"L'uomo è come un pescatore saggio che gettò la rete in mare e la ritirò piena di piccoli pesci. Tra quelli il pescatore saggio scoprì un ottimo pesce grosso. Rigettò tutti gli altri pesci in mare, e poté scegliere il pesce grosso con facilità. Chiunque qui abbia due buone orecchie ascolti!"
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La cospirazione di Cristo - 1^ parte

La storia del credo religioso sulla terra è lunga e varia, con concetti, dottrine e rituali di tutti i tipi destinati a propiziare e pregare un numero indefinito di dei e dee. Anche se molte persone credono che la religione sia una cosa buona e necessaria, nessuna ideologia divide più della religione, che lacera l’umanità in vari modi per mezzo di un estremo razzismo, sessismo ed anche specismo. Di fatto, la religione dipende dalla divisione perché richiede un nemico, che sia terreno o in un’altra dimensione. La religione impone l’idea che alcune persone siano speciali o scelte, mentre altre siano immorali e cattive, e troppo spesso insiste che sia dovere degli “eletti” distruggere gli altri. Una religione organizzata dà un volto al divino stesso che è settario, sessista e razzista, raffigurando, ad esempio, un dio maschio di una particolare etnia. Il risultato è che, lungo i secoli, l’umanità è diventata completamente divisa tra se stessa e scollegata dalla natura e dalla vita circostante, tanto che si trova sull’orlo del caos.
Sono stati causati più orrori nel nome di Dio e della religione di quanti si possano raccontare, ma si possono fornire alcuni esempi, come anche un accertamento di come funzioni la religione:

I fuochi di Moloch in Siria, le crudeli mutilazioni in nome di Astante, Cibele, Jehovah; le barbarie dei Torturatori imperiali Pagani; i tormenti ancora più grossolani che i Cristiani Romano-Gotici ammassarono sui loro fratelli uomini in Italia e in Spagna; le crudeltà diaboliche a cui la Svizzera, la Francia, l’Olanda, l’Inghilterra, la Scozia, l’Irlanda, l’America sono state testimoni, non sono troppo potenti per avvisare l’uomo dei mali indicibili che derivano da sbagli ed errori in materia di religione, e specialmente dall’investire il Dio dell’Amore di passioni crudeli e vendicative dell’umanità in errore, e fare in modo che il sangue abbia un dolce aroma per le sue narici, e lamenti di agonia deliziosi per le sue orecchie. L’uomo non ha mai avuto il diritto di usurpare la prerogativa di Dio non esercitata, e condannare e punire un altro per il suo credo. Nati in una terra protestante, noi siamo di quella fede. Se avessimo aperto i nostri occhi alla luce sotto le ombre di S. Pietro in Roma, noi avremmo dovuto essere Cattolici devoti; se nati in un quartiere Giudaico di Aleppo, avremmo dovuto condannare Cristo come un impostore; in Costantinopoli, avremmo dovuto gridare “Allah il Allah, Dio è grande e Maometto è il suo profeta!” Nascita, località ed educazione ci danno la nostra fede. Pochi credono in qualche religione perché essi hanno esaminato le prove della sua autenticità, e allestito un giudizio formale, dopo aver pesato la testimonianza. Non un solo uomo su centomila conosce qualche cosa sulle prove della sua fede. Noi crediamo quello che ci viene insegnato; e i più fanatici sono quelli che conoscono meno sulle prove sulle quali è basata la loro fede.

Persino oggi, quando l’umanità ama fingere di essersi evoluta, si portano avanti battaglie per tutto il mondo su di chi sia il Dio più grande e migliore, e fanatici religiosi innumerevoli di fedi, invocano e ricevono ripetutamente il sangue dei “non credenti” ed “infedeli”. Poche religioni di una qualche antichità hanno passato indenni attraverso innumerevoli bagni di sangue, e, mentre l’Islam è attualmente la fonte di molta paura nel mondo oggi, il Cristianesimo è di gran lunga il più sanguinario nella storia:

… il più breve sguardo alla storia delle chiese Cristiane – gli orribili rancori e vendette del clero e delle sette l’una contro l’altra nel quarto e quinto secolo DC, le crociate per la caccia all’eresia a Beziers ed in altri luoghi e il massacro degli Albigesi nel dodicesimo e tredicesimo secolo, le orribili guerre spinte dalla scienza e benedette dai vescovi del ventesimo secolo – orrori altrettanto grandi di qualsiasi di quelli che noi possiamo attribuire agli Aztechi o ai Babilonesi – ci devono concedere una pausa.

