, invece, tradurrei con “conoscenza”, valore, però, evidenziato da Guénon con il cenno all’Albero della Scienza. I simboli del testo biblico – manca uno sguardo esegetico all’Albero della Vita - sono forse interpretati in modo un po’ parziale, ma la differenza tra Adam Kadmon e l’Adamo successivo coglie il decadimento da una condizione primigenia in cui l’uomo era in armonia con sé stesso e con il Tutto.

La vera origine della caduta resta un enigma che continua a sfidare anche gli intelletti più eccelsi.

Tratto dal blog Zret

Dies natalis del Sol invictus


Nel 336 abbiamo la prima attestazione della celebrazione del giorno del Natale di Gesù al 25 dicembre in coincidenza con il giorno festivo del calendario romano dedicato al dies natalis del Sol invictus. Era ed è il solstizio d’inverno, il momento nel quale le giornate riprendono ad allungarsi e la luce - e, con il suo calore, la vita - lentamente riprende vigore.

La scelta della data cristiana non ha ovviamente nulla a che fare con una precisa conoscenza del giorno natale del Signore, che è sempre stata ignota, non essendoci fornita dai testi neotestamentari.
Piuttosto, per comprendere il motivo di questa decisione, dovremo risalire storicamente fino al culto solare celebrato nell’antica Emesa e trasportato a Roma dagli imperatori romani del III secolo d.C., ma, ancor più, indagare quella straordinaria attitudine del cristianesimo primitivo teso a scorgere le domande che emergevano dalla cultura pagana per illuminarle – è il caso di dirlo – a partire dalla novità del vangelo.

Continua: La scelta del 25 dicembre per celebrare il Natale cristiano: dal dies natalis del Sol invictus, espressione del culto solare di Emesa (e del dio Mitra), alla celebrazione del Cristo, “sole che sorge”
di Andrea Lonardo



Come ogni anno, il sole sta per raggiungere, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di minima declinazione, il cosiddetto solstizio d’inverno. Questa ricorrenza aveva nell’antichità un valore simbolico fortissimo, ormai pressoché perduto nelle moderne società sconsacrate, dove sopravvivono solo usanze inconsapevolmente tramandate ed adattate nel corso dei secoli.

Toccando il punto più basso dell’ellisse compiuta dalla terra nel suo movimento di rivoluzione, il sole dà visivamente l’impressione di sprofondare, di tramontare per non ricomparire più: siamo in effetti nel giorno più corto dell’anno. Ma poi, quasi per miracolo, il sole risale nella volta celeste, tornando vittorioso a risplendere.

Continua: Solstizio d’inverno, simbologie solari e Cristianesimo, di Paolo G.

La verità vi renderà liberi



Video conferenza in 18 parti di Jordan Maxwell

Segreti e tabù della guerra ambientale

In teoria si pensa di essere in democrazia e di poter parlare di qualsiasi argomento, ma in pratica esistono argomenti tabù, ovvero che suscitano reazioni emotive talvolta forti, e favoriscono una sorta di ostracismo ideologico verso chi li tratta. Ad esempio, chi solleva il problema della guerra ambientale, chimica o sismica, suscita reazioni forti, e rischia di passare per credulone, visionario o paranoico.
La cosa risulta assai sorprendente, se si pensa che siamo circondati da mass media (carta stampata e telegiornali) che le sparano sempre più grosse, ma quasi nessuno sembra manifestare una reazione proporzionale alle idiozie sentite.

E allora come mai quando si parla di alcuni argomenti – come lo strapotere di alcuni individui o il controllo criminale attuato da questi – si sollevano voci indignate, come se si stesse toccando un nerbo scoperto? Quelle stesse persone che digeriscono tutte le idiozie di regime, chiedono conto, – prove inoppugnabili o resoconti dettagliati- quando qualcuno solleva questioni non trattate altrove. Certo è più facile rivoltarsi contro un qualsiasi blogger indipendente che chiedere conto al regime.

Molte persone preferiscono credere che l’attuale sistema sia loro favorevole, che sia guidato da persone autorevoli a servizio di tutti, piuttosto che aprire gli occhi e vedere che non è così.

Non si tratta di avercela con qualcuno perché tutti noi vorremmo credere che le nostre autorità sono autorevoli e oneste, ma crederlo quando ciò non corrisponde a verità ci espone a pericoli e a conseguenze negative per tutti.

Molti, per credere anche a cose ormai evidenti, hanno bisogno che vengano trattate a “Porta a Porta” o a “Superquark”.