I difensori sostengono che il Cristianesimo fece finire il sacrificio umano. Questo può essere vero, ma per fare questo, esso ha dovuto sacrificare milioni di umani. I Cristiani sostengono anche che il Cristianesimo fece terminare la schiavitù, una affermazione che non è vera, poiché, non solo i Cristiani praticarono ampiamente la schiavitù, ma la stessa ideologia serve come oppressione e schiavizzazione dell’anima: “Credete o andate all’inferno. Sottomettete la vostra volontà a Dio o soffrite eternamente”. Come riferisce Barbara Walker, “L’antropologo Jules Henry disse, ‘La religione organizzata, che immagina di essere la madre della compassione, lungo tempo fa ha perso il proprio diritto per aver dato il proprio supporto organizzato alla crudeltà organizzata.’”.
Per deviare dalle proprie spalle l’orribile colpa della loro fede, i religionisti hanno indicato ideologie supposte laiche come il Comunismo ed il Nazismo come oppressori e assassini del popolo. Comunque, pochi si rendono conto o riconoscono che gli originatori del Comunismo erano Giudei (Marx, Lenin, Hess, Trotsky) e che i capi più apertamente violenti di ambedue i movimenti sanguinari erano Cattolici Romani (Hitler, Mussolini, Franco) o Cristiani Ortodossi dell’Est (Stalin), ideologie dispotiche ed intolleranti che fanno nascere dittatori fascisti. In altre parole, questi movimenti non erano “ateistici”, come sostengono i religionisti. In verità, Hitler si proclamò un “Cristiano” e combattente per “il proprio Signore e Salvatore”, usando la famosa scena del tempio con Gesù che scaccia il “covo di vipere e mercanti” come motivazione per le sue azioni malvage. Hitler disse:

Non è di alcuna importanza se il Giudeo individualmente sia o no decente. Egli possiede certe caratteristiche dategli dalla natura, ed egli non può mai liberarsi di tali caratteristiche. Il Giudeo è dannoso per noi … Il mio modo di sentire come Cristiano mi guida ad essere un combattente per il mio Signore e Salvatore. Mi conduce ad essere l’uomo che, un tempo solitario e con solo pochi seguaci, riconobbe i Giudei per quello che erano, e fece appello agli uomini per combattere contro di loro … Come Cristiano, io devo qualcosa al mio popolo.

Hitler ha anche fatto notare ad uno dei suoi generali: “io ora come in precedenza sono un Cattolico e resterò sempre tale”. Se Hitler fosse o meno un “vero” Cristiano è discutibile, poiché, a quanto si dice, egli ha anche considerato il Cristianesimo una invenzione Giudaica e parte del complotto per il dominio del mondo. In aggiunta, la nonna paterna di Hitler era notoriamente Giudea. Ma Hitler stesso fu allevato come Cattolico Romano, ed egli fu impressionato moltissimo dal potere della gerarchia della Chiesa. Egli la assecondò e usò questa e la religione come un’arma. Durante tutto il suo regime, Hitler lavorò strettamente con la Chiesa Cattolica, sopprimendo migliaia di azioni legali contro di essa e scambiando grandi somme di danaro con essa. In aggiunta, migliaia di Nazisti più tardi ricevettero libero passaggio dal Vaticano, come anche da agenzie governative multinazionali, verso numerose località incluso il Nord ed il Sud America, lungo la linea di fuga dalla Germania attraverso la Svizzera e l’Italia.
In realtà, Hitler stava solo costruendo su una lunga linea di imputazioni contro i Giudei come “Uccisori di Cristo”, un’accusa usata numerose volte lungo i secoli ogni volta che la Chiesa Cattolica voleva tenere un pogrom contro i Giudei comuni ed impossessarsi delle loro proprietà. Gli eventi della Seconda Guerra Mondiale, infatti, furono il culminare raccapricciante di una politica vecchia di secoli, iniziata dalla Chiesa e continuata da Martin Lutero, come era ben noto a Hitler. Veramente, Hitler fu abbracciato come uno strumento Cristiano, come riferisce Walker:
L’ascesa della Germania di Hitler fornisce un caso interessante sull’argomento, mostrando un nazione spazzata da sentimento militaristico accoppiato con un senso di missione divina. Le chiese accettarono lo spirito guerrafondaio di Hitler con gioia religiosa. Nell’Aprile 1937, una organizzazione Cristiana nella Renania passò una delibera per la quale la parola di Hitler era la parola di Dio e possedeva “autorità divina”. Il ministro del Reich per gli affari della Chiesa, Hans Kerr, annunciò: “E’ sorta una nuova autorità in relazione a cosa sono realmente Cristo e il Cristianesimo - che è Adolf Hitler. Adolf Hitler … è il vero Spirito Santo”. E così i pii gli diedero la loro benedizione, e le Chiese gli diedero quella di Dio.

Ma Hitler ed il comportamento della chiesa non fu un’aberrazione nella storia del Cristianesimo, poiché fin dal suo inizio, la religione fu intollerante, zelante e violenta, con i suoi aderenti dediti al terrorismo. Per esempio, mentre benediceva i costruttori di pace ed esortava l’amore ed il perdono dei nemici e dei peccatori, il “gentile Gesù” paradossalmente dichiara anche:

Non pensate che io sia venuto per portare la pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada: Perché io sono venuto per mettere l’uomo contro suo padre, e una figlia contro sua madre, e una nuora contro la propria suocera; e il nemico di una persona saranno i sui familiari. (Mt. 10:34)

Gesù afferma ancora che “nazione sorgerà contro nazione, e regno contro regno”; così, con poche frasi, Gesù ha seminato divisione estrema, sedizione e inimicizia ovunque viene promulgato il Cristianesimo. Esortando così i propri seguaci alla violenza, comunque, Gesù stesso stava costruendo su un pensiero Giudaico vecchio di secoli che chiamava allo “sterminio” dei non-Giudei, cioè, “non credenti”, nel modo di dire Cristiano. Come un esempio di questo fanatismo Giudeo-Cristiano, l’apostolo Paolo era un zelota violento che, come Giudeo, prima perseguitò i Cristiani e come Cristiano successivamente terrorizzò i Pagani. Come dice Joseph Wheless in Forgery in Christianity:

E (Paolo), il tergiversante respiratore di strage persecutore dei primi Cristiani a pagamento, ora si trasformò per profitto nel loro principale apostolo di persecuzione, pronuncia ripetutamente l’anatema del nuovo ordine religioso contro tutti i dissenzienti dalle sue dottrine e dogmi superstiziosi e tortuosi, tutti questi “che io ho consegnato a Satana” (1 Tim. i, 20), come scrive e consiglia al suo aiutante Timoteo. Egli lancia questa domanda ai derisori Giudei: “Colui che ha disprezzato la legge di Mosè morì senza misericordia ….: di una punizione quanto più dolorosa, voi supponete, sarà stimato degno, colui che ha calpestato sotto il piede il Figlio di Dio? (Eb. x, 28, 29). Tutti questi, “sono proposti come esempio, soffrendo la vendetta del fuoco eterno” (Giuda 7) ; “che possano essere tutti dannati quelli che non hanno creduto nella verità” (2 Tess. ii, 12); e anche “colui che ha dubitato è dannato” (Rom. xiv, 23). Questo Paolo, che con tale presunzione bigotta “commina dannazione per tutto il territorio su tutti coloro che egli ritiene il nemico” dei suoi dogmi, si vede per la prima volta “che consente alla morte” del primo martire Stefano (Atti ix, 1); poi egli infuria per il paese “spirando minacce e morte contro i discepoli del Signore” (Atti ix, 1), i nuovi convertiti alla nuova fede. Quindi, quando egli improvvisamente professò lui stesso la propria miracolosa “conversione”, i suoi vecchi padroni si rivoltarono contro di lui e cercarono di ucciderlo, ed egli per salvarsi fuggì da quegli stessi discepoli, con loro grande allarme (Atti ix, 23-26), e immediatamente cominciò a deridere e minacciare tutti quelli che ora non volevano credere alle sue nuove prediche. A Elima, che “si oppose a loro (a Paolo e Barnaba)”, l’animoso nuovo dogmatista “fissò gli occhi su di lui” e così lo attaccò con veemenza con vituperazioni gonfiate: “O pieno di tutte le sottigliezze e tutte le malignità, tu figlio del diavolo, tu nemico di ogni rettitudine, non smetterai di distorcere le giuste vie del Signore?” (Atti xiii, 8-10). Persino il “mite e amorevole Gesù” viene citato dare l’ammonizione fatale: “Temete colui che è capace di distruggere sia l’anima che il corpo nell’inferno” (Matt. x, 28) – qui inventato per la prima volta e minacciato da Gesù il Cristo stesso, come terrore aggiunto sulla fede. Paolo culmina il terrore: ‘E’ una cosa spaventosa cadere nelle mani del Dio vivente’ (Ebr. x, 31)”.