Chi riesce ad oltrepassare la truffa e a vedere la realtà quale essa è si accorge che sono davvero molte le cose sconcertanti e agghiaccianti, degne della mente del più feroce nazista. Quando si aprono gli occhi si capisce che i nazisti non sono stati tutti tedeschi e sostenitori del regime di Hitler.

I nazisti che oggi dominano sono molto più pericolosi di quelli della Germania di Hitler perché hanno nelle loro mani una tecnologia assai sofisticata, in grado di operare con una distruttività inaudita, facendo poi credere che le azioni distruttive non abbiano responsabilità umane.
Gli “esperti” di regime, ovvero gli scienziati che si sono sottomessi al potere, fanno passare per visionario chi solleva questioni scottanti che riguardano le capacità oggi esistenti di operare manipolazioni ambientali per provocare malattie e morte.


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Il Futuro stà per essere scritto ora


L'Establishment si stà battendo per restare in vita mentre il globo raggiunge un punto critico nella storia


Avvertendo l'aumento sensibile delle fonti di informazione alternative, il governo si stà muovendo per tassare i siti web di informazioni, nel tentativo di soffocare la concorrenza (...)


I media online e i siti web di informazioni sono diventati il fornitore dominante di informazioni. Per questo motivo la Cina ha bloccato gran parte di internet ai propri cittadini, cercando di mantenere il controllo. Secondo lo scrittore e "critico del web" Andrew Keen, in tutto il mondo l'internet del futuro sarà monitorato dai "gatekeepers" che verificheranno l'accuratezza delle informazioni postate nel web.

(...) i cittadini giornalisti sono diventati abbondanti in America nell' ultimo decennio (...) questo fenomeno ha indebolito il potere di controllo dei media nell'influenzare e modellare la realtà, così come il potere dei politici di controllare la loro esposizione attraverso tali media.


Il consenso attuale tra l'intellighenzia di governo - per esempio
Cass Sustein, lo Zar della regolamentazione di Obama - è che, nella nuova era dei media, l'informazione debba essere filtrata. Le "Teorie del complotto" stanno diventando troppo prolifiche, e una elite intellettuale deve guidare la società verso il "modo giusto" di pensare.

Questo tipo di ingegneria sociale è la filosofia trainante dietro molte delle iniziative in corso provenienti dalla Casa Bianca di Obama.


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La mente crea i fantasmi che vorrebbero imprigionarci nel dolore

La mente con le sue svariate dinamiche, nel pensiero filosofico occidentale, è stata decisamente sopravvalutata, al punto da divenire quasi il sinonimo dell’io e da prendere il posto del concetto, molto più ampio e comprensivo, di anima.

E allora diciamolo forte e chiaro: la mente è solo una parte dell’io; generalmente la più petulante, la più stupida, la più aggressiva: quella che ci vorrebbe sottomettere alla sua logica perversa, a scapito del nostro stesso bene, di cui nulla le importa.

Il male probabilmente più diffuso della nostra società, la depressione, è un prodotto della mente e dei suoi fantasmi; e così lo sono l’ansia, l’aggressività, l’insicurezza, la paura, la brama, la frustrazione ed il senso di inadeguatezza, con tutto il loro inevitabile corollario di malesseri e di malattie del corpo.

Noi non stiamo bene con il nostro corpo, quando il nostro corpo non va d’accordo con la mente; o meglio: quando la nostra anima subisce la dittatura della mente: dittatura implacabile, ferrea, che tende a reiterare sempre le stesse dinamiche ossessive, delle quali si alimenta.

Ogni qualvolta noi ci fissiamo su un’idea negativa, cadiamo vittime del ricatto della mente, della prepotenza della mente; anche se lo abbiamo fatto chissà quanti anni prima, magari nell’infanzia, allorché la nostra mente si è persuasa di una nostra incapacità, o di un nostro difetto o di una nostra colpa, presto o tardi essa ci presenterà il conto.

E sarà un conto salatissimo.

Perciò, a dispetto del ricatto cui la mente incessantemente tenta di sottoporci, bisogna aver chiaro che non esistono colpe che non possano essere perdonate, che noi non possiamo perdonare a noi stessi; tanto più che la nostra mente tende a incolparci di qualsiasi cosa, instillando in noi l’idea che una enorme responsabilità grava sulle nostre spalle e che, se non saremo all’altezza di portarla, per causa nostra avverranno chissà quali disastri.

La mente tenta di ipnotizzarci, caricandoci di sensi di colpa verso noi stessi e verso gli altri; poi, quando siamo ipnotizzati a dovere, ci schiaccia sotto il loro peso e suscita in noi una reazione di rifiuto, che aggrava ulteriormente il nostro malessere: perché non è negando il dolore che potremo uscirne, ma accettando gli stati dell’essere che stiamo via via attraversando.