Il mito del Martirio di Massa:
Insieme con la favola che il Cristianesimo cominciò con un “Principe della Pace” viene anche il mito che i primi Cristiani erano miti “agnelli” offerti in sacrificio in gran numero come “martiri della fede” dai diabolici Romani. Il mito del martirio inizia con il supposto passo dello storico Romano Tacito nel quale egli criticò aspramente Nerone per l’uccisione di una “gran moltitudine” di Cristiani in Roma nel 64 DC; comunque, questo passo è una falsificazione, una delle molte fatte dai cospiratori nelle opere degli autori antichi, e c’è scarsa evidenza di tale persecuzione sia sotto Nerone che sotto Domiziano, notoriamente indicato come persecutore dei Cristiani. Come dice GA Wells in Did Jesus Exist?:

… il riferimento Cristiano alla persecuzione sotto Nerone non ambiguo più antico è un’affermazione fatta da Melito, vescovo di Sardi, intorno al 170 DC. Sarebbe sorprendente se “una grande moltitudine” di Cristiani fossero vissuti in Roma così presto come il 64 DC… Si ammette che l’evidenza della persecuzione sotto Domiziano sia veramente molto scarsa.

Le persecuzioni che i Cristiani subirono non furono tanto rozze quanto raffigurato dai propagandisti né in numero né in asprezza:

Queste punizioni [dei Cristiani] mancavano la finalità pubblica di pena di morte: fino al 180 nessun governatore in Africa era noto per aver messo a morte un Cristiano. Alla fine degli anni 240, Origene insistette con raro candore che “pochi” Cristiani erano morti per la fede…. Essi erano “facilmente contabili”, disse.

E, come afferma l’editore di The History of the Church di Eusebio:

Di fatto, fino alla persecuzione sotto l’imperatore Decio (250-51) non c’era stata alcuna persecuzione di Cristiani ordinata dall’imperatore su scala imperiale.

Per sostenere le loro rivendicazioni di martirio massiccio, pii Cristiani cominciarono intorno al nono secolo a forgiare le tradizioni di martirio. Come riferisce Walker:

I martiri delle famose “persecuzioni” Romane sotto imperatori come Nerone e Diocleziano, settecento anni prima, furono in larga parte inventate in questo periodo, poiché non c’erano documenti di alcuna martirizzazione specifica del genere. Furono scelti nomi a caso da antiche pietre tombali, e racconti di martirio furono scritti su ordinazione. In realtà, fu la chiesa Cristiana che fece molto più persecuzione e fece molti più martiri di quanti Roma avesse mai fatto, perché la tolleranza religiosa era la politica usuale Romana.

Per tessere i loro racconti di martirio, i cospiratori usarono l’apocrifo Giudeo Quarto Libro dei Maccabei, che descriveva raccapriccianti “martiri” per mezzo di tortura: “La storia raccontata in 4 Maccabei era diffusamente letta dai Greci e dai primi Cristiani e servì come modello per le storie di martirizzazione dei Cristiani”. I metodi descritti nel Quarto Maccabei sono simili a quelli usati dalla più tarda Chiesa Cattolica in modo inquietante:

… le guardie avevano portato ruote, e dislocatori di giunture, e ruote dentate, e rompi ossa, e catapulte, e calderoni, e bracieri, e torci dita, e artigli di ferro, e cunei, e ferri per marchiare a fuoco….

L’autore di Quarto Maccabei va avanti a descrivere le torture più schifose immaginabili, incluse le famose ruote dentate che venivano usate per strappare le membra dal corpo, come anche la carne che veniva spellata e lingue e viscere strappate, insieme con l’obbligatoria morte per bruciatura. Queste tecniche furono adottate più tardi con terribile entusiasmo dai Cristiani stessi, che poi divennero i persecutori. Come dice Wheless:

Quando i Cristiani erano deboli e senza potere e soggetti ad occasionali persecuzioni come “nemici della razza umana”, essi furono rumorosi ed insistenti avvocati della libertà di coscienza e libertà di adorare qualunque Dio uno scegliesse; le “Apologie” Cristiane agli imperatori abbondano di eloquenti richieste di tolleranza religiosa; e questo fu garantito a loro e a tutti con l’Editto di Milano ed altri Decreti imperiali. Ma quando attraverso il favore di Costantino essi arrivarono sulla sedia dello Stato, essi immediatamente afferrarono la spada e cominciarono ad uccidere e depredare tutti quelli che non volevano fingere di credere come il sacerdote Cattolico comandava loro di credere.

Il ritratto melodrammatico del movimento dei primi Cristiani come consistente di retti Cristiani “Mamma e Babbo” che venivano spinti sotto terra e perseguitati ferocemente, non è realtà, né lo sono le storie di martirizzazione massiccia. Quello che è realtà è che dal quarto secolo in avanti, furono i Cristiani che facevano la persecuzione.

Il Mito della Rapida Diffusione del Cristianesimo:
Si ritiene comunemente che il Cristianesimo si sia diffuso perché era una grande idea disperatamente necessaria in un mondo senza speranza nè fede. Veramente, il mito dice che il Cristianesimo era una idea talmente grande che prese il via come un fuoco greco in un mondo perduto privo di illuminazione spirituale e implorante “come una voce nel deserto”. Si ritiene inoltre che il Cristianesimo si diffuse a causa del martirio dei sui aderenti, che, come si sostiene, fecero tanta impressione a numerosi tra i primi padri della Chiesa che essi abbandonarono le loro radici Pagane per aderire alla “vera fede”. In realtà, il Cristianesimo non era un concetto nuovo e sorprendente, e non è corretta l’impressione data in questa storia riguardo al mondo antico, poiché le antiche culture possedevano ogni piccolo aspetto di saggezza, rettitudine e praticamente ogni altra cosa trovata nel Cristianesimo.
In aggiunta, secondo il noto storico Gibbon, come riferito da Taylor, per la metà del 3° secolo, a Roma – il centro del Cristianesimo - c’erano solo “’un vescovo, quarantasei presbiteri, quattordici diaconi, quarantadue accoliti, e cinquanta lettori, esorcisti e ostiari. Noi possiamo azzardarci, (conclude il grande storico) a stimare i Cristiani in Roma, a circa cinquanta mila, quando il numero totale degli abitanti non possono essere stimati meno di un milione…’ Non si dovrebbe mai dimenticare che, per quanto la propagazione del vangelo sia stata miracolosamente rapida come ci viene detto qualche volta, fu predicata in Inghilterra per la prima volta da Austino, il monaco, su commissione di Papa Gregorio, verso la fine del settimo secolo. Cosicché si potrebbe calcolare che la buona novella della salvezza, per andare dalla supposta scena dell’azione fino a questo paese favorito, abbia viaggiato alla media di quasi un pollice in una quindicina di giorni”. E come dice Robin Lane Fox:

… negli anni 240, Origene, l’intellettuale Cristiano, ammise che i Cristiani erano solo una piccola frazione degli abitanti del mondo … Se i Cristiani fossero stati veramente così numerosi, potremmo anche attenderci qualche evidenza di posti di incontro che potessero contenere così tanti credenti. A questa data, non c’erano costruzioni di chiese su terreno pubblico…