Questo non significa che non esistano responsabilità di alcun tipo o che non esistano, in assoluto, anche delle colpe.

Esistono responsabilità ed esistono colpe; ma le responsabilità, il più delle volte, non sono così enormi come la mente vorrebbe farci credere, per poterci meglio tenere in suo potere; e le colpe non sono così imperdonabili come essa, per la stessa ragione, vorrebbe renderci persuasi: esiste una legge cosmica di interazione fra tutti gli enti, per cui il nostro agire non è mai così assoluto, così determinante come siamo propensi a credere, né in male né in bene.

Le cose accadono quando esistono delle ragioni a ciò sufficienti: e questa, che a tutta prima potrebbe sembrare una autentica banalità filosofica, è, viceversa, una delle più alte forme di consapevolezza cui un essere umano sia in grado di pervenire.

La conseguenza più diretta di tale legge universale è che, quando noi ci incolpiamo o ci vantiamo per aver provocato il tale o il talaltro evento, stiamo decisamente esagerando sia la nostra colpa, che il nostro merito.

Di fatto, noi non potremmo determinare un bel nulla, se non esistessero innumerevoli altre circostanze che rendono possibile l’effetto delle nostre azioni, sia in senso positivo che in senso negativo.

Noi non siano così importanti come crediamo di essere, anche se importante è la nostra fedeltà a un sistema di valori ben preciso; in altre parole, quello che conta non è tanto l’esito del nostro agire, ma le motivazioni di esso.

La pratica della meditazione, in effetti, altro non è che il modo dell’essere di cui si serve l’anima per liberarsi dalla dura tirannia della mente; per lasciar cadere i pensieri ad uno ad uno, mostrandone il carattere illusorio, finché non rimane altro che una grande pace.

La mente è sempre irrequieta e turbolenta; non concede tregua, non conosce respiro; Dante lo aveva magnificamente compreso e descritto con mirabile concisione in quel passo della «Divina Commedia» («Purgatorio», V, 16-18):

«ché sempre l’uomo in cui pensier rampolla

sovra pensier, da sé dilunga il segno,

perché la foga l’un dell’altro insolla».

Non bisogna ascoltare tutto quello che essa dice; non bisogna subire il suo ricatto, né lasciarsi schiavizzare dalla sua prepotenza.

La filosofia orientale si era già accorta della natura illusoria e prevaricatrice della mente nell’economia della vita interiore, e ne aveva delineato un quadro di straordinaria chiarezza, molto prima che in Occidente – tutti assorti a celebrare le lodi del Logos razionale – si sospettasse anche solo alla lontana qualcosa del genere.

Nell’immortale poema della spiritualità indiana, la «Bhagavad-Gita», Arjuna risponde a Krsna, che gli aveva delineato lo splendore incommensurabile della dottrina Yoga (cap. 6, 33-34; traduzione di Bhaktivedanta Swami Prabhupada):

«O Madhusudana, non vedo come io possa mettere in pratica questo Yoga che tu hai brevemente descritto, poiché la mente è agitata e instabile. La mente, o Krsna, è agitata, turbolenta, ostinata e molto forte; dominarla mi sembra più difficile che controllare il vento».

Al che il dio Krsna, nella sua ineffabile calma luminosa, pazientemente risponde al suo sgomento discepolo (idem, 6, 35-36):

«O Arjuna dalle braccia potenti, è certamente difficile domare questa mente agitata, tuttavia è possibile, o figlio di Kunti, con una pratica costante e col distacco. Per chi non ha il controllo della mente, la realizzazione spirituale sarà un’impresa difficile. Ma per colui che domina la mente e si sforza nel modo giusto, il successo è sicuro. Questa è la mia opinione».

Difficile, dunque, ma non impossibile; e, in ogni modo, meno difficile di quel che può sembrare a prima vista, se ci si applica con diligenza e, soprattutto, se vi vede con chiarezza quali sono le astuzie di cui la mente si serve per tenerci soggiogati in suo potere e in che cosa consiste la posta in gioco: cioè non solo la liberazione dell’anima dai turbamenti della mente, ma anche il raggiungimento dell’unione con l’Essere e la realizzazione del divino che è in noi, con il senso di appagamento e di pace che ne deriva.