Se viene incluso il resto dell’impero, si stima che per la metà del terzo secolo i Cristiani costituivano forse il due per cento della popolazione totale.
Ancora, come notato, ci furono di fatto pochi martiri, e i primi falsificatori del Cristianesimo furono impressionati non da tali presunti martirii ma dalla posizione di potere che essi avrebbero guadagnato dalla loro “conversione”. In realtà, il Cristianesimo non si diffuse perché era una grande idea o perché era sotto la guida dell’ “Agnello di Dio” risorto. Se fosse stato così, egli dovrebbe essere tenuto responsabile, perché il Cristianesimo fu promulgato con la spada, con una scia sanguinosa lunga migliaia di miglia, durante un’era chiamata da non pochi “l’era della vergogna”.
Come così tanto altro sul Cristianesimo, le affermazioni della sua rapida divulgazione sono largamente mitiche. In realtà, in alcune località ci vollero molte centinaia di anni impregnati di sangue prima che i suoi oppositori e la loro discendenza fossero stati sufficientemente massacrati in modo che il Cristianesimo potesse usurpare l’ideologia regnante. Gli Europei Pagani ed altri lottarono contro questo coi denti e con le unghie, in uno sforzo epico ed eroico per conservare le proprie culture ed autonomia, di fronte ad una strage da parte di quelli che i Pagani vedevano come “idioti” e “bigotti”. Come dice Walker:

Gli storici Cristiani danno spesso l’impressione che i barbari dell’Europa abbiano accolto con gioia la nuova fede, che portava una speranza di immortalità ed un’etica più amorevole. L’impressione è falsa. La gente non abbandonò volentieri la fede dei propri antenati, che considerava essenziale al retto funzionamento dei cicli terrestri. Essi avevano la propria speranza di immortalità e la propria etica, in molti aspetti un’etica più benevola di quella del Cristianesimo, che fu imposta su di loro con la forza. Giustiniano ottenne 70.000 conversioni in Asia Minore con metodi che erano tanto crudeli che le popolazioni soggette in seguito adottarono l’Islam per liberarsi dai rigori del governo Cristiano. Come regola, la popolazione pagana resistette al Cristianesimo più a lungo che poté, anche dopo che i loro governanti erano passati alla nuova fede per i suoi compensi materiali …. Alcune parole per la loro derivazione rivelano un pò della resistenza incontrata dai missionari. I Savoiardi pagani chiamavano “idioti” i Cristiani, quindi cretino, “idiota”, discese da Crétian, “Cristiano”. I pagani Germanici coniarono la parola bigot, da bei Gott, una espressione usata costantemente dai monaci.


Il Cristianesimo fu avversato con tanto fervore ovunque esso invase, poiché nazione dopo nazione morì sotto la spada nel respingerlo, perché le sue dottrine e i suoi proponenti erano ripugnanti e blasfemi. Come riferisce WalzeWalkerr:

Radbod, re dei Frigi, rifiutò di abbandonare la propria fede quando un missionario lo informò che Valhala era lo stesso che l’inferno dei Cristiani. Radbod voleva sapere dove fossero i suoi antenati se non c’era il Valhala? Gli fu detto che bruciavano all’inferno perché erano infedeli. “Prete malvagio” urlò Radbod. “Come osi dire che i miei antenati sono andati all’inferno – io preferirei – si, giuro per il loro dio, il grande Woden , giuro – io mi unirei mille volte a questi eroi nel loro inferno, piuttosto che essere con te nel tuo paradiso di sacerdoti!”