L’anima nostra, infatti, è inquieta e turbolenta perché anela a trascendere se stessa, ma non ne è consapevole; oppure, se lo diviene, perché non vede gli strumenti e le vie a ciò adatti: e non v’è angoscia più insopportabile della costrizione, per l’anima umana, che quella di consumarsi e logorarsi nell’orizzonte del finito e del contingente.

Questo è stato il grande peccato delle filosofie moderne: aver voluto negare che il bisogno di trascendenza è costitutivo dell’anima umana, è una sua struttura ontologica.

Infatti, per individuare la via della liberazione dai continui turbamenti della mente, che cerca di spaventarci e di respingerci con i fantasmi che incessantemente evoca, è necessario raggiungere la consapevolezza che noi non siamo frammenti di realtà scaraventati a caso nel mondo, ma che siamo manifestazioni della potenza divina che pervade tutto l’universo; e che il nostro vero tormento nasce dall’illusione di crederci separati dall’Assoluto.

Solo quando si sia ben compreso che la nostra anima è parte dell’anima universale; che noi siamo parte dell’Essere e che il nostro destino e il nostro compimento, così come la ragione della nostra chiamata, consistono nel farvi ritorno con tutta la pienezza e la gioia di cui essa è suscettibile: solo allora potremo incominciare il percorso della liberazione.

Perciò la meditazione è una tecnica che aiuta la coscienza a liberarsi dalle lusinghe e dalle minacce continue della mente, ma non va assolutizzata: è lo strumento, non il fine da raggiungere; e ogni strumento va usato con intelligenza e senso pratico.

Ad ogni modo, bisogna tener presente che la mente, lasciata libera di imperversare nella nostra anima, finisce per diventare un nemico insidioso, che non può essere affrontato frontalmente, ma con astuzia proporzionata alla sua.

Quando un pensiero molesto, ossessivo, colpevolizzante, ci assale, quello che bisogna evitare è sia di rifiutarlo, fingendo che non esista, sia tentare di resistergli, facendo argine, per così dire, contro di esso.

Il primo atteggiamento fa sì che esso scompaia solo apparentemente; in realtà, si appiatta nel fondo dell’anima, in qualche oscuro recesso, pronto a riemergere con forza raddoppiata quando noi saremo più deboli – magari a distanza di anni o decenni.

Il secondo, paradossalmente, fa sì che quel pensiero si alimenti incessantemente proprio delle energie psichiche con le quali noi cerchiamo di tenerlo a bada e di contrastarlo: perché, combattendolo, altro non facciamo che aumentare la sua forza e renderlo ancor più signore della nostra anima martoriata.

No: la giusta strategia che si deve adottare non consiste né nel fuggire, né nel resistere; ma nel lasciare che esso attraversi la nostra consapevolezza e, poi, accompagnarlo al di là di essa, come un ospite sgradito che non si può né cacciare, né sopraffare, ma che bisogna lasciar passare, senza offrirgli alcun punto d’appoggio, alcun pretesto perché possa trattenersi più a lungo dello stretto necessario.

In un certo senso, questo concetto si avvicina a quello di «cavalcare la tigre» caro agli esoteristi: quando la tigre si lancia all’attacco, non è possibile salvarsi volgendole le spalle con la fuga, né affrontarla a mani nude in una impari lotta. Bisogna essere, invece, così abili e coraggiosi da saltarle in groppa e lasciarsi portare da essa dove vuole, fino a che la belva incomincerà a stancarsi e a perdere molto del suo slancio; e solo allora sarà possibile domarla.

Perciò, nel combattere le ossessioni della mente, la forza di volontà non basta; anzi, essa finisce per diventare il loro migliore alleato e per combattere contro di noi. Immaginiamoci un uomo il quale, perseguitato dal ricordo di un evento passato, si imponga di non pensarci: più se lo impone, e più la sua anima rimarrà prigioniera del cerchio stregato di quello.

Per liberarsi di quel pensiero, bisogna accettarlo e lasciare che attraversi la nostra consapevolezza; per quanto doloroso ciò possa essere, è l’unica strategia vincente, capace di strappare alla belva della mente gli artigli con i quali vorrebbe dilaniarci all’infinito.

Una volta che si sia riusciti a fare questo, ci si accorgerà che la mente, una volta domata, può divenire una nostra preziosa alleata: ma solo dopo che le avremo fatto sentire, con la forza delle redini e del morso, chi sia il più forte, tra essa e noi.

L’importante è ricordare che noi non siamo mai soli e che, quando il nostro coraggio vacilla, c’è una forza divina che è sempre pronta ad assisterci, a rincuorarci e a moltiplicare le nostre risorse, se solo noi sappiamo aprirci ad accogliere il suo benefico influsso.