Alcuni dei “barbari” che resistettero contro il Cristianesimo erano di fatto assai più avanzati di quelli che seguivano quella che i Pagani consideravano una ideologia volgare. Per esempio, “Sui Feniani Irlandesi, la cui regola era di non insultare mai le donne, fu detto che erano andati all’inferno per aver negato le dottrine anti-femministe Cristiane”.
Quando la “grande idea”, minacce dell’inferno ed altro dolce parlare fallì nell’impressionare i Pagani, i cospiratori Cristiani cominciarono a stringere le viti stabilendo leggi che mettevano al bando sacerdoti Pagani, feste e “superstizioni”. Fu impedito ai Pagani di essere guardie o di tenere carica civile o militare. Le loro proprietà e templi furono distrutti o confiscati, e la gente che praticava “l’idolatria” o i sacrifici fu messa a morte. Come dice Charles Waite in History of the Christian Religion to the Year Two Hundred:

Sotto Costantino ed i suoi figli, erano stati promulgati dei mandati contro gli eretici, specialmente contro i Donatisti, i quali furono visitati con la punizione più rigorosa… I decreti per l’estirpazione dell’ paganesimo furono anche più severi. Girolamo e Leone il Grande erano in favore della pena di morte.

Sotto il “grande Cristiano” Costantino, “i seguaci di Mitra furono braccati con tanta pertinacia che nessuno osava neppure guardare al sole, e i contadini ed i marinai non osavano osservare le stelle per paura di venire accusati di eresia”. E dove il fuoco dell’inferno, leggi repressive e corruzione non avevano funzionato, fu usata la forza. I leader che erano tolleranti verso religioni diverse dal Cristianesimo, come l’Imperatore Giuliano, furono uccisi. In Bible Myths and Their Parallels in Other Religions, Doane riferisce come in realtà questa “grande fede” fu propagata con i metodi più atroci:

In Asia Minore la gente era perseguitata su ordini di Costanzo [Imperatore Cristiano].. “I riti del battesimo furono conferiti a donne e bambini, che, a tale scopo erano stati strappati dalle braccia dei loro amici e genitori; le bocche di quelli che facevano la comunione furono tenute aperte con uno strumento di legno, mentre il pane consacrato veniva forzato giù dentro la loro gola; i seni di tenere vergini o furono bruciati da conchiglie a forma di uovo rosse incandescenti o compresse in modo inumano tra tavole taglienti e pesanti”. … Le persecuzioni nel nome di Gesù Cristo furono inflitte sugli infedeli in quasi ogni parte dell’allora mondo conosciuto. Fu sfoderata la spada Cristiana anche tra i Norvegesi. Essi si aggrapparono tenacemente alla fede dei loro antenati, e numerosi di loro morirono, veri martiri per la loro fede, dopo aver sofferto i più crudeli tormenti da parte dei loro persecutori. Fu per mera costrizione che i Norvegesi abbracciarono il Cristianesimo. Il regno di Olaf Tryggvason, un Cristiano re di Norvegia, fu di fatto dedicato interamente alla propagazione della nuova fede, con i mezzi più rivoltanti per l’umanità… coloro che rifiutavano furono torturati a morte con ferocia demoniaca, e le loro proprietà furono confiscate. Queste sono alcune delle ragioni “per cui il Cristianesimo prosperò”.

La scusa standard per questo comportamento spregevole è stata che i proponenti Cristiani avevano il diritto di purificare la terra dal “male” e di convertire l’”infedele” alla “vera fede”. Lungo un periodo di oltre un millennio, la Chiesa avrebbe portato a sostenere i metodi di tortura più orrendi mai escogitati in questa “purificazione” e “conversione” alla religione del “Principe della Pace”, i metodi di tortura più orrendi mai escogitati, uccidendo alla fine decine di milioni in tutto il mondo.
Questi i metodi di “conversione” da parte dei Cattolici contro uomini, donne e bambini, tanto Cristiani che Pagani, inclusi roghi, impiccagioni e torture di tutti i tipi, usando gli strumenti descritti in Quarto Maccabei. Alle donne e le ragazze furono conficcati su per le loro vagine attizzatoi roventi ed oggetti appuntiti, spesso dopo che i sacerdoti le avevano stuprate. Agli uomini e ai ragazzi vennero schiacciati o strappati o tagliati via i loro peni e testicoli. Ad ambedue i generi e a tutte le età fu strappata via la pelle con tenaglie roventi e furono strappate le loro lingue, e vennero sottoposti a un macchinario diabolico destinato per le parti più delicate del corpo, come ginocchia, le caviglie, gomiti e le punta delle dita, che furono tutte schiacciate. Le loro gambe e braccia furono spezzate con mazze, e, se ci fosse rimasto qualcosa di loro, essi vennero impiccati o arsi vivi. Non sarebbe stato possibile immaginare niente di peggio, e da questo male assoluto venne la “rapida” diffusione del Cristianesimo.
Fino ad ora questo deplorevole retaggio e crimine contro l’umanità, non è stato ancora vendicato ed il suo principale colpevole rimane impunito. Non solo resta intatto ma inspiegabilmente riceve il supporto imperituro e sconsiderato di centinaia di milioni, inclusi gli istruiti, come dottori, avvocati, scienziati, ecc. Questa condiscendenza è il risultato dei secoli di distruzione e degradazione delle culture dei loro antenati, che li ha demoralizzati e che ha strappato loro la loro spiritualità ed eredità. Nell’annichilare queste culture, i cospiratori Cristiani distrussero anche innumerevoli libri e molta conoscenza, apprezzando la susseguente mancanza di letteratura ed ignoranza, che aiutarono a permettere la divulgazione del Cristianesimo. Wheeles racconta lo stato del mondo sotto il dominio Cristiano:

Con il declino e la caduta dell’Impero Romano, la religione Cristiana si diffuse e crebbe, tra i Barbari distruttori di Roma. Il Medio Evo diffuse contemporaneamente la propria coltre funebre intellettuale sull’Europa. Oltre ai monaci e sacerdoti raramente qualcuno sapeva leggere. Carlo Magno imparò a tenere in mano la penna solo fino a riuscire a scarabocchiare la sua firma. I baroni che ottennero con la forza la Magna Carta da John Lackland, firmarono con i loro marchi e i loro sigilli. I peggiori criminali, nel caso che fossero dotati della rara e magica virtù del saper come leggere anche malamente, beneficiarono del “beneficio del clero” (cioè, della cultura clericale), e sfuggivano immuni o con punizioni fortemente mitigate. Non c’erano libri salvo manoscritti dolorosamente compilati, che valevano il riscatto dei principi, e totalmente inaccessibili salvo che dai molto ricchi e dalla Chiesa; finché intorno al 1450 non ci fu il primo libro stampato conosciuto in Europa. La Bibbia esisteva solo in Ebraico, Greco e Latino, e le masse ignoranti erano totalmente all’oscuro sul suo contenuto salvo di quanto udivano dai sacerdoti, che dicevano loro che dovevano credere ad essa o venire torturati ed uccisi in vita e condannati per sempre nei fuochi dell’inferno dopo la morte. Non meraviglia che la fede sia fiorita in condizioni così eccezionalmente favorevoli.

Tale è la storia disgraziata della religione del “mite Principe della Pace”. Tuttavia, oggi ci sono quelli che non solo sostengono il suo edificio mostruoso, costruito sul sangue e le ossa carbonizzate di decine di milioni, come anche sulla morte del sapere nel mondo Occidentale, ma, incredibilmente, desiderano che esso venga riportato alla sua piena “gloria”, con tutte le opere sanguinarie, bruciatura delle streghe, persecuzione, annichilazione dei non credenti e tutto il resto. Il fatto è che troppi traumi e spargimenti di sangue sono stati causati nei millenni strettamente sulle basi di fede non fondata e eccessiva illogicità, ed è stata persa troppa conoscenza e saggezza, tanto che la storia umana è stata piena di ignoranza ed incomprensione. E’ per queste ragioni, tra le altre, incluso il ripristino dell’umanità, che noi speriamo che la cospirazione oppressiva e sfruttatrice dietro alla religione in generale e del Cristianesimo in particolare, sarà resa manifesta. Come si dice, quelli che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo, e gli umani come specie sono inclini all’amnesia. Pertanto è imperativo che questi argomenti fondamentali della ideologia e dottrina religiosa vengano indagati completamente e non lasciati alla fede cieca.


di Acharya S

1 commento:

GIONA ha detto...

Gerald Massey era un massone.

come Acharya s naturalmente.

http://ultimaepoca.blogspot.com/2009/01/zeitgeist-la-menzogna-parte-1.html

http://www.conspiracyarchive.com/Blog/?tag=zeitgeist

ciao Nando,

Giona