In fondo, si tratta solo di abbandonare la superbia dell’ente che si crede autosufficiente e riconoscere che, come parte dell’Essere, noi possiamo tutto; mentre, come individui isolati, non possiamo fare proprio nulla.

Estratto da Stampa Libera

Articolo di Francesco Lamendola – 10/12/2010
Fonte: Arianna Editrice

Taos Hum

Fenomeni perversi...

"I cristiani dovranno essere consapevoli anche di ricercare con i musulmani un'intesa su come contrastare quegli aspetti che, al pari dell'estremismo, minacciano la società. Mi riferisco all'ateismo, al materialismo e al relativismo. Cristiani, musulmani ed ebrei possono lavorare per raggiungere questo comune obiettivo.Credo che occorra un nuovo umanesimo per contrastare questi fenomeni perversi". - Franco Frattini, Ministro della Repubblica Italiana.

Dal caos un nuovo ordine sulla Rete

Lawrence Lessig aveva predetto che «sta per accadere una specie di 11 settembre di internet», un evento che catalizzerà una radicale modifica delle norme che regolano la Rete. Lessig rivelava che il governo USA, così come aveva già pronto il Patriot Act ben prima dell’11 settembre, aveva già «un Patriot Act per la Rete dentro qualche cassetto, in attesa di un qualunque considerevole evento da usare come pretesto per cambiare radicalmente il modo in cui funziona internet». Così come George W. Bush, anche Obama sta facendo di tutto per avere, oltre alla valigetta nucleare, anche i bottoni per spegnere il web.

Leggi l'articolo completo I quattro imprinting di Wikileaks
di Pino Cabras

La Verità è logica e perfettibile

Dal sito Istituto di Ricerca della Coscienza, un estratto da Presunti scritti inediti attribuiti a padre Ernesto Balducci.

Effettivamente c’è un gran fiorire di fonti che parlano di trascendenza, che danno messaggi e via dicendo. Allora, come si può capire se si è presenza di qualcosa di autentico o meno?
Davanti a una fonte che parla di verità trascendentali, prima di tutto si deve ignorare la firma di ciò che viene detto, si deve, cioè, non conoscere, non sapere chi è l’autore dei messaggi e dei discorsi che vengono offerti e che si stanno studiando.
Questo è importantissimo, perché, se i contenuti sono validi, sono validi in se stessi e non per il motivo che qualcuno influente li abbia espressi. Se ci lasciamo suggestionare dal fatto che una determinata verità l’ha detta il Maestro tale, il filosofo talaltro o il Santo che sta sopra e così via, siamo portati a dar credito a ciò che non possiamo verificare.

E se è indubbio che le verità trascendentali non si possono verificare, è però altresì vero che la verità è essenzialmente ed estremamente logica, per cui chi segue una verità che non trova riscontro nella realtà fisica immediata, ha tuttavia il conforto di sapere che tale verità, non sottoponibile alla luce del giorno, può essere esaminata dalla propria ragione.
E, quando un individuo ha compreso, non rimane turbato se altri lo contraddice: rimane sereno nella propria verità.
Riconoscendo che esiste una evoluzione, non solo una evoluzione che riguarda il piano fisico, la materia, la forma, le razze… ma una evoluzione spirituale, si può ragionevolmente capire che fino a che l’uomo, l’individuo non è pronto, non può ricevere certe conoscenze, non può averle.

Non si deve, però, pensare a una sorta di privilegio: ogni essere ha gli stessi diritti
dell’altro e, se a un dato momento uno ottiene la possibilità di sapere verità che l’altro ancora non conosce, non è perché l’altro ne sia escluso, ma perché si esclude da solo, si esclude nel senso che ancora non ha interesse per quelle verità.
Quando, invece, una persona si dedica allo studio di taluni argomenti e apprende certe verità, non è perché ne sia degna, ma perché ne sente il bisogno, perché è giunto per lei il momento in cui tali verità le servono per progredire ulteriormente.

A coloro, poi, che non avvertono simili attrattive, quelle verità si scopriranno, comunque, in seguito, non appena la maturazione interiore da essi raggiunta lo esigerà: ciascuno riceve quel che può ricevere, secondo le sue capacità e il suo intimo grado evolutivo.
Inoltre, non si deve mai dimenticare che le verità, anche le più elevate, da qualunque fonte provengano, hanno sempre un carattere progressivo, perfettibile.
La critica è, dunque, necessaria, ma prima ancora è indispensabile il discernimento e la comprensione, senza dei quali non si aprirebbe la strada a ulteriori illuminazioni e superamenti